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Parola di curatore |
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Alice Ginaldi ha fatto uno studio visit della "prima residenza italiana per la pratica pittorica" che si svolge nella bella cornice della villa veneta del Guado dell'Arciduca a Nogaredo al Torre. Qui dal 10 aprile, dieci artisti sono a lavoro invitati da altri quattro artisti e da Andrea Bruciati. Ecco le sue impressioni a caldo su "Painting Detour" scritte per Exibart ... segue
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Che cosa voglio da exibart |
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forum attivi ARTE E POLITICA Radio insurgente: Trieste.
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Radio insurgente: Trieste.
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La rete degli Artisti contro le guerre parteciperà alle iniziative in occasione del passaggio della Carovana per la Palestina in arrivo domani a Trieste. La carovana che è partita lunedì 4 luglio da Strasburgo arriverà il giorno 19 luglio a Gerusalemme per portare la solidarietà del movimento pacifista europeo al popolo palestinese.
Gli artisti saranno anche presenti in occasione del presidio davanti al CPT di Gradisca venerdì 8 luglio.
Gli artisti esprimono la loro solidarietà ai gruppi che stanno manifestando contro il G8 di Edinburgo e condividono pienamente le rivendicazioni per un mondo più giusto ed equo che non può accontentarsi delle briciole dei potenti e dei ricchi dellaTerra.
Dal 28-31 luglio Edvino Ugolini in rappresentanza della rete sarà In Kurdistan per partecipare come poeta internazionale al Festival Del Munzur che è giunto alla sua sesta edizione. La cronaca dell'evento verrà trasmessa in tempo reale.
Sono già in preparazione altri eventi in agosto e settembre. In agosto verrà ricordato l'anniversario della bomba su Hiroshima, una delle vergogne dell'umanità e in settembre ci saranno delle iniziative in occasione dellOnu dei Popoli a Perugia.
Edvino Ugolini Rete Artisti
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 Re: deja-vu di un batteryo
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Se il riferimento del readymade duchampiano assumeva, nel concettuale linguistico, una valenza esclusivamente autoriflessiva e tautologica, oggi attraverso la contestualizzazione dell'oggetto venduto e la dispersività della nostra vita completamente concetrata all'interno dei centri commerciali, siamo noi stessi oggetti- consumatori. La situazione di ready made si è completamente capovolta. Diventiamo noi oggetto decontestualizzato e non solo, ma entità riflessiva per i produttori. La scienza del consumo, l'essere noi consumatori per questo contenitori del puro niente, diventiamo studio funzionale della multinazionale. Il produttore, il commerciante e poi noi consumatori apparteniamo ad una cantena " alimenta-re " creata dalla mano dell'uomo, definita artificiale e per questo cullatrice e nostra madre adottiva. Siamo comodi, troppo comodi per capire la televisione e i suoi messaggi inutili e a sfondo apertamente sessuale ( i biscotti se li mangia una bella donna, la maionese la lecca una bella donna, sul divano di marca ci dorme una bella donna ), per capire la vendita dell'uomo e della donna sulle riviste e sui cartelloni pubblicitari e per capire che l'artista oggi ( forse non solo oggi ed è questa la tristezza ) non crea ma produce per sola vanità definendosi intellettuale quando poi gli intellettuali non esistono più.
Cari uomini di intelletto ( quali ? ) definitevi vanitosi ma non intellettuali.
Donato Arcella, Don Donato da Casoria, Batteryro, Lino Bellavalle
***** MODIFICATO DA PesceMario il 08/07/2005 11.02.15 *****
***** MODIFICATO DA PesceMario il 08/07/2005 11.02.58 *****
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  Cordoglio e solidarietà solo alle vittime.
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VIDEO: LONDRA : IL NOSTRO CORDOGLIO SOLO ALLE VITTIME
clicca qui per vedere il video http://www.siatec.net/bloggersperlapace/print.php?sid=1011
Video al cura di Simone Barbuti, regista Commento di Loredana Morandi
"Allorchè egli smise di parlare, ampi cieli azzurri si squarciano per lasciar volare una bianca colomba sul capo dell'uomo, dal volto solo un poco azimato, in piedi sul podio. S'udì quindi una voce attraversare come un fulmine il silenzio circostante:
"Questo è il Mio Figlio Prediletto, in Lui Mi Sono Riconosciuto. Ora Portate il Trofeo del Campione di Salto in Alto e la Corona di Lauro per cingergli il Capo. Accompagnate Via l'Asta, i Cuscini e le altre Infrastrutture Mobili. Ripulite Bene il Linoleum Prima di Andare"."
Loredana Morandi Pres. Ass.ne Argon - Bloggersperlapace Rete Artisti contro le guerre www.bloggersperlapace.org __________________________________________________________________ AHA: Activism-Hacking-Artivism - mailing-list on artistic activism https://www.ecn.org/wws/info/aha http://www.ecn.org/aha check & support: http://www.neural.it + http://www.rebelart.net
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   Cordoglio e solidarietà solo alle vittime.
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Don Donato da Casoria: Se il riferimento del readymade duchampiano assumeva, nel concettuale linguistico, una valenza esclusivamente autoriflessiva e tautologica, oggi attraverso la contestualizzazione dell'oggetto venduto e la dispersività della nostra vita completamente concetrata all'interno dei centri commerciali, siamo noi stessi oggetti- consumatori. La situazione di ready made si è completamente capovolta. Diventiamo noi oggetto
Domingo Aniello: assolutamente d'accordo sulla tua analisi con un ulteriore appunto però, il cortocircuito è ancora possibile ora che il ready made ha un prezzo e tutti gli uomini hanno un prezzo? Io mi sono risposto che il corto circuito è possibile solo negando il valore precostituito che ci è stato assegnato, il non avere prezzo in un contesto dove tutto ha un prezzo e il prezzo che ci tocca pagare per avanzare riflessioni e teorie, nel momento in cui si accetta questo sistema dell'arte si accetta la superiorità di Koons e si delegittima il proprio lavoro.
Don Donato: decontestualizzato e non solo, ma entità riflessiva per i produttori. La scienza del consumo, l'essere noi consumatori per questo contenitori del puro niente, diventiamo studio funzionale della multinazionale.
Domingo Aniello: che può creare il tuo clone impacchettarlo e venderlo ma non può vendere te e le tue opere se tu ad essa ti sottrai. Questa sarà sempre la tua forza nei confronti del clone epigono studiato su misura per annullare ed annientare te. D'altronde quanti simili Pesce a Fore No Project il Benito Ulivo rincorre da anni fallendo mestamente?
Don Donato: Il produttore, il commerciante e poi noi consumatori apparteniamo ad una cantena " alimenta-re " creata dalla mano dell'uomo, definita artificiale e per questo cullatrice e nostra madre adottiva.
Domingo Aniello: il Madre di Napoli nasce con la stessa logica semantica è tua madre senza nessun tipo di legame naturale con te e ti costringe a subire una storia che non è la tua.
Don Donato: Siamo comodi, troppo comodi per capire la televisione e i suoi messaggi inutili e a sfondo apertamente sessuale ( i biscotti se li mangia una bella donna, la maionese la lecca una bella donna, sul divano di marca ci dorme una bella donna ), per capire la vendita dell'uomo e della donna sulle riviste e sui cartelloni pubblicitari e per capire che l'artista oggi ( forse non solo oggi ed è questa la tristezza ) non crea ma produce per sola vanità definendosi intellettuale quando poi gli intellettuali non esistono più.
Domingo Aniello: intellettuale chi è? definiamolo per convenzione chi usa l'intelletto e svuotiamo il termine di contenuti pseudo culturali vari, a questo punto possiamo definire tutti gli artisti intellettuali? diciamo di si, possiamo dire però anche che esistono intelletti individuali che si operano per schiantartelo nel sedere con violenza inaudita fino a farti sanguinare nonostante il tuo dissenso ed intelletti puri e buoni che scelgono invece di ragionare sulla possibilità d'adoperarsi per incrementare il bene collettivo comune. Mi prendo una licenza ma secondo me come sostiene il subcomandante gli intelletti malvagi sono in alto a destra in genere, non sempre ma in genere, gli intelletti ego compatibili e non inquinanti li trovi quasi sempre in basso a sinistra.
Don Donato: Cari uomini di intelletto ( quali ? ) definitevi vanitosi ma non intellettuali.
Domingo Aniello: Pesce a Fore No Project, progetto vanitoso ma non intellettuale.
PAF per gli artisti affamati con la loro arte.
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    Cordoglio e solidarietà solo alle vittime.
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Cosa è un anarchico black block davanti ad un Don Donato di Casoria che in spedizione esplorativa con Domingo Aniello ed il Comandante Polvere per visitare la galleria di Mimì Scognamiglio decide d'urinare davanti alla galleria trovata chiusa (non saranno un poco troppo private queste gallerie blindate?)con tanto di portiera a scrutarlo con sospetto? Per ritornare dalla troppo benestante Piazza Amedeo ed allontanarci dal Pan per chi ha fame d'arte e tornare nella non bene precisata PAF Pesce a Fore Land prendiamo la metrò e ci chiediamo se quando ci sarà l'attentato terroristico a Napoli Benito Ulivo avrà la faccia tosta di gridare alla monumentale e democratica arte contemporanea danneggiata e distrutta d'inestimabile valore, la risposta è ovviamente si, ragion per cui speriamo che la città prescelta per l'attentato terroristico Italiano quando e se ci sarà, sarà Milano....
P.A.F. quando l'artista ha fame.
***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 09/07/2005 7.39.10 *****
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     Re: Cordoglio e solidarietà solo alle vittime.
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Cari signori preparatevi i canali alternativi, non sottoponetevi assolutamente ai galleristi perchè vi distruggono.
Ieri Don Donato da Casoria, Domingo e il Comandante Polvere sono andati nella galleria dove lavora Gennaro, che tristezza. I colori vivi di un quadro completamente persi all'interno di una struttura, una stanza che razionalmente espone " arte " per il cliente ( secondo me si annoiava anche la gallerista ).
L'opera d'arte nasce attraverso un'esplosione per poi morire attraverso una galleria, una galera per i colori, un acquario di pesci sommersi dove il gallerista non fa altro che mettere l'acqua, che almeno la cambiasse.
L'era del terrorismo, un'altra tristezza del nostro bel pianeta.
Ieri la metropolitana di Napoli era piena di poliziotti e non nego che molti erano anche abbastanza preoccupati.
Don Donato da Casoria, Donato Arcella, Batteryro, Lino Bellavalle.
Mario Pesce a Fore
***** MODIFICATO DA PesceMario il 09/07/2005 14.03.06 *****
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      Re: Re: Cordoglio e solidarietà solo alle vittime.
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Quando leggo da queste parti (intendo arte e politica) mi sembra sempre di sentire che esiste un mondo dell'arte inaccessibile ad un gruppo di artisti esclusi per motivi quasi ideologici. Come se l'arte fosse un club esclusivo da cui escludere certa gente e fare entrare altri. Credo che l'errore di fondo sia di pensare che l'arte è basata sulle persone. L'arte è basata sulle opere che si producono e della loro qualità. La galleria espone opere non artisti. La gente compra opere non artisti. L'opera d'arte è il cuore di tutto, è perdere tempo cercare di convincere con le parole, con la lotta, con la protesta. La creazione è il vero momento di lotta e di conquista, fai l'opera giusta e vedrai che andrai dove vuoi.
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       Cordoglio e solidarietà solo alle vittime.
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Don Donato da Casoria: Cari signori preparatevi Ai canali alternativi, non sottoponetevi assolutamente ai galleristi perchè vi distruggono.
Domingo Aniello: chiamiamoli con il loro nome centri di permanenza artistica, il che connota le gallerie già con il vizio di fondo, ossia l'immortale.
Don Donato da Casoria: Ieri Don Donato da Casoria, Domingo e il Comandante Polvere sono andati nella galleria dove lavora Gennaro, che tristezza.
Domingo Aniello: si è indubbiamente sempre uno spettacolo triste...
Don Donato da Casoria: I colori vivi di un quadro completamente persi all'interno di una struttura, una stanza che razionalmente espone " arte " per il cliente ( secondo me si annoiava anche la gallerista ).
Domingo Aniello: In più c'è l'invadenza pretestuosa di conferire un pubblico valore a delle trattative private, quasi come se l'arte altro non fosse che un immobile da vendere al metro con tanto di distinguo tra piani alti e piani bassi.
Don Donato: L'opera d'arte nasce attraverso un'esