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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'SIAL SHANGHAI'
 
Cina, Shanghai, SIAL 2012: La Bugia come strumento di Marketing

SIAL CHINA finti collegamenti a Facebook e Twitter

SIAL dice di essere la Fiera Alimentare n 1 al mondo. Partner di SIAL sono ben note multinazionali come XTC e Electrolux.
Le fiere SIAL si tengono a San Paolo (Brasile), Montreal e Toronto (Canada), Parigi (Francia), Shanghai (Cina), Abu Dhabi (UAE).
Ho interessi di lavoro nel settore alimentari e delle bevande e nel 2011 visitai la Fiera SIAL di Shanghai. Quest'anno ho deciso di registrare la mia presenza in anticipo, così sono andato a visitare il sito della SIAL Cina.


Dopo 10 secondi non potevo credere ai miei occhi:
su un sito web cinese, c'erano le familiari icone di Twitter e Facebook! Ero quasi scioccato: uno storico grande balzo in avanti riguardante la liberta’ d’uso dei mezzi di comunicazione era avvenuto in Cina, e non me n’ero accorto? Forse il Partito Comunista aveva revocato il divieto contro la libertà di informazione, e permesso a 1.400.000.000 persone di accedere al mondo "esterno" di idee di 5.000.000.000 di persone, buone o cattive che queste idee possano essere, a suo avviso, lasciando ai cinesi il diritto di giudicare da soli ciò che è sbagliato e ciò che è giusto? WOW!

Ho cliccato le icone: non sono andato da nessuna parte tranne’ che alla molto familiare pagina:

Server non trovato

Firefox non riesce a trovare il server di www.facebook.com.

Firefox non può stabilire una connessione al server su twitter.com.

Dopo il primo momento di sgomento, mi sono arrabbiato.

Arrabbiato per la sfrontata bugia che mi stava proprio sotto il naso, a questo strumento di marketing che si e' trasformato in una icona di ipocrisia.

Al governo cinese è (alla fine dei conti) consentito dal suo popolo di censurare e bloccare qualunque sito web che non gli aggradi, e questo (non) va bene: ogni popolo del mondo ha il Governo che si merita, che ha scelto di avere o che ha scelto di sopportare. I funzionari cinesi possono dire al mondo quello che vogliono per giustificare la censura, ma FINGERE su un SITO UFFICIALE di UNA FIERA INTERNAZIONALE che ci si puo’ collegare a Twitter e Facebook mentre sono ufficialmente censurati e bloccati è beffardo, è schernire e deridere il lettore.

Questo è vergognoso per il SIAL, per gli organizzatori internazionali e locali, è vergognoso per i funzionari cinesi che lo hanno consentito. Si tratta di una ulteriore prova dell'abbraccio tra il Business e i Governi in tutto il mondo, un abbraccio che apparentemente non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte al ridicolo. Pecunia non olet.



di Marco M Gobbo
visita il blog ArtAsia

 
L'assenza dell'Italia alla fiera del Cibo di ShangHai, SIAL 2011.

Stand ICE al SIAL 2011 SHANGHAI

Arrivo a Shanghai il 18 maggio 2011 e il ritardo del volo interno Shenzhen-Shanghai non mi
permette di andare subito al SIAL 2011. Durante il viaggio in metro' dall'aeroporto all'albergo incontro Jackie, signora inglese che e' qui per una ricerca su frutta cinese da esportazione.
Io sono qui per prendere contatti con distributori cinesi di alimenti vari, sopratutto biscotti,
olio, vini, marmellate.
Ci siamo simpatici e conversando scopriamo di avere qualche passione e hobby in comune, cosi ci diamo appuntamento per l'indomani in fiera, per un pranzo insieme.
I padiglioni dedicati al SIAL sono 4 e leggendo le statistiche delle passate edizioni si evince
subito il crescente interesse per questa fiera e i volti speranzosi e soddisfatti degli operatori
commerciali ne testimoniano importanza e vitalita'.
Al padiglione 7 sono colpito dalla vasta e ben organizzata presenza della Korea del Sud, dallo stand Taiwanese dedicato al te' verde Oolong, e piu' avanti rimango sorpreso dallo stand della Tunisia, tutto concentrato sull'olio di oliva, con tanto di Chef che prepara manicaretti. Questo stand e' suddiviso in molte parti, ognuna presidiata da un brand. Organizzatissimo.
Girovagando vedro' l'olio ben presentato e spinto dagli stand nazionali di Grecia, Spagna,
Ecuador. Al padiglione 6 la corazzata USA spinge i suoi prodotti (prugne e vini della California, ciliegie, frutta secca, carni, caffe' dal Portorico...).
Poi arrivo al quinto padiglione. Se si alza lo sguardo si legge Francia e Spagna dappertutto.

All'improvviso vedo il declino dell'Italia.

Una serie di 12 stand, semivuoti, senza un progetto coerente di marketing o di presentazione.
Stand anonimi e quasi sgraziati, capitanati da uno stand dell'ICE dove ci sono tre bandiere, un tavolo, quattro sedie e assolutamente vuoto. Neanche una standista. Nessuno, per ore. E questo anche l'indomani, quando ripassero' per masochistica curiosita': lo stand sempre vuoto, vuoto come le parole della politica.
A fianco a noi gli stand dedicati al vino della Francia, del Portogallo e della Spagna sono
brulicanti di persone (questa e' una fiera solo per operatori del settore, non aperta al
pubblico). Al padiglione Italia 2 gatti.
E' avvilente vedere come il Padiglione ufficiale dell'Italia sia cosi pressapochista,
dilettantesco, mi sembra quasi grottesco se si pensi che l'agroalimentare dovrebbe essere uno dei settori di punta del nostro export.
E' questa la metafora di una nazione non piu' tale? Il simbolo di un Paese che non sa piu' agire, ma solo, a volte, parlare? E' il segnale di una sottovalutazione clamorosa del mercato cinese e asiatico?
E' il segno di un'arrogante e cieca fiducia nella parola "Made in Italy", che voila', dovrebbe
bastare ad aprire le porte del mercato asiatico? (che vuoi che sia un padiglione alla fiera del
cibo piu' importante in Cina... venite da noi ad assaggiare i nostri prodotti...)
Sono sgomento, esterefatto. Ho esaurito le parole.
Lo stand della Polonia e' piccolo, originale e ben fatto. La Grecia, con tutti i suoi guai, si
presenta piu' che dignitosamente. La Spagna e' in tutti i punti strategici, il padiglione del vino
e' praticamente in mano alla Francia.
L'Italia, molto semplicemente, non c'e'.
Ringrazio mentalmente l'ICE, le Ambasciate e i Consolati, I ministeri dello Sviluppo Economico, degli Affari Esteri e dell'Agricoltura, tutti i parolai d'Italia, i sottosegretari e tutte le consorterie per questo magnifico risultato, per questa luminosa assenza in un momento cruciale dello sviluppo dei rapporti commerciali con la Cina e l'Asia. Bravi. Bis!


di Marco M Gobbo
visita il blog ArtAsia

scritto 24/05/2011 9.54.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: sial 2011 sial cina sial shanghai oolong taiwan corea del sud ice cina


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