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Sussulti – Call-for-artists
Sussulti. Storie di terra e umanità
“PROGRAMMA REGIONALE DI EVENTI PER LA PROMOZIONE TURISTICA E LA VALORIZZAZIONE DEI TERRITORI – Direzione Generali per le politiche Culturali
ed il Turismo della Regione Campania. CUP G59F18000570006

Call for artists: invito a presentare portfolio e lettera di motivazione, per essere selezionati a un periodo di residenza dal 3 al 9 giugno a Palomonte (SA) dove realizzare le opere
Premio: 800 euro. Costi di vitto e alloggio a carico degli organizzatori del progetto



Art 1: Il progetto
«Sussulti. Storie di terra e umanità» nasce da una visione sul post sisma italiano, a partire dal territorio del Comune di Palomonte, in provincia di Salerno: rimarginare le ferite del terremoto con l’arte, dare nuova veste agli scempi architettonici e urbanistici, colorare i centri abitati con nuove storie di terra e umanità.

Cerchiamo cinque artisti che vogliano aiutarci a sovrascrivere gli spazi pubblici del Comune di Palomonte, per farli riappropriare, o perlomeno osservare di nuovo, da parte della cittadinanza.

Quegli spazi sono stati per decenni dimenticati e forse un po’ negati all’immaginario collettivo dopo la ricostruzione. Come in tanti altri territori vittima del terremoto, si è pensato alla ricostruzione in termini di spazio privato; la dimensione pubblica è stata inevitabilmente secondaria e trascurata dal discorso sul post terremoto e dai progetti di riqualificazione. Attraverso l’arte, vogliamo dare un primo segnale di reazione a questa tendenza.

Cinque spazi pubblici, scelti insieme alla cittadinanza, saranno oggetto delle opere: a ogni artista sarà assegnato uno di questi spazi e richiesto di realizzare un intervento durante la settimana di residenza, tra il 3 e il 9 giugno 2019.

«Sussulti. Storie di terra e umanità» è un progetto del Comune di Palomonte, co-finanziato dalla Regione Campania negli “Eventi per la promozione turistica e la valorizzazione dei territori”.

Partner del progetto, oltre all’Archivio Diaristico Nazionale, la Fondazione MIdA Musei Integrati dell’Ambiente, l’Osservatorio sul Doposisma e Diarc Unina – Dipartimento di Architettura Federico II. A Kilowatt il compito di supportare tecnicamente la realizzazione del progetto.

Art 2: Dai diari allo spazio pubblico
Non vogliamo fare un graffiti event. Ci interessa l’arte pubblica in senso lato, indipendentemente da uno stile specifico. Chiederemo alle cinque persone che selezioneremo di lasciare a Palomonte cinque opere permanenti, cinque tracce di questa prima sovrascrizione e interazione tra arte e spazi pubblici.

Attraverso l’arte, si intende agire sulla qualità del paesaggio per valorizzare la cultura, la creatività e la stessa identità della comunità di Palomonte. In questo modo, si vuole attivare una strategia di sviluppo locale guidata dalla cultura. In questo approccio, la bellezza non è un semplice abbellimento del reale, ma un dato strutturale, che deriva dalla diversità e pluralità delle inter-relazioni tra uomini, comunità e spazio fisico, che compongono il paesaggio.

Le opere dovranno prendere ispirazione dalle “storie di terra e umanità” provenienti dai diari e dai testi sul post sisma selezionati insieme ai partner. Non vogliamo raccontare storie di terremoto sullo spazio pubblico, ma prendere spunto dalla memoria del Novecento italiano – attraversato da ripetute scosse – e dare agli artisti in residenza contenuti da cui prendere ispirazione per dare le mosse a un nuovo immaginario sul dopo sisma.

Il paese di Palomonte diverrà dunque una quinta per l’esposizione dei diari autobiografici degli italiani, custoditi dall’Archivio di Pieve di Santo Stefano sulla storia del Novecento: la Grande Guerra, il Sessantotto, la Rivoluzione femminile, l’emigrazione saranno i temi di questa prima edizione.

Art 3: I tempi del progetto
Da aprile a giugno, tre momenti a scandire il percorso:
dal 15 aprile al 10 maggio: diffusione della call for artists;
10, 11 e 12 maggio: i laboratori con la comunità, per decidere i luoghi che ospiteranno l’intervento degli artisti e i diari da cui prendere ispirazione per le opere;
dall’11 al 19 maggio: lavori della giuria;
20 maggio: comunicazione degli artisti selezionati, degli spazi pubblici e dei diari scelti;
dal 3 al 9 giugno: periodo di residenza, durante una settimana di arte, cibo, mostre e concerti, per festeggiare una comunità che, nel racconto, finalmente ritrova se stessa.

Art. 4: Perché Palomonte
Palomonte è un paese di poco meno di quattromila abitanti della provincia di Salerno, al confine con l’Irpinia e la Basilicata. Sin dalla sua fondazione, Palo (com’era chiamato fino a 1862) fa i conti con calamità naturali e eventi che l’hanno reso fragile luogo di confine, che spesso sussulta, come una faglia tellurica.

