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free '4umIL FORUM LIBERO !!!Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
<<precedentesegnala questo interventosuccessivo>>
Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
Stefano, secondo te Bonami non capisce niente perchè non ha studiato arte all'università. Gli artisti sono tutti geni incompresi. Le gallerie guardano solo quelli che sono già famosi. Gli altri non hanno altra scelta che pagare e i talenti vengono riconosciuti solo post mortem.
A questa sfilza di cavolate aggiungi le lamentele per non aver trovato moduli prestampati per essere invitato alla Biennale di Venezia.
ANDIAMO BENE!
Ti dico un paio di cose per come mi pare di averle capite: ci sono fior fiori di gallerie e curatori che non fanno altro che cercare l'artista più giovane e più fresco da lanciare per primi. Quelli che pagano per esibire tele impiastricciate in un garage di provincia sono per lo più disperati che sanno che non riuscirebbero a esporre in nessun altro modo. Inoltre le gallerie non sono il solo posto dove ti puoi rivolgere. Cerca la gente, vivi nel mondo dell'arte, non attaccarti alle pareti. Ogni posto può diventare una sede espositiva, ma la tua mostra sarà seria solo se lavori con gente seria. E smetti di dire che Bonami è ignorante e si diventa famosi dopo essere morti, siamo nell'epoca della Giovane-Arte, non delle Necropoli.

Carolina Lio

***** MODIFICATO DA Carolina_Lio il 29/05/2004 01.25.33 *****
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carolina_lio, 29/05/2004 01:25:00
Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
FINALMENTE!!!!! grazie x il tuo intervento davvero io mi inc***o della devolezza dei giovani artisti - non capiscono un c***o di niente, si sentono illuminati e basta! - ego su ego - ma il uomo d'ove era,????
Rispondi a questo messaggio 
antonioarevalo, 29/05/2004 01:35:00
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
Mi pare che esista tra voi un fraintendimento di fondo... e che gli uni per ingenuità e gli altri... per identiche ragioni...infine... non possano realmente condurre uno scambio su codesti temi... questi forum mi sembrano un crocevia di ingenuità... mi ripeto... e di ignoranza che sembrano essere denominatore comune di tutti coloro che interventgono... anche i giovani furbini wannabe artist/curator che pensano di aver capito... tutto... non parliamo di modestia... non serve... parliamo di cautela.
Forse a 20/25 anni... soprattutto per un giovane italiano che ha come riferimento un sistema dell'arte quale il nostro con le sue lacune e le sue miserie (succede anche all'estero...ma generalmente, in paesi più civili, le cose si chiamano con il loro nome...)
non si dovrebbe avere la certezza di sferrare armi dialettiche e ideologiche in maniera talmente definitiva... tipo tu non sai questo allora... etc etc etc... oppure... la sofferenza dell'artista etc etc etc... ci vuole cautela, proprietà critica delle proprie fonti e delle proprie considerazioni e magari, una parte di possibilismo verso il fare intelligente piuttosto che il dire "intelligente".
Incontro a volte giovani curator italiani che non conoscono i pilasti della pittura contemporanea, per esempio, ma si indignano se un interlocutore... magari straniero... ignora qualche piccolo artista di gallerie commerciali milanesi... insomma la solita figura da Italiani che la sanno tutta...
Peccato... ci sono buoni artisti e artisti intelligenti (sottigliezza) anche in Italia, ma dovremmo tutti imparare a ricontestualizzare le nostre sicurezze in un paradigma più esteso.
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lorenzalorenza, 29/05/2004 11:08:00
.Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
Credo che sia difficile non condividere le osservazioni di Lorenza. Leggere finalmente delle riflessioni intelligenti è un sollievo!
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videl, 29/05/2004 11:17:00
.Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
Lorenza sei un mito.....mi piace la tua cultura, ma soprattutto la tua sensibilita'.
Tornando al discorso di Bonami, io non sono solito sparare a zero su una persona senza documentarmi... che Bonami sia un ignorante in materia non lo dico io ma personaggi influenti...potrei citare Sgarbi.... ma le sue idee possono risultare controverse e non sempre condivisibili, ma Valerio Riva si... illustre giornalista e per diverse edizioni della biennale di venezia all'interno del consiglio di amministrazione, ecco cosa dice Riva su Bonami....

