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forum attiviDISCUSSIONI ATTORNO ALL'ARTE PUBBLICASocietas Raffaello Sanzio
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Societas Raffaello Sanzio
La societas dello spettacolo!



analisi scientifica e spunti polemici dello specialista Unoetrino





il luogo oscuro e corrotto nel quale

tuo padre ti generò, gli è costato

gli occhi.

Re Lear (Schakespeare)





L’ignoranza si è elevata a presupposto intellettuale del teatro di ricerca!

Unoetrino è indignato, oltre i suoi buoni propositi di denuncia, è costretto a informare lo spettatore dello scempio, che servendosi di pretesti teatrali si compie con l’unico scopo dell’ottundimento mentale e del mercato globale!

L’individualismo competitivo non è più uno scandalo in una società globalmente corrotta dal globale!

In data 17 giugno 2005, presso il teatro Carignano, la Societas Raffaello Sanzio ha presentato il suo ultimo lavoro: “M.#10 Marseille”.

Il sipario, a inizio spettacolo, era chiuso, e sarebbe dovuto restare chiuso!

All’apertura del sipario, povera vittima sacrificale che ha offerto all’occhi dello spettatore sequenze consce dell’inconscio, che se tale è la sua definizione, e quindi ripeto inconscio, non può essere svelato dalla cruda meccanica di ombre geometriche,

accompagnate nel loro incedere da “musica” techno, assordante, ottundente, per nulla mistificatoria, ma sfrontatamente sinonimo del rumore da fabbrica!

Lo spettacolo consisteva nel perdurare d’un effetto speciale,che Spielberg, ella sua mentecatta saggezza, ha elevato nel cinema a sistema mercantile d’attrazione per le masse.

Lo spettatore era immerso in un’atmosfera da discoteca. Le luci a intermittenza lasciavano intravedere a scatti il macabro stupore di chi pagando il biglietto teatrale, si era ritrovato in una discoteca. La pista da ballo era occupata dalle sedie, non vi erano divanetti ad accogliere i caldi corpi danzanti degli spettatori, che rimanevano immobili, accaldati, incollati al velluto che cullava il dolce riposo, alla veglia funebre del teatro.

Si, d’una veglia funebre si trattava, e i morti non sapevano d’essere tali.

Questo spettacolo era un martirio per i sensi umani, che non venivano messi a nudo, nella loro accezione di sentire, ma venivano vituperati da una spettacolarità da fabbrica, che tende a svuotare le menti e a donare al corpo il rigor mortis che spetta ai robot.

Senza il minimo scrupolo i mentecatti, riconosciuti con il nome di Societas Raffaello Sanzio, hanno portato a compimento l’opera iniziata dal mercato, ovvero hanno diseredato l’uomo della Natura. L’uomo ha perso l’aurea!

La Societas è l’esempio puro di società dello spettacolo che mira alla robotizzazione dell’uomo in lode al botteghino e alle botteghe.

La tragedia e la coscienza tragica che da essa deriva, non può essere ridata all’uomo se all’uomo è tolto l’essere uomo.

La tragedia consiste nel prendere coscienza dell’enigma uomo, che si espleta solo nell’evento morte!

La Societas è violenza visiva e uditiva, è la morte della poesia, è colpevole della rottura del legame dell’umanità con la terra in cui vive.

Il caos è una forma d’ordine!

L’enigma uomo è lo spirito sacro della tragedia, la Societas rappresenta la macchinazione umana, l’uomo è divenuto macchietta d’una macchina, la macchina ha preso il posto dell’uomo non solo nelle fabbriche ma anche a teatro.

La vaga vena simbolista che sembra agonizzare durante lo spettacolo, è l’esempio lampante che la Societas non ha coscienza di ciò che crea.

Il Simbolismo copriva con un velo il palco, perché non trasparisse l’accidente umano.

Il Simbolismo attaccava il naturalismo da prosa, voleva portare in scena la marionetta, l’ombra umana per ridonare all’uomo la coscienza tragica della propria esistenza.

Qui il velo era mediatore spettacolare di spettacolo, non copriva nessun accidente, anzi rendeva l’accidente macchina palese e spettacolare.

Craig mirava all’esplosione dei teatri, mediante immense scenografie in cui l’uomo appariva piccola molecola di nulla!

La Societas è l’implosione del teatro nella macchina mercantile/spettacolare!

L’unica presenza umana era simboleggiata da un innocente, una bambina, buttata lì al macello.

Povero “angiolo” di purezza, sacra la donna bambina era violentata da immagini e suoni, nella sua accecante bellezza era buttata in quella bruttura spettacolare della Societas!

Io spero che Dio vi perdoni per questo peccato mortale perché io Unoetrino non vi perdono anzi vi condanno al posto di lavoro che meritate ovvero la fabbrica!

Sporchi mercanti il vostro spreco mi tedia!

Unoetrino condanna l’operato della Societas Raffaello Sanzio e chiede GIUSTIZIA!



Buon mercato ai mercanti





unoetrino


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unoedivino, 18/06/2005 1.32.55
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