Se una leggenda, raccontata minuziosamente da Frà Giovan Battista da Palo nel 1681, narra che il paese odierno sia sorto per fuggire dalle macerie di una città mitica, Tratuolo, distrutta per volontà divina, l’incastellamento del borgo è datato all’epoca longobarda. Dal IX secolo arrivano le prime notizie documentate dello stanziamento di una comunità di monaci italo-greci che hanno lasciato in eredità, in un’area interessata dalla presenza di numerose cavità naturali diventate laura, un prezioso scrigno di arte bizantina: il santuario di Santa Maria di Sperlonga.

Le tracce medievali del centro storico, attualmente impercettibili, hanno subito trasformazioni e stravolgimenti a causa di terremoti ed epidemie. È del XVII secolo la poderosa opera di ricostruzione sul versante sud-est della collina, testimoniata dalla Chiesa Madre intitolata alla Santa Croce dalla maestosa facciata aragonese. Baroni e Signori di Palo dotarono il paese di cappelle e palazzi gentilizi che facevano il paio con le umili case dei contadini e artigiani. Nell’elenco cronologico degli eventi Palo può vantare la baronia di Carlo Gesualdo e moti rivoluzionari liberali, cronache di matrimoni nobiliari e controversie con i paesi vicini per questioni di confine. La sua storia, incardinata prima nei fatti del borbonico Principato Citra (l’odierna provincia di Salerno), non è dissimile da quella di altri paesi meridionali, arrivarono poi il brigantaggio e le grandi ondate migratorie, le guerre novecentesche e il boom economico.
Cambiate le esigenze abitative e lavorative dei palomontesi, il centro storico è stato man mano abbandonato. Si sviluppano Bivio, Valle e Perrazze, frazioni fornite dei principali servizi e anche le campagne, mancando uno strumento di gestione urbanistica, si popolano, costruendo, su un territorio perlopiù collinare (con l’eccezione di quello che fino al XIX secolo era il Lago di Palo e oggi è una pianura), un paesaggio densamente antropizzato in cui le abitazioni dialogano con i campi e gli elementi naturali.

Oggi Palomonte deve fare i conti con la sua identità e affrontare definitivamente la ricostruzione della sua comunità, per fare pace con il cemento e riprendere a raccontarsi dev’essere consapevole che la sua fragile storia di confine nutre e dà forma al paese di ieri, di oggi e di domani. La forma attuale del paese è stata profondamente influenzata dalla ricostruzione post-sisma 1980, che ha stravolto le modalità dell’abitare e l’uso degli spazi pubblici. Il centro storico e le frazioni, oltre alle tracce ancora visibili della scossa (un ingente patrimonio immobiliare diventato pubblico non è stato ancora ricostruito), ereditano dal boom edilizio degli anni ’80 e ’90 una serie di vuoti urbani e veri e propri non-luoghi. Riempire questi vuoti per corroborare le relazioni fra gli abitanti, spesso sfibrate da elementi divisori, è il passo necessario e successivo al lavoro di ricerca sul patrimonio materiale e immateriale già svolto a Palomonte (Patrimonio in Comune).

Attori istituzionali di questo progetto sono la Fondazione MIdA, realtà virtuosa locale che ha saputo investire in sviluppo e promozione sostenibile del territorio, l’Osservatorio permanente sul dopo sisma, costola scientifica della Fondazione che si occupa di approfondire le questioni ancora sotto le macerie dei disastri italiani partendo dalla riflessione sul terremoto d’Irpinia, l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, custode delle storie quotidiane e straordinarie degli italiani e il DIARC dell’Università di Napoli Federico II, polo di formazione e ricerca sui temi del recupero dei materiali e sul disegno architettonico dei luoghi.

Art. 5: Termini e materiali di partecipazione
Per partecipare alla call, è sufficiente mandare, entro il 10 maggio 2019, una e-mail all’indirizzo sussulti@comunepalomonte.sa.it contenente:
nell’oggetto, l’indicazione “Manifestazione di interesse a partecipare alla call for artists - PROGETTO “SUSSULTI - STORIE DI TERRA E UMANITÀ” I EDIZIONE. BENEFICIARIO COMUNE DI PALOMONTE. “PROGRAMMA REGIONALE DI EVENTI PER LA PROMOZIONE TURISTICA E LA VALORIZZAZIONE DEI TERRITORI PERIODO GIUGNO 2018 – GIUGNO 2019” - D.G.R. N. 364 DEL 12/06/2018 – D.D. N. 7 DEL 21/06/2018 D.G. 12 – Direzione Generali per le politiche Culturali ed il Turismo. CUP G59F18000570006 - CIG Z0A281FED4”;
in allegato, un portfolio dell’artista;
in allegato, una lettera motivazionale dove specificare i motivi del proprio interesse a partecipare alla residenza e alla realizzazione di una delle cinque opere a Palomonte;
in allegato, l’INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 13 REGOLAMENTO UE 2016/679 PER LA PROTEZIONE DEI DATI (GDPR) firmata.

