 Villa del Meloncello, Bologna Foto di Andrea Speziali | |
''Sulla residenza dei Mattei e poi dei Meriggiani intervenne anche Vucetich''
Villa
Meriggiani a Bologna: tutti la chiamano ‘’villa del Meloncello’’, perché
confinante con l’Arco del Meloncello, e progettata da Cesare Mattei. In realtà l’edificio
risale al ‘700, come ci attestano delle antiche illustrazioni e i progetti
conservati presso l’Archivio Storico a Bologna. Da una mia ricerca in
collaborazione con l’Architetto Monica Cardin Fontana di Bologna, architetto che
sta curando l’attuale restauro della villa, ho scoperto che l’edificio
apparteneva alla nobile famiglia Mattei.
La dimora venne fatta costruire dal padre del Conte Cesare Mattei, nato a
Bologna l’11 gennaio 1809, figlio di proprietari terrieri bolognesi. Secondo le
testimonianze di storici bolognesi, tra le residenze dei Mattei, c’era quella
estiva nella zona del Meloncello a Bologna, che riportava nelle inferriate
anche lo stemma familiare dei suoi proprietari, saccheggiato dopo l’abbandono
della villa. Esattamente non si conoscono i motivi per cui la dimora venne
abbandonata e il periodo in cui subentrò la famiglia Meriggiani.
Il
Conte Cesare Mattei fu tra i fondatori della Cassa di Risparmio di Bologna ed
ebbe una vita intensa a contatto con importanti protagonisti del suo tempo. Nel
1850 iniziò, nella zona di Riola, sull’Appennino Bolognese, la costruzione
della Rocchetta Mattei, un castello dalle sembianze fiabesche, in cui egli
dimorò stabilmente a partire dal 1859. La sua figura è ricordata per la nuova
scienza medica da lui inventata, chiamata Elettromeopatia e basata
sull’abbinamento di granuli e fluidi omeopatici, preparati con erbe curative. I
suoi rimedi, ottenuti con un metodo segreto, vennero diffusi in massa a partire
dal 1880 e commercializzati in tutto il mondo. Tra i più celebri utilizzatori, ricordiamo l’Imperatore
d’Austria, Ludwig di Baviera, la corte russa degli Zar ed il Re e la Regina
delle Isole Samoa, ma è risaputo che Mattei riservasse le cure anche a persone
indigenti, che supportava
gratuitamente. Purtroppo non sono state ancora trovate tracce e
documentazioni che possano testimoniare la vicenda del passaggio di propietà
della villa. E’ presumibile che i Meriggiani potevano essere imparentati con i
Mattei.
Le uniche tracce in grado di raccontare la storia di questo
edificio sono i documenti conservati presso l’Archivio Storico a Bologna, dove
nel 1922 l’Architetto di origini dalmate, Mario Mirko Vucetich venne incaricato
dalla famiglia Meriggiani per il risanamento dell’edificio. Dell’edificio precedente
sono rimaste solo le tracce documentate da un’ illustrazione del ‘700 che
riporta una piccola parte della villa (il tetto e qualche finestra) e il
rilievo tracciato da Mirko Vucetich nel ’22 per la ristrutturazione. Si presume
che i prospetti non vennero realizzati per le cattive condizioni d’abbandono
dell’immobile.
La ristrutturazione a cura di Mirko Vucetich, una tra le figure più poliedriche
del ‘900, nato a Bologna nel 1898 e deceduto a Vicenza nel 1975, riporta
decorazioni Liberty con richiami al ‘700. Per pura casualità ho scoperto che le
decorazioni del villino del Meloncello sono molto simili a quelle utilizzate
per il villino Alverà a Venezia, eretto attorno agli anni ’20. Si potrebbe
presumere che Vucetich per motivi economici abbia riutilizzato gli stessi
stampi cementizi per la realizzazione dei due immobili.
Dal rilievo dell’attuale villa del Meloncello o villa
Meriggiani a Bologna, ho costatato la stessa decorazione negli infissi che si
ripete a Villa Antolini a Riccione, costruita un anno dopo la ristrutturazione dell’edificio
bolognese. Risulta ancora scolpita la data di ristrutturazione posta sulla
cimasa della finestra centrale al primo piano: A D / MCMXXV / MARIO VUCETICH /
FECIT.
Per quanto riguarda l’ultima lettera della data, in verità ne è difficile la
lettura, ma si presume che sia la ‘’V’’ perciò la data è quella del 1925.
Dal racconto degli eredi Meriggiani, il padre di un amico di
Vucetich, Giovanni, acquisì la villa del Meloncello. Negli anni ’30, quando Vucetich
era al Governatorato a Roma con Giuseppe Meriggiani, assieme ad un gruppo di
amici, fecero un viaggio in Somalia che durò diversi mesi. Nella città di Misciane Genale Vucetich
realizzò il villino per l’amico Meriggiani che diventerà la dimora dove
trascorse tutta la vita. La villa di famiglia a Bologna venne successivamente
lasciata ai familiari, e solo l’anno scorso la famosa villa del Meloncello
venne venduta ad una nota imprenditrice di moda quale la ristrutturerà.
Per fortuna, un altro gioiello del passato ha trovato un
estimatore e …. Un salvatore!
Per contatti: Info@andreaspeziali.it www.andreaspeziali.it
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