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forum attiviARTE E POLITICA Arte ribelle in rete.
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......................... Arte ribelle in rete.
Basta entrare per una volta nel sistema e noterete che immediatamente intorno ad esso si svilupperà una rete di gente incredibile - che sapendo quando l'artista sia narciso ne approfitterà per il proprio business. La cassetta postale si riempirà di inviti per biennali- Spagna -America - Francia ecc. ecc. senza contare le collaborazioni 'offerte' dei vari critici di turno che più che collaborazioni sono proprie prestazioni a pagamento...

Certo il proprio ego si sente gratificato anche se magari non comprende bene come può succedere che dopo aver fatto solo due mostre in croce gli facciano fare il giro del mondo ... Non comprende neppure perchè l'abbiano fatto entrare in quel luogo con motivazione etiche, di tipo culturale e di esclusione di gallerie quando poi ci si accorge che le gallerie sono presenti e comunque nuotano sott'acqua-- come pure i vari nepotismi.

Certo per sostenere le loro motivazioni etiche (!!!) chiedono un piccolo contributo (poi non tanto piccolo considerando la quantità di artisti che moltiplicata per il numero degli stessi--fa una bella cifra) per i giornalisti, per la stampa, per i cataloghi e per gli onorevoli personaggi della giuria di una certa notorietà che magari si spostano da paesi esteri che gli 'illusi' pensano si spostino gratis,senza comprendere che sono lì solo con i loro soldi 'ed è anche a loro che devono dire grazie ,non all'organizzazione e a loro devono dire grazie anche i 3 o 4 artisti già abbastanza conosciuti che quasi certamente sono stati usati come richiamo per le allodole e non sborsano nulla....

L'artista etico a quel punto - si toglie le fette di salame dagli occhi e incomincia ad osservare l'artista americana etica che non se ne sta dei sorrisi giulivi di molti suoi colleghi che pur di portarsi a casa ' l'attestato souvenir' accetterebbero qualsiasi cosa.
L'artista etica americana è proprio incazzata perchè si è accorta che oltre al viaggio aereo le hanno fatto pagare la sedia per sedersi 25 o 30 euro e quindi firma come altri (pochi) una bella lettera di protesta

Devo ammettere però che la cosa più interessante di questi posti è il contatto umano con i vari artisti che vi ripaga delle varie incazzature.

A quel punto si inizia ad osservare le cose in modo diverso e si incomincia a capire perchè l'artista affermato, o quasi, ce l'abbia con un certo tipo di galleria, magari non proprio d'élite, che ti porta a New York(grande aspirazione di tutti ) nello stesso contesto di visibilità e da quel momento ti vien voglia andare dalla parte opposta alla sua...per constatare...dove sta la truffa o la verità...


L'artista più o meno affermato è incazzato perchè ha sborsato una cifra in termini di soldi per i catatoghi e per altro o quantomeno in libertà personale alla galleria importante, mentre con una sola opera, magari viaggiando con una galleria di seconda classe (nel senso che magari non è proprio una galleria di via della Spiga) rischiando poco in tutti i sensi e con solo un dipinto ( sperando sempre che non glielo freghino ( non si sa mai nel caso fossero truffatori ) altri arrivano lo stesso in un contesto che comunque per accedervi le gallerie devono avere referenze anche in termini di presenze annuali. Allora mi spiegate come si articola questo meccanismo perverso dell'arte?

Non sarà che se non è zuppa è pan bagnato anche se presentata in contenitori più o meno di lusso?

Mario Pescee e c. non so chi tu sia e per quale destino i nostri pensieri, non sempre simili, si siano incrociati, ma certamente mi piace la forza e la testardaggine con cui esponi le idee in cui tu credi e non hai timore di dire le cose come stanno (anche altri lo sanno benissimo come stanno ma se ne guardano bene

Non saprei dire se le tue siano illusioni o meno, ma mi sembra di intuire che scaturiscano da un impulso genuino, sanguigno e ideologico e non solo di tipo personale come molti preferirebbero credere. Almeno lo spero.