Art. 6: La giuria
I lavori della giuria saranno svolti tra l’11 e il 19 maggio 2019. I due giurati scelti per questa edizione sono Fabiola Naldi e Claudio Musso.

Fabiola Naldi è Dottore di Ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea, critica e curatrice. È docente di Problemi Espressivi del Contemporaneo presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, di Teoria delle Arti Multimediali presso l’Accademia Carrara di Bergamo e di Laboratory of management of visual arts presso il corso magistrale GIOCA della Facoltà di Economia, Università di Bologna. Oltre ad essere corrispondente per Flash Art, è co-curatrice del progetto FRONTIER – La Linea dello Stile. È stata curatrice della Biennale del Muro Dipinto di Dozza (Bo) per le edizioni 2009, 2011, 2013.
Tra le pubblicazioni più recenti: Meat Joy. Rapporti fra video arte e cibo in S. Davidson, F. Lollini (a cura di), LE ARTI E IL CIBO. Modalità ed esempi di un rapporto, Clueb, Bologna, 2015; Frontier. The Line of Style (con C. Musso), Damiani editore, Bologna, 2013; Tell a Vision. Il video tra storia e critica, Edizioni Libriaparte, Bergamo, 2012; Do The Right Wall/Fai Il Muro Giusto, Edizioni MAMbo, Bologna, 2010.

Claudio Musso è Dottore di ricerca in Storia dell’arte, critico d’arte e curatore indipendente. Docente a contratto di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Bologna, Polo di Ravenna. Ha avuto incarichi presso il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna dal 2007 al 2011 per la ricerca scientifica, l’assistenza alla direzione e per l’organizzazione di conferenze e incontri. Dal 2004 al 2011 è stato redattore di Exibart.com/Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica “visualia”. Prende parte al network Digicult, collabora con il magazine di cultura digitale Digimag Journal e scrive regolarmente per Artribune. Nel 2012 ha ideato e curato il progetto Frontier – La linea dello stile (con F. Naldi) e, dallo stesso anno, è parte del comitato scientifico di call4roBOt per roBOt Festival – digital paths into Music and Arts. Ha partecipato in qualità di relatore a diverse conferenze e convegni in Italia e all’estero.
Alcune pubblicazioni selezionate: MemeZoology (con M. Ceolin), roBOt/Issuu, 2014; Frontier The Line of Style (con F. Naldi), Damiani, Bologna 2013; Liquid Pop. From the Street to Bit, roundtrip in F. Fabbri, F. Muzzarelli (a cura di), AGATHA RUIZ DE LA PRADA loves ELIO FIORUCCI. Arte e moda dalla Pop al Neopop/Art and Fashion from Pop to Neo-Pop, Silvana Editoriale, Milano 2012; Techno-Graffiti. From the Permanente of Spray to the Evanescente of Light in E. Biserna, P. Brown (a cura di), Cinema, Architecture, Dispositif, Campanotto Editore, Udine 2011.

I cinque artisti saranno selezionati in base all’adeguatezza del portfolio e della lettera di motivazione agli obiettivi del progetto.

Art 7: Esito, compenso ed esecuzione opera
Il giorno 20 maggio 2019 sarà data comunicazione dei risultati (ossia dei cinque artisti selezionati), nonché degli spazi pubblici e dei diari scelti attraverso i laboratori con la cittadinanza.
Il periodo di residenza per cui è richiesto agli artisti selezionati di essere presente a Palomonte è, come già detto, dal 3 al 9 giugno 2019. In quella settimana dovranno essere realizzate le opere, come risultato della residenza.
Il premio previsto per la partecipazione alla residenza e realizzazione dell’opera è di € 800 per ciascun artista. Le spese di vitto e alloggio durante la residenza non saranno a carico degli artisti, che saranno ospitati nelle case dei palomontesi.

Art. 8: Accettazione delle clausole
La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata da parte dei concorrenti di tutte le clausole e indicazioni contenute nel presente bando. Ciascun candidato autorizza espressamente il soggetto promotore, nonché i propri diretti delegati, a trattare i dati personali trasmessi ai sensi della legge sulla privacy e del Regolamento Europeo (GDPR 2016/679), anche ai fini dell’inserimento in banche dati gestite dal Comune di Palomonte e da soggetti terzi che sono parte del progetto.

Art. 9: Contatti e richiesta di chiarimento
Per qualsiasi richiesta di chiarimento, scrivere a sussulti@comunepalomonte.sa.it.
Durante il periodo di apertura della call, sul sito sussuti.it e la pagina Facebook “Sussulti. Storie di terra e umanità” saranno pubblicati materiali utili a conoscere più da vicino il contesto territoriale, i partner e gli obiettivi del progetto.
Rispondi a questo messaggio 
cidie, 20/04/2019 14:37:19
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