Valerio Riva per Il Giornale


Bocciato in terza media, ribocciato in ginnasio (per via del greco, lui dice), l’università l’abbandonò. Ex pittore, ex giornalista, che fare a quel punto? Be’, decide: farò il "curator" d’arte contemporanea. Questo è il succo di una specie di autobiografia (naturalmente per interposta persona) di Francesco Bonami, diventato quest’anno (con gran sorpresa dell’universo mondo) direttore "artistico" della Biennale d’arte di Venezia. L’ha pubblicata venerdì scorso il supplemento di un quotidiano, e avrebbe dovuto servire da "amichevole" propedeutica alla presentazione ieri a Roma del programma dell’Esposizione.

Che tipo di autobiografia? Noi (che siamo buoni e non vogliamo offendere nessuno) diciamo che si tratta del ritratto di un mero critico dei nostri giorni. Non c’è niente, d’altra parte, di più banale, oggigiorno, di personaggi così. Favoriti dallo scadere degli studi, dalle soperchierie dell’informazione, dagli impacci dell’etica pubblica. Il fenomeno aduggia anche una gloriosa, benché invecchiata, istituzione come la Biennale di Venezia. Parlo per conoscenza di causa: da un anno o poco più sono (mangiandomi il fegato) uno dei cinque membri del suo Consiglio d’amministrazione.

Se, ogni tanto, per consolarmi, mi affaccio alle finestre di Palazzo Querini Dubois, vedo passare sul Canal Grande più avventurieri che gondole. Una volta sede della Biennale era la nobile Ca’ Giustinian, che nel tempo era diventata un rudere, una stalla. Con la montagna di soldi pubblici che si spendono per Venezia, nessuno s’era mai curato di restaurarla. Quando i travi cominciarono a scricchiolare, gli uffici della Biennale furono frettolosamente trasferiti in questo ex palazzo dell’Amministrazione delle Poste, rimodernato con un gusto da fiera del mobile.

È in un tale paradiso Scavolini che ha avuto luogo, un anno fa, anche l’ipotiposi di Francesco Bonami. Me la ricordo bene. Le premesse erano state tumultuose. L’allora sottosegretario Vittorio Sgarbi aveva suggerito il nome del critico di “Time Magazine”, l’australiano Bob Hugues, autore di un libro, “La cultura del piagnisteo”, la cui lettura andrebbe resa obbligatoria in tutti quei licei i cui alunni partecipano alle cosiddette marce della pace. Ma al neo-presidente della Biennale Bob Hugues non piaceva. Così una mattina ventosa di un anno fa in un bar di Campo san Polo mi presentò, con aria complice, questo signor Bonami. Confesso: non ne avevo mai sentito parlare (come del resto neanche gli altri membri del Cda). Feci un tentativo di intavolare una conversazione: ma senza capire se si trattava di un afasico o di un confuso.

Alla successiva riunione del Cda pretesi (con l’accordo di tutti) che, prima di essere designato, si presentasse con un programma dettagliato. Il che non è mai accaduto. Tutto quel che si ebbe modo di sapere in proposito, fu alla presentazione dei preventivi di bilancio. E lì ci fu la sorpresa. La proposta di nomina ci era stata presentata così: finora la Biennale ha subito la dittatura dei curatori, da quest'anno basta, facciamo una Esposizione senza dittatore. Basta Boniti Oliva, basta Jean Claire, basta Szeeman, eccetera. Biennale libera. Senonché, quando si aprirono i budget, si scoprì che invece di un curatore, ce ne sarebbero stati nove. Con conseguente moltiplicazione delle spese.

Del resto, avremmo dovuto aspettarcelo. Documentandomi sul passato (breve) del nostro signor Francesco, m’è parso di capire che non abbia mai curato una mostra da solo. Ignoro la ragione. Mah, a me sembra che gli artisti esposti sian sempre gli stessi, gli stessi i galleristi e i mecenati, gli stessi i musei pubblici o privati che ne comperano le opere. Ma è questa la missione della maggiore istituzione culturale del nostro Paese? Si sente dire di continuo che la Biennale manca di soldi. Può darsi. Resta il fatto che essa incamera la maggior fetta degli investimenti pubblici in questo campo. Non sono dunque i soldi, pochi o tanti, che latitano. Latitano i criteri per spenderli bene. Da un anno a questa parte cerco di attirare su questa anomalia l’attenzione del governo, dei ministri, degli intellettuali italiani. Mi pare di parlare ai sordi. Capisco che ci sono anche problemi più gravi. Tanto più che adesso ci si è messa di mezzo persino la guerra. C’è tempo più propizio della guerra per sprecare le occasioni? Ahimè, no. La gente muore e i soldi dei contribuenti vanno a farsi fottere.

Se cio' non dovesse essere sufficiente vi riportero' altri articoli su Bonami, ora se tante persone si scagliano contro questo personaggio un fondo di verita' ci sara' pure .... o no?
Rispondi a questo messaggio 
stefano_uno, 29/05/2004 13:01:00
..Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
Vi sparo subito di seguito un altro articolo, non solo su Bonami (anche) ma sulla struttura della biennale....
Un'altra firma importante.... Natalia Aspesi.

Natalia Aspesi per La Repubblica


Alle dittature prima o poi ci si ribella: e qui, a questa cinquantesima Biennale dal titolo come sempre intimidatorio, «Sogni e conflitti - la dittatura dello spettatore», chi si ribellerà a questo molesto anche se innocuo dominio? L´artista mortificato dallo spettatore che tenta di sedersi sul Tavolo coniglio del trentenne Tsychiya, giapponese che vive a Londra, o lo spettatore stesso, che, davanti alla responsabilità di imporre al popolo sia il video della trentina Anna de Manicor (però già visto in televisione) in cui ragazze di ogni tipo dicono «Non farò figli per questo paese», che il foglietto quadrettato su cui l´argentino Tiravanija, quarantenne, ha scritto «Meno petrolio più coraggio», sceglie estasiato la democrazia?

L´ex dittatore-spettatore, da spettatore liberato, rimanda la patata bollente dell’arte ai curatori, una marea. Che si sono divisi la mostra in sezioni dai titoli artisticamente insensati e apparentemente tutte uguali. Sotterrando poi, genialmente, i loro estasiati ammiratori con una montagna di magnifiche frasi e concetti contenuti nel catalogo (che solo un lottatore di sumo ha la forza di sollevare), in migliaia di interviste e centinaia di incontri che allieteranno queste giornate di prevernice, vernice e inaugurazione.

Sempre più questa gigantesca mostra, la più autorevole, invasa subito da seimila giornalisti, chiarisce che l´arte ormai ha bisogno soprattutto di parole che la spieghino, che ogni opera vive del suo titolo (e se è "untitled", peggio per il famoso spettatore) che ogni artista deve spiegare possibilmente per scritto, la sua profondità, filosofia e necessità, e che uno stuolo di critici la prendano sul serio, la sponsorizzino, l´avallino e facciano di un mucchio di palle e palloni colorati, che in una colonia estiva servirebbero ai piccini per giocare, una geniale installazione museale di Neuenschwander, brasiliano poco più che trentenne.

Deve essere proprio perché oggi tutto può essere arte, che tanti giovani destinati o alla disoccupazione o al precariato, diventano artisti e tante signore allestiscono mostre spensierate nei loro giardini: normalmente sono decine gli inviti che incombono giornalmente su una popolazione inerme anche se volonterosa, e anche qui, nel massimo tempio dell´arte presente e futura, prevalgono gli under 40: che siano italiani o lituani, inglesi o iraniani, dimostrano che l´arte non ha confini, contrariamente alla politica e che con la guerra o con la pace, gli artisti fan tutti le stesse cose: video e film, di cui sono spesso protagonisti, o sculture che sono accumulo di cose uscite da negozi di giocattoli o di oggetti da regalo: e poi fotografie possibilmente fatte da altri e tutte tagliuzzate, e persino quadri, quelli vecchi dipinti coi colori, come pareva dovessero ormai farli solo i piccini delle elementari.

Le Biennali, si sa, si aspettano sempre con trepidazione, come fonte di elevazione artistica e magari etica, ma soprattutto, negli ultimi anni, come divertimento, sperando nello stupore, nell´indignazione, nella meraviglia, anche nello scandalo, come è sempre avvenuto: artisti contro il Papa, artisti-terroristi, artista e i suoi pannolini igienici, artista e handicappato, artista che spolpa puzzolenti ossa di bue (Leone d´Oro a Marina Abramovic) artista (Koons) che scopa, in poliuretano, la moglie (ora odiatissima ex) Cicciolina, artista che espone un centinaio di foto di sederi, artista che ricama o artista che si tagliuzza qua e là.

Forse è ingiusto dire che questa edizione appare un po’ soporifera, perché se proprio uno pensa che l´arte debba essere anche un brivido sporcaccione o horror, non mancano neppure adesso alcune simpatiche opere. C´è un pene bianco vistoso quasi come quello di Vincent Gallo nel suo film Brown Bunny che si erge da un corpo nero, grande foto di Fani-Kayode, nigeriano defunto da 11 anni, (nel catalogo non c´è: c´è, in video, un gruppo di spettatori in piedi e vestiti che battono le mani a coppie di giovani ambosessi attorcigliati uno all’altro e in piedi c’è un negrone che penetra una magrolina bianca dell’algerino Abdessemed (nel catalogo non c´è. Poi si possono ammirare in video un giovanotto dal cui sedere escono puzze elettriche (Solomons, Inghilterra) (un vecchio che ammazza un coniglio con un colpo secco della mano (Koch, Danimarca), l´agonia di un cane, il racconto di un paraplegico, e, come antidoto all’11 settembre, il video del cinese Shaoxlong in cui all’arrivo di un aereo, un grattacielo si piega, si trasforma in minareto, si taglia in due, ed evita, furbo, la catastrofe.

Forse è il caldo surreale che impedisce di provare i brividi dell’arte e attutisce ogni sensibilità, al punto che più di un visitatore si è precipitato sui bicchieri colmi d´acqua che la brasiliana Gomes ha sistemato per terra per una sua artistica installazione. Ma a tanti pare di aver già visto tutto (e molte opere infatti non sono né inedite né recenti) e recalcitrano ad entrare nelle troppe dark room, che lungi dall’offrire oscuri peccati, mostrano video su video, anche a tre per volta, quasi sempre iraniani o palestinesi o libanesi: per distinguersi da un documentario magari magnifico, per essere cioè arte e non cronaca, devono essere o molto lenti o molto veloci, non avere né capo né coda, non suscitare assolutamente presa di coscienza politica della realtà ma solo apprezzamento artistico: e avere titoli incoraggianti tipo: «Il mio collo è più sottile di un capello: storia delle autobomba nelle guerre libanesi 1975-91».

Così non devono essere grandi intenditori i tanti che si fermano soddisfatti a vedere il trivideo dell´iraniana Ghazel, 37 anni, che vive a Parigi, intitolato Me, in cui si è ripresa mentre, avvolta nella sua nera hibab si mette una parrucca sopra il velo, fa ginnastica, mangia da sola, va sotto la doccia, gioca a bowling, si dice, meglio essere un uomo, e finisce a leggere un giornale seduta per terra appoggiata a un carro armato con la scritta, pace e bene. Troppo realistico, anche ironico, quasi un film come quelli di un´altra iraniana, Shamira Maklabaf, per essere vera arte.

La moltitudine umana, docile e corrotta dalle minacce di quella che deve essere vera arte, già da ieri si stremava negli infiniti percorsi bollenti e umidicci, era soprattutto giovane, soprattutto asiatica, soprattutto femminile, soprattutto con la pancia nuda, con molte artiste anziane sotto immensi cappelli di paglia e molti giovanotti appassionati d´arte collegati mediante passeggino o zainetto a piccini disperati che non dimenticheranno mai queste bollenti giornate in nome dell’arte, e l’odieranno per sempre. Molti i critici di grande fama, loro contenti per spirito di colleganza, ma muti, per elaborazione di giudizio, tranne Achille Bonito Oliva che svelto commentava, sornione: «Ho una sensazione di grande familiarità, mi pare un anniversario della mia Biennale del '93. Dopo dieci anni ho trovato nuove informazioni e con le mille proposte, prevale la manutenzione del presente. Miglior padiglione, quello israeliano, che affronta la drammatica attualità di quel paese evitando la documentazione».

Ricevimenti di ogni nazione, ieri cena al Museo Guggenheim per festeggiare anche l’acquisizione di nuove opere appartenenti alla collezione del premio Lissone, questa sera pranzo a Palazzo Albrizzi offerta da Patrizio e Miuccia Bertelli dopo una visita privata per i loro amici guidata dal direttore Francesco Bonami. Si sa che silenziosamente, Miuccia Prada ha collaborato (economicamente) all’allestimento dell’installazione del belga Carsten Höller (percorso a tubo di lampadine che si accendono e spengono) e del tedesco Tobias Rehberger (7 fini del mondo, 111 lampade a doppio vetro).

Si sa che una delle emergenze della Biennale sono sempre stati i servizi, ma quest’anno ci sono novità: almeno dieci gabinetti variamente e misteriosamente dislocati, a disposizione di una folla che accorre speranzosa nella parte denominata «Zona d’emergenza» ma da quel lato viene delusa, e oasi di relax e sussistenza gratuita detti Illymind, in quanto allestiti dalla fabbrica del caffè. Presente non il nuovo presidente del Friuli, ma il fratello Andrea che mostra orgoglioso la raccolta di 40 tazze dipinte da artisti contemporanei: anche da Pistoletto, adesso Leone d´Oro, e da Abramovich, ex Leone d´Oro.

Il connubio arte-merce deve farsi sempre più artistico se per esempio oggi negli Stati Uniti vanno pazzi per il giapponese Murakami che fa delle sculture di Barbie maggiorate (Christie´s ne ha appena venduta una per 500 mila euro) e contemporaneamente disegna borse per Vuitton che essendo artistiche costano 5000 euro (già in vendita identiche quelle false). Mentre approfitta della Biennale la vodka Absolut che da domani espone a palazzo Zenobio opere-pubblicità di 16 giovani artisti scelti da 13 celebrità che la pubblicità per quel marchio l´hanno già fatta, da Cucchi a Hollein, da Bourgeois a Saudek.
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stefano_uno, 29/05/2004 13:09:00
Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
mi associo a Carolina e Antonio.... in pieno e in totos
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otto_kinder, 29/05/2004 12:26:00
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
otto_kinder... visto il tuo CV non credo che tu possa esprimere una opinione disinteressata nel coltivare il mito dell'artista che o si adopera nell'arte del bandinage col sistema o non esiste e non ha dignità artistica di alcuna dimensione...
parola di Politi... ognuno trova le proprie soddisfazioni ove crede che gli sia concesso e gli sia possibile trovarle... parrebbe...
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lorenzalorenza, 29/05/2004 16:07:00
.Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
200 a 0 per Lorenza.........
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indy, 29/05/2004 18:03:00
..Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
Finalmente si incomincia a parlare seriamente sull'argomento e non solo per frasi fatte e luoghi comuni.

Troppo facile liquidare il discorso come hanno fatto Carolina e Antonio.

Le cose sono talmente complesse e variegate da rendere praticalmente impossibile dare una visione univoca del panorama.

Ci sono inoltre tante di quelle cose sporche e storte che se non ci si è trovati coinvolti si stenta a crederle.

Sugli attacchi a Bonami sono abbastanza d'accordo; mi da solo molto fastidio che, più che per le cose sballate compiute, lo si attacchi per il suo escursus scolastico. Le peggiori teste di c***o che ho incontrato nella vita erano plurilaureate; nessun pezzo di carta potrà mai garantire l'intelligenza.

L'articolo della Aspesi invece mi sembra troppo facile, banale, ritrito e nutrito dei luoghi comuni di cui sopra.
In fin dei conti mi da l'idea di non sapere assolutamente di cosa stia parlando.

Anche chi scrive d'arte ha pesanti responsabilità; ognuno si prenda le sue.
Rispondi a questo messaggio 
singolar, 29/05/2004 18:18:00
... Re: come entrare alla biennale di venezia
cmq in fatto di concorsi biennali premi ecc leggo sempre le solite frase condite di vittimismo e frustrazione...

la roba di qualità alla fine si vede c'è poco da fare, non stiamo giocando ai giochi di prestigio,
l'errore è di credere che tutte le robe di qualità finiscano alla biennale e tutte le robe di qualità vincano premi...

Rispondi a questo messaggio 
censurato, 29/05/2004 18:47:00
....Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
sicuramente ai ragione che non tutto finisce dove deve finire, ma è indubbio che c'è una partita in corso ! Elludersi e tutta'altro che non rendersene conto.
Rispondi a questo messaggio 
antonioarevalo, 29/05/2004 19:26:00
.....Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
Non credo che sia il caso di ribadire la mia posizione, quella di Antonio e quella di Otto. Lorenza prima di scrivere le proprie opinioni dovrebbe imparare a scrivere. Stefano, prima di definirsi artista, dovrebbe avere una vaga idea di quello che sia il mondo dell'arte oggi. Effettivamente, come qualsiasi cosa, non è semplificabile in poche righe, ma sicuramente quelle che ho lette in questo forum sono sbagliate, svelano ignoranza e pressapochismo, smascherano una delusione e una nota di invidia verso un mondo dove non riescono a entrare, e cercano soluzioni banali cercando di adattarle anche al ruolo di pretesti.
Dite: il mondo dell'arte è sbagliato, per questo non mi accetta. I curatori sono ignoranti, per questo non riesco a esporre le mie opere. Le gallerie sono corrotte, per questo non mi rispondono.
Che bella presunzione.
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carolina_lio, 30/05/2004 04:44:00
......Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
cara Carolina...
forse prima di lanciarti in maniera talmente febbrile e "giovanile" contro altri interlocutori dovresti fare una piccola analisi dei medesimi... avrai studiato, a scuola, che in uno scontro...
visto che vuoi che questo lo diventi... dati gli attacchi diretti alle persone del forum così lapidari (ma innocenti), dovresti osservar con migliore attenzione i tuoi potenziali rivali dialettici...
nell'oratoria // anche scrittoria...//
si rivela atteggiamento drammaticamente controproducente la cattiva valutazione dell'avversiario...
se non sai nulla di me... come si evince dalla tua critica...
non provare ad insultarmi...
questo non ti fa onore e non rende giustizia all'idea che tu sembri avere di te stessa...
Sei molto giovane, ma non abbastanza per sottrarti ad un giudizio... che, differentemente da te, non mi interessa esprimere, nè credo aver gli strumenti per essermi formata... sono più cauta...
Se conoscessi l' arte contemporanea, come vorresti, sapresti che io non ho alcuna difficoltà a muovermi nel sistema dell'arte...
ho le mie soddisfazioni ad un livello di circuiti che tu sembri ignorare... il fatto che non inserisca il mio CV nel profilo... non significa che non ne abbia uno...
ritengo che una presentazione del mio lavoro sia più importante e più utile ai visitatori del sito, visto che rispetto persone di ogni livello artistico e culturale e preferisco essere capita per quanto possible piuttosto che restare un faceto mistero, di una lista di esposizioni che riuslterebbero, in questo sito, una descrizione vaga di una carriera artistica o, semplicemente, una volontà di autocompiacimento pubblico.
Non seccarti com me, nè con altri, non ha senso...
la vita, il lavoro, la pratica artisitca e la conoscenza dell'arte sono fatti di altra materia chè un forum farlocco a tempo perso dove molti... si parlano addosso e tentano "to score each others off"... aver l'ultima parola sempre e comunque spesso non mette in luce le nostre capacità dialettiche o intellettuali...
meglio risparmiare le proprie energie.
Per quello che riguarda il mio modo di scrivere... non ha importanza... cmq non è il mio lavoro... ma il tuo.
Io sono un'artista, e tu cosa vorresti diventare?
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lorenzalorenza, 30/05/2004 06:37:00
.......Re: Re: Re: Re: Re: come entrare alla biennale di venezia
d'accordo al 99 per cento con Lorenza..
Rispondi a questo messaggio 
giuskalab, 30/05/2004 08:54:00
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<<precedentesegnala questo interventosuccessivo>>

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