blog@exibart.com
home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss radio tv alert newsletter segnala blog
recensioni > roma milano napoli venezia torino toscana vedi le altre 
rubriche > libri architettura design fashion in fumo decibel vedi le altre 
e-mail    password password persa? registrati ora!


INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'RIVOLUZIONE DEGLI OMBRELLI'
 
Hong Kong Blues (2) Ripubblicato

Shanghai 90 anni del partito comunista cinese

Un altro fattore importante che contribuisce all' " Hong Kong Blues" (vedi post precedente, titolato "HongKong Blues (1)") è quello che chiamerei "perdita di identità". Questa perdita di identità ha, a suo fondamento, diverse componenti. Nel corso degli ultimi 100 anni Hong Kong, i suoi cittadini, avevano creato un misto di cultura inglese e di cultura tradizionale cinese. Una miscela fuori dal comune, che era anche una delle basi dell'attrazione e fascino internazionale di Hong Kong : il meglio della cultura cinese tradizionale senza andare in Cina, dove, peraltro, la tradizione era stata mutilata, distrutta, soffocata . La gente di Hong Kong, fino a pochi anni fa, si sentiva speciale anche per questo, per questa consapevolezza di essere portatori sani di una cultura ibrida, aperta, tollerante.

Ora, la maggior parte degli hongkonghini risentono del fatto di dover rinunciare ai loro legami internazionali per diventare al "100 % patrioti " di un sistema politico che non apprezzano per il suo autoritarismo e la ben nota  repressione della libertà di espressione. Essi sono influenzati dai vari tentativi che vengono attuati nel cercare di "rieducarli" per diventare "davvero cinesi", che nel continente si traduce in "vero comunista , ossequioso del Partito e desideroso di essere parte del sistema, idealmente come "un bullone in una macchina " ". Molte delle persone provenienti da Hong Kong si consideravano più "cinese di un cinese della Cina comunista ", con una cultura più sofisticata, legato alla vera tradizione storica e culturale. Come i taiwanesi, in questo senso : si sentono come coloro che hanno realmente fuso modernità e tradizione .

Una nota : forse non è del tutto un caso, allora, la recente spinta dal Partito comunista per una modifica della sua propaganda e ' educazione delle masse ', come ho già osservato in molti dei miei blog precedenti. Negli ultimi anni il partito ha iniziato a utilizzare uno stile di comunicazione, in particolare le immagini, legate alla tradizione pre rivoluzione comunista . Per me questo rappresenta un segnale molto forte che indica come il Partito comunista ( parola ormai svuotata di significato in questa parte dell'Asia ), il Partito Unico, si stia configurando sempre di più come, semplicemente, un Partito Nazionalista unico, creando il nuovo mantra : Comunista = Patriota = (vero) Cinese e dove, se sei fuori dal coro, stai diventando, quasi automaticamente, un traditore della patria, delle tue proprie radici e della tradizione : questa è una radicale dipartita dall'ideologia politica marxista e il mito della ' Rivoluzione ' che era venuta a cambiare il vecchio sistema : ora siamo in vera e propria restaurazione in stile impero (comunista) .

Per fare questo il partito unico agisce su più fronti : ora si presenta come il vero erede e custode della millenaria storia e cultura ( dimenticate la rivoluzione culturale cinese, tutto ciò è sotto uno spesso tappeto, il che è un fatto imbarazzante visto che proviene da un partito-governo che sempre ciancia di autocritica e della necessità di 'imparare dai propri sbagli', specie quando fa la predica agli altri ), e per questo, rappresentativo di tutti i "compatrioti ", ovunque si trovino : Taiwan , Hong Kong, Singapore, Milano, San Francisco, Barcellona, ​​Londra, Prato, New York e così via. "Comunista" sta diventando, o dovrebbe diventare, sinonimo di "Patriota Cinese Erede della millenaria Storia e Cultura" .

Qui, su questo punto, la gente di Hong Kong è parecchio scettica e , purtroppo per Pechino, essendo stata educata all'uso delle facoltà critiche , non sono in imbarazzo a chiedere una vera autocritica con cambiamento di prassi, da parte del governo comunista, specialmente per quello che riguarda episodi chiave  della storia cinese passata, recente e recentissima . Aggiungo: sono ancora moltissimi a Hong Kong coloro che sfuggivano la Cina comunista durante gli anni '60 e '70 del XX secolo, schivando i proiettili mentre attraversavano il fiume Shenzhen e molti sono i figli di quella generazione : non sono stati rieducati, mantengono un posizione critica e certo non amano essere chiamati "cani" da alcuni intellettuali di Pechino, legati al Partito, il cui merito maggiore, pare, sembra risiedere nel fatto che essi siano, appunto, intellettuali membri del partito.

Il fatto è che negli ultimi anni la gente di Hong Kong sta attraversando un cambiamento d'identità, una profonda crisi culturale. Pechino si prodiga in tutti i modi per portare sotto un più rigoroso controllo gli indisciplinati cittadini di Hong Kong : ha creato difficoltà e ostacoli nello studio della lingua inglese, rendendola anche più costosa, sta mettendo uomini più obbedienti e patriottici in posizioni chiave nel settore dei media, sta abbracciando in una stretta d'acciaio la comunità d'affari di Hong Kong, che peraltro pare che si faccia stringere ben volentieri, come si sa pecunia non olet, non importa chi sia a concedere favori economici . E anche qui ci sono parallelismi con Taiwan .
(segue )


di Marco M Gobbo
visita il blog ArtAsia



messaggi trovati: 1
 






     Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore Responsabile: Matteo Bergamini
   Direttore Editoriale: Cesare Biasini Selvaggi
   Direttore Commerciale: Federico Pazzagli - fax: 06/89280543
   Amministrazione: amministrazione@exibart.com -fax: 06/89280277