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sanghecasalese, 12/09/2004 15:05:00
.......................... Arte ribelle in rete.
Ho incontrato Gianni Sanseverino, non lo vedevo da anni, lui era il chitarrista del primo "Mario Pesce a Fore", quello che occupava spazi d'arte, con pistole giocattolo, la chitarra ribelle che accompagnava i miei lamenti che avete cominciato a conoscere anche voi.
Non lo vedevo da anni, il Pesce a Fore è un anello aperto, si entra, si esce, si rientra, si riesce..., incontro casuale, io ero al pascolo libero Domenicale per rimettermi da un terribile febbrone a quaranta che ha guastato la mia ultima settimana all'ombra del Dio Vesuvio.
Ci siamo abbracciati, mi ha presentato la moglie brasiliana, mi dice che è stato in Egitto, da quattro anni è a Londra, fa il cameriere, lavora come un pazzo ma ora si è comprato una casa in Brasile, altri due anni di lavoro e poi si aprirà un ristorante in Brasile dove farà la migliore pizza di Napoli nel mondo.
Mi guarda le mani, sporche di pittura, buon segno dice, buon segno un c***o gli rispondo, sono schiavo della mia immaturità, della mia incapacità di patteggiare con il mondo, d'affrontare una realtà adulta e corrotta adattandomi ad essa, mi comprende, siamo emozionati, tratteniamo il fiato e le emozioni, la moglie ha comprato della pasta napoletana, due centoedieci e lode all'Accademia di Belle Arti e quello che vive meglio ed è socio affettivamente realizzato si è comprato una casa facendo a Londra il cameriere, sono contento per lui ma questi incontri sono difficili da reggere per la mia sensibilità martorizzata quotidianamente da questo c***o di sistema dove l'arte è un mestiere fantasma, una specializzazione virtuale senza particolari competenze per pochi eletti.
Mi racconta che il peso della vita lo fa tremare la notte, gli dico che per me è lo stesso e che tra noi due quello maturo e responsabile è lui, questo è un mondo flessibile ed io sono predestinato a capitolare con i miei pennelli infilati sapete dove...
Eppure basterebbe poco poco, ma sembra che nessuno voglia muovere un dito, gli artisti non parlano e m'accusano d'avere inscenato tutto per una arrampicata sociale, Politi e la Vendrame dicono che non è nelle loro facoltà spingere per un mercato diverso, i galleristi hanno il loro problema di budget, continuate così tutti, non lo sapete ma lavorate perché il mio sogno si realizzi, state distruggendo l'arte, spero rinasca dalle vostre ceneri.
Dopo Gianni ho incontrato Sandra Tortoreto, il mio sciamano di fiducia, dice che prega per me, la tua sofferenza è giusta, dice, ti serve a trovare l'energia per resistere, l'arte cambierà il mondo, mi piace credere a tutto questo.
Pitto perché? In fondo lo so che non venderò mai un c***o, perché non riesco a togliermi questa maledetta scimmia da dosso? Quale c***o di gusto ci trovo a fare l'artista controcorrente? Come c***o sono diventato un artista controcorrente proprio io innamoratissimo dell'arte? Perché contesto dipingendo invece di riporre pennelli e scalpelli? Brutti pensieri mi ballano in queste c***o di cervella immature...

***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 12/09/2004 18.40.50 *****
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sanghecasalese, 12/09/2004 18:40:00
...........................Re: Arte ribelle in rete.
Carissimo Tommaso, la tua protesta, il tuo esempio di ribellione al “sistema dell’arte”, anche quando non ricevi riscontri diretti, è da me, come da tanti che ti seguono, pienamente condivisa. Magari non concordo su alcune soluzioni che considero ghettizzanti come la tua proposta dell’artista di quartiere o dell’utilizzo del proprio studio per esporre. Quando aspetto qualcuno nel mio, mi tocca dedicare interamente un paio di giorni per rimettere in ordine, altrimenti non riesce neppure ad entrare! Per esporre riesco comunque ad utilizzare ambienti alternativi non destinati a questo uso, che poi , tra l’altro, sono di gran lunga molto più frequentati delle gallerie d’arte!
Tommaso, come non sostenerti contro questo mercato ipocrita, in palese malafede? Io credo che nell’attuale fase artistica già albeggi una spiritualità nuova il cui primo atto è il rifiuto delle forme superate, quali il mercato e l’ attuale sistema dell’arte, forme che esprimono solo vacuità. Quando lo spirito dorme, l'arte si spegne: fenomeno strettamente connesso alle fasi ascensionali o involutive dello spirito, perché solo in esso è la sua ispirazione. Il valore della sola forma è quello dei periodi di decadimento. L’arte il cui valore è passato dalla sostanza alla forma, è quella ingioiellata e preziosa della decadenza. Chi ha qualcosa di sostanziale da dire, lo dice è nella forma più semplice. Ma bisogna avere qualcosa da dire e tu Tommaso hai qualcosa da dire perché la forma non prenda il sopravvento. Bisogna dominare questo rivestimento del pensiero, esser prevenuti in difesa contro le ipertrofie del mezzo che soffoca il fine, impedire che la forma, strumento dell’arte, maturatasi fino alla perfezione, voglia ancora ingigantire per soffocarla. La forma emerge nella decadenza, quando l'idea è stanca; è una lotta allora tra la veste e la sostanza, e se questa cede l'altra s’impone, invade e soppianta. È la sostituzione di valori inferiori quando i più alti decadono. È la degradazione del fenomeno artistico che viviamo oggi attraverso il cosiddetto ”sistema dell’arte”. Vi è nell'evoluzione dell'arte come una inversione di rapporti: quanta ricchezza di concetto nella povertà della forma, e quale ricchezza di forma e povertà di concetto nella decadenza.
Stai in gamba, sei un esempio per tutti!
Ignazio
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ignazio.fresu, 12/09/2004 21:24:00
............................Re: Re: Arte ribelle in rete.
Che dire poi della vacuità della forma e della vacuità del pensiero, ora che si stanno riducendo le spese dello stato, vediamo certi "artisti" un po’ in difficoltà.
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ericserafini, 13/09/2004 07:12:00
.............................Re: Re: Re: Arte ribelle in rete.
Nelle arti visive la forma contiene tutto il pensiero.
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ericserafini, 13/09/2004 07:29:00
..............................Arte ribelle in rete.
Ieri ho incontrato Riccardo Albanese, in uno dei tanti "Pesce a Fore" c'èra anche lui, poi le direzioni del pensiero, della creatività, del dove mettere ed al servizio di chi o cosa la propria arte prendono percorsi differenti, come è giusto che sia. Lui vive per stantuffare ed a suo modo è coerente, gallerie alla moda, ambizione di successo, personale a Novembre alla Chancing Role per poi ambire a Biennali varie, insomma il percorso classico di quello che considero il maggiore paradosso dell'arte.
Gli parlo delle mie crisi d'identità, dei miei problemi quotidiani, del mio imbarazzo quando incontro vecchi amici d'adolescenza con il loro lavoro codificato e regolarmente remunerato, e della mia incapacità di comprenderne il perché, dice di comprendere i miei problemi, in fondo tutti dicono di comprendere ma non cambia un c***o, davanti al miraggio Biennale gli artisti si squagliano al sole e diventano molli come cacchette di piccione.
Pitta mi dice Giuseppe Labriola, un "Pesce a Fore" attuale, pitta e fottitene, tira dritto per la tua strada che cambieremo il mondo, cambieremo il mondo? Ci credo, non smetterò mai di crederci, pensavo solo fosse un poco più facile.
Dirottare l'utente nello studio la soluzione, istruzioni per l'uso, non pulire lo studio assolutamente, più naturale è lo studio, più probabilità ci sono che la pittura possa essere compresa.
Rispondi a questo messaggio 
sanghecasalese, 13/09/2004 08:52:00
............................... Arte ribelle in rete.
****"I vincenti trovano sempre la strada, i perdenti trovano sempre una scusa" qualcuno ha scritto questa bella frase sul suo profilo. Personalmente non so se sono un illuso ma non sono uno di quelli che si lasciano abbattere dagli ostacoli......***
-------------------------------
Risposta

Benvengano gli illusi e anche chi non si fa abbattere dagli ostacoli ....meno quelli che hanno scritto la frase iniziale perchè non hanno compreso che il sapere di quello che ci circonda parte dalla 'verità' di quello che ci circonda...


Mi piacerebbe sapere con quale criterio si giudicano i perdenti dai vincenti... Dai curriculm forse?
Se mai ci saranno persone più capaci e meno capaci anche fra i famosi e la storia insegna che molti di quelli che sono stati respinti prima sono stati rivalutati dopo, come le opere di alcuni artisti che hanno riempito i salotti di chi se li può permettere, tanto vendute a caro prezzo anni fa nelle gallerie mentre ora te le tirano dietro.....o quantomeno hanno subito una discesa paurosa di quotazioni.

Non credo questa debba essere una battaglia fra artisti ma debba essere un'unione di artisti che dovrebbero dare il loro contributo' sincero' per il bene dell'Arte che non dev'essere sempre finalizzata a se stessi ma ad un discorso molto più ampio.


A volte osservo dei curriculum e mi viene da sorridere : come fa una persona di vent'anni ad avere un curriculum lungo quanto una vita ....e magari ad avere un' esperienza tale da poter dire io sono in gamba perchè il curriculum lo dimostra e tu che non hai nulla di scritto nella tua pagina sei un emerito nessuno....

Bèh anche i pochi galleristi 'etici' ...ma anche quelli non etici, lo sanno benissimo che molti dei curriculum sono gonfiati . Non si possono fare una quantità pazzesca di mostre in un anno a meno che non ci siano vicini di casa compiacevoli che ci facciano esporre a casa loro.


Ps. Dimenticavo :arrivato fresco fresco per la serie vogliamo essere famosi ...ancora delle perplessità o volete che prosegua?

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Rispondi a questo messaggio 
sanghecasalese, 13/09/2004 09:00:00
................................ricomincia il monologo
lui che parla a se stesso, in un rutilante inseguirsi di emozioni, parole senza senso, scontatezze ed ovvietà.

Chi parla di "sistema" ed è "invischiato nel sistema".
Rispondi a questo messaggio 
fac-sheep, 13/09/2004 09:10:00
................................ Arte ribelle in rete.
Sfruttati comunque, fuori o dentro le galere/rie, usati, consumati, inflazionati, campionati e ricampionati, logorati, polvere e sofferenza in vita sull'altare della nostra morte, imprigionati nelle nostre forme, questo è quello che ci viene imposto e supinamente accettiamo, costretti a dovere ringraziare sempre e comunque qualcuno, grazie signor critico, grazie signor gallerista, grazie signor collezionista, grazie signor politico, grazie signor maestro, grazie signor politico, ed il fuoco bollente che arde nell'anima tende ad assopirsi, artisti che diventano solidali tra di loro solo per motivi di sofferenza e di scuderia, gli artisti stessi naufragano così per strada e finiscono per fare i lavori più svariati: fotografo da matrimonio, centralista, spogliarellista, scalpellino, paparazzo, cameriere, cuoco e chi più può dica...
Sfruttato da quando nasce a quando muore ed anche dopo, scuoiato San Bartolomeo di turno, sfruttati ma apatici, come può il destino sociale dell'artista non fare paura all'artista stesso? Perché non battersi per modificarlo? Questa è la grossa incoerenza, tutti d'accordo, ma per igiene mentale si preferisce staccare la spina ed andare a gnocche sognando di diventare Jeff Koons?
Tutti figli dello stesso sistema, proprio come Bin Bun Bam Latren e George w.push.

***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 13/09/2004 09.14.15 *****
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sanghecasalese, 13/09/2004 09:14:00
..............................Re: Re: Re: Re: Arte ribelle in rete.
Eric, abbiamo già avuto occasione di dissentire e dibattere opinioni divergenti riguardo il significato dell’arte. Permettimi di chiarire meglio, per una volta in maniera più compiuta, il mio pensiero, anche se ciò avviene in un forum meno speculativo di altri. Ecco, io credo che l’arte sia la suprema espressione dell'animo umano. Null'altro rende meglio l'idea dominante di un'epoca. Talvolta è grazia e mollezza, talvolta semplicità e potenza, talvolta è profondità di spirito puro, talvolta è vuoto orpello di forma. Esprime sempre il pensiero umano, volto esteriore dell'anima, del mistero di infinito che in essa si agita.
L'arte è rivelazione di spirito ed essa tanto più è grande quanto più la forma è trasparente e semplice, quanto più l'idea è sostanziale e potente e si impone alla forma, tanto meno la forma fa sentire se stessa.
L’artista rivela il mistero delle cose alla luce dei sensi dopo un’intima profonda comunione con il mistero che palpita nella sua anima. La grande arte è semplice. La sua grandezza è proporzionale alla potenza del pensiero e alla semplicità della forma. La nostra attuale fase artistica nella persistente ricerca del bello è di distruzione, di liberazione dalla forma. Il progresso dell’arte è nel rendere con sempre più limpida evidenza e maggiore profondità, la bellezza. Perché “bello” è tutto ciò che risponde alla propria finalità, la bellezza è nella linea che risponde al fine per la via del minimo mezzo. L’artista deve sentire e inseguire questo concetto nelle forme in cui si manifesta. Quando vi è una mèta da raggiungere, lo stile nasce da sé nella forma più semplice, più trasparente, più armoniosa, come la vuole la legge del minimo mezzo. Gli stili; costruiti, voluti, studiati, sono, in ogni campo, delle vesti in cui invano si cerca un corpo, perché non è la scuola e l'analisi che fanno l'artista, ma la sua anima.
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ignazio.fresu, 13/09/2004 22:20:00
............................... Arte ribelle in rete.
FAC-SHEEP,

***ricomincia il monologo
lui che parla a se stesso, in un rutilante inseguirsi di emozioni, parole senza senso, scontatezze ed ovvietà.

Chi parla di "sistema" ed è "invischiato nel sistema". ****

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Non so a chi sia riferita questa frase : comunque sia credo che se un monologo prosegue e perchè qualcuno lo legge e non ha neppure senso quello che hai scritto.

Ha senso leggere forse ,post dopo post, un rutilante inseguirsi di parole sensa senso di scontatezze ed ovvietà? Se tu ci sei riuscito significa che qualcosa avrà pur voluto dire.

***Chi parla di "sistema" ed è "invischiato nel sistema". ***

Ma non è un'ovvietà anche questa? Ogni persona è a sè, come il proprio percorso ,quindi è molto difficile giudicare. Se si parte da ilazioni o da dogmi divini tutto potrebbe essere : potrebbe essere anche che la tua risposta sia stata determinata da qualche riflesso meno nobile di quello che vorrebbe apparire. Ma io ho il diritto di pensarlo questo? E tu hai il diritto di pensare quello che hai pensato degli altri?

Non sarebbe più logoco che articolassi meglio il tuo pensiero in maniera pertinente e dicessi chiaramente se è vero o non è vero che certe cose accadono ? Non credo che questa sia una guerra di ricchi o poveri, di fuori o dentro il sistema o di lessico più o meno erudito o informato sulle sacre riviste di tendenza....

Saranno anche ovvietà quelle che tu sottolinei ma ho visto ben pochi affermarle pubblicamente e in maniera dettagliata. Quale sarà la ragione, se come tu ben vedi, molti perdono del tempo a dire e a fare fesserie vere -e non a partecipare a qualcosa che potrebbe essere costruttivo per tutti?

Sono sicura che se ci rifletti la tua mente ci arriva...

Pensi che sarebbe più facile contestare il sistema non essendoci dentro o contestarlo essendoci e mettere in gioco i propri privilegi? Per me non cambia nulla ...anzi forse se ci pensi bene la bilancia potrebbe pesare più da un lato. Io credo che dipenda sempre dai veri punti di riferimento di ognuno di noi.

Un monologo potrebbe essere anche una ricerca di dialogo : perchè pensare che debba essere sempre finalizzato a se stessi?

Rispondi a questo messaggio 
sanghecasalese, 14/09/2004 00:07:00
................................Re: Arte ribelle in rete.
fac-sheep è kind boy...
perchè tu parli male? forse capisco poco ma me è sembrato...
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hanselundgretel, 14/09/2004 00:16:00
................................ Arte ribelle in rete.
Una cosa dovrebbe o potrebbe accomunarci, la semplice constatazione che questo sistema dell'arte così com'è strutturato non funziona e lede gli interessi della gran parte degli artisti sempre e comunque.
Oggi parlavo di questo con un altro glorioso centodieci e lode all'Accademia di Belle Arti di Napoli (certo che l'elenco è proprio lunghissimo cavolo), costretta per vivere a fare la commessa da NapoliMania ed a dovere sperare d'entrare nel biennio specialistico per dare un senso ad i suoi studi che altrimenti valgono quanto la terza media; racconto a Valeria che Gennaro deve andare a Bologna per fare un'asta di lavoro è gli hanno detto che possono collocarlo solo tra quelli con la terza media.
Dico a Valeria che non riesco a spiegare la mia rabbia, non so da dove provenga, ma non riesco proprio a capire come e perché gli artisti stessi contribuiscano a tenere insieme tutto questo, non capisco il perché, in fondo sappiamo tutti che nella nostra "genialità creativa" siamo facilmente sostituibili da qualsiasi gallerista, fuori uno dentro un altro e l'altro lo si trova sempre, tutti a pubblicizzarsi a vicenda, Riccardo Albanese che saluta Marcello Cinque e che mi presenta a lui come scultore a Piazza Bellini di notte, tre coglioni, quanto meno ho la dignità di stare in silenzio, mi diverte sentire Cinque dire: oggi sono stato tutto il giorno a fare una scultura avevo proprio bisogno di staccare un poco la spina. Mi diverte ascoltare Riccardo Albanese e sentirlo ambire alla Biennale proprio come Scotto Scottex, mi diverte vedere come gli artisti stiano portando l'arte sull'orlo del baratro.
Valeria era curiosa di vedere i miei quadri, li ha visti, ha visto la mole del lavoro, la cosa impressiona tutti a dire il vero, mi dice in maniera genuina: ma tu li vendi? Le rispondo in maniera altrettanto sincera: Vale ma chi sé càtta?(Vale ma chi li compra?), le spiego che non riesco a prendere per i fondelli, che non voglio partecipare a questo mercato corrotto, sogno un altro mercato possibile, sogno di venderli o regalarli a chiunque direttamente dal mio studio, questo è il mio sogno, questa è la mia forza, questa è la mia energia..., toccatemi tutto ma non il mio sogno, aggiungo infine che voglio maturare da solo ed in silenzio, la Storia dell'Arte mi ha insegnato che così bisogna fare, la dignità è importante.
Intanto un amico del quale non conosco il nome, figlio impiccato da poco e grande dignità, presente anche nel nostro ultimo video Fulvio, impiegato nella Regione, grande appassionato del "Pesce a fore" accompagna Gennaro Cilento nel negozio biologico di Piazza Bellini e procura a Gennaro Cilento una commissione vecchia maniera, un affresco decorativo con colori idro naturali, al Sorriso Integrale ci sono i quadri di Sandra Tortoreto ed io sono sempre più convinto che una nuova sensibilità d'artista possa smuovere montagne e cambiare lentamente il mondo.
Rispondi a questo messaggio 
sanghecasalese, 14/09/2004 00:33:00
................................Re: Arte ribelle in rete.
Caro Mario Pesce,
se possiedi un corpo strutturalmente forte e resistente ai colpi, bene, parti con il piede giusto, puoi fare e continuare cio che ritieni giusto. Ognuno ha la sua strada da percorrere, guai a chi vuole farti cambiare itinerario, credo che sia un errore. Tutti vogliono insegnarmi qualcosa,cme si deve dipingere, quale colore usare, perchè usare il verde anziche il blu, io li lascio parlare, ascolto, li potrei mandare a fan-cul. Vogliono armi capire la gienalità di Picasso, ma io rispondo che non ho bisogno di tutto questo, la vita, la mia crescita veloce o lenta che sia stabilirà il giusto o lo sbagliato su quello che si dce su Picasso, pero a patto che mi si lasci dialogare con un quadro di Picasso, solo, io e lui, intimamente, per stabilire la verità non assoluta ma personale. Continua per la strada percorsa, è difficile, credo che sia molto semplice fare il cameriere, lo spazzino.

***** MODIFICATO DA dios il 14/09/2004 00.40.24 *****
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iiiiiiiiiiiiiii, 14/09/2004 00:40:00
................................. Arte ribelle in rete.
Tu parli della genialità di Picasso, io ti rispondo che non esiste la genialità di Picasso, esiste il lavoro di Picasso, quello da analizzare è solo il lavoro di Picasso ed il dramma sai qual'è? Che tra il lavoro di Picasso ed il tuo e tra la genialità di Picasso e la tua, questo sistema pone un diaframma insormontabile, questo è quello che veramente non riesco a mandare giù, un buon cameriere è un buon cameriere nell'ottocento come nel duemila anche se cambiano modi ed usanze, lo stesso vale per tutte le professioni ma per l'arte il tuo lavoro può non esistere, non essere visto, scompare nel nulla anche se lavori in quantità industriale, questo è il nocciolo della questione, lavoratori che non esistono creati da un sistema che ha bisogno di loro ma li vuole ibridi, sterili ed in silenzio...
Non riesco a sopportare tutto questo, per questo vi chiedo, perpiacere, di parlare di lavoro, certo anche intellettuale, magari di qualità del pensiero oltre pittorica, ma lavoro c***o, il genio per quanto mi riguarda è una invenzione del potere per annientare l'uomo libero e la libera ricerca e diffusione artistica e non esiste.

***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 14/09/2004 00.48.38 *****
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sanghecasalese, 14/09/2004 00:48:00
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<<precedentesegnala questo interventosuccessivo>>

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