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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'SOGNO'
 
Il Sogno, Teatro dell'Arte

somnium sogno

Somnium, teatro dell'arte.


A chiunque mi chieda la funzione del sogno, potrei rispondere come un matematico di fronte ad un problema: con infinite soluzioni, con infinite risposte.


Non è che mi voglia trincerare dietro la parete dell'ovvio per sfuggire al quesito, ma pare che così sia consono fare per il somnium, poichè autorizzati dallo stesso, per definizione.


Definire l'indefinibile con un rigurgito di lapalissiane espressioni non è il meglio che un qualsivoglia pensatore possa fare in questi caldi pomeriggi d'estate.


Ed allora proviamo a somministrarci risposte.


"Il Sogno, Teatro dell'Arte".


Si potrà forse considerare la natura del sogno come substrato, come teatro per l'arte, non suo oggetto? Non suo soggetto?


Perchè, con l'arte, sarebbe più opportuno levare le ancore da ogni tipo di discorso sull'onirico.


Vorrei pensarci un po', ma con l'arte sarebbe troppo facile duplicare il sogno, sebbene ci si possa meravigliare di fronte alla tecnica, di fronte alla sciamanica capacità di attrarre a sè l'attenzione, di fronte alla materia che si fa vettrice di un somnium, di una portentosa immagine, di un emozionare, di un incantare, come l'aruspice di fronte a frattaglie che la massaia saprebbe usare meglio.


Perchè, scusatemi se è poco, ma l'arte la preferisco con il timone, oltre che con le vele gonfie di vento.


Perchè lo spettatore lo voglio verso una meta e non a vomitare per il mal di mare.


Perchè la critica può ben altro che giustificare un sogno tout court.



Au Revoir!

































Un caffè please....




di isovni.com
visita il blog Art System

scritto 07/08/2012 19.18.04 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: arte art art system caffè sogno teatro
 
Anno che va, anno che viene.....

frase scritta a “suon di vernice spray” nel muro. (in ogni caso atto vandalico.)

Non sono necessari tanti discorsi o parole di rito per capire che l’anno nuovo sarà un anno di  preoccupazioni per tutti.

Si vive un’epoca senza sogni e speranze, come la frase scritta a “suon di vernice spray” nel muro. (in ogni caso atto vandalico.)  

“La morale storica, insegna, che il culto del profitto distrugge lentamente l'umanità”. La vita filosofica impone invece che ogni uomo sia leale, sia trasparente, sia disinteressato.

Socrate era un filosofo non perché insegnava filosofia, lo era perché nella sua maniera di vivere, ha testimoniato cosa fosse per lui la vera filosofia.

Parole che dovrebbero far riflettere noi che viviamo in un Paese  in cui si perde sempre più l'idea di bene comune, dominato dall’affarismo, malcostume, e cialtroneria politica che non affronta le esigenze della vita reale.

Quella scritta indica che per i giovani c’è un mondo senza promesse, un futuro che, come continuamente sentono ripetere, sarà pieno di ostacoli, di incertezze e delusioni…

Proprio in virtù di questa nuova ostilità, credo invece che i giovani debbano far sentire la propria voce, farsi carico per un impegno diretto a costruire una società più sana;

 potrebbe essere l’inizio di una nuova stagione di ideali e speranze.

 Malgrado tutto buon anno!




 

Capodanno

Frantumata la maschera del volto

Cogliesti in mezzo ai vetri

In uno sguardo

Tutta la solitudine.

L’attesa nella fiumana d’auto

Trascinava il mio destino.

Nella insensata festa di fine anno

Si dovrebbe piangere quel che finisce

E invece si festeggia l’avvenire ignoto.

Cosa riconoscere in questo tempo sospeso?

Cosa ci appartiene realmente?

 

Domani sarà come oggi

Immobile e immutabile.

 

 

 

 

Poesia tratta dal libro: “ Nello specchio di Alice” della scrittrice poetessa Rossella Seller.

http://www.lietocolle.info/it/seller_rossella_nello_specchio_di_alice.html




di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO

scritto 29/12/2008 19.03.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: buon anno speranze profitto politica filosofia sogno mondo
 
Oblio


A volte penso alla morte... direi raramente. Anzi. Di solito non ci penso. Mi vivo la giornata, il momento. Diciamo che non mi pongo il problema. Cosa c'e' dopo la morte? Se proprio ci devo pensare, mi viene in mente un'atmosfera rarefatta, impalpabile, onirica. Come fluttuare nel bianco. Senza poter andare ne' avanti ne' indietro. Senza consapevolezza. Senza volonta'. Senza possibilita' di azione.



di Ramatesda
visita il blog Stimoli

scritto 13/04/2007 10.13.00 | permalink | commenta | lista commenti (2) | invia il post ad un amico | parole chiave: morte oblio sogno bianco stasi
 
" L'ORA DELLA PACE"


Un valore universale : una meridiana che segna con la "sottile" ombra l'ora della pace, tragurdo da tutti ambito, anche dai gabbiani che tentano istintivamente di materializzarla e fissarla nel "tempo". I fusi orari, i punti cardinali , riferimento che gli uomini hanno stabilito osservando la posizione delle stelle del sole, la direzione dei venti, che ora gonfiano le vele della pace....concorrono a questo fine, come la linearità dell'opera consanguinea all'idea che si vuole evocare: quella della pace. Il sogno è rendere universale e globale questo messaggio affinchè rimanga intelligibile a chiunque si lasci affascinare dall'armonia e dalla semplicità di questo stilema. Non pietra scolpita, non insieme di materiali senza anima, ma monumento questo, che nasce lentamente, giorno dopo giorno, dallo studio e dall’esempio quotidiano, dall’entusiasmo, dall’ottimismo, dalla capacità di sperare, sognare e tradurre i sogni in realtà, nella consapevolezza che il valore della vita, del dolore, della morte portino ad un mondo migliore. La "Pace" non dovrebbe essere un oggetto plasmabile, ma un bene prezioso pulito , parola chiara scritta nei testi fondanti delle Nazioni Unite , ma purtroppo troppo interpretata...!



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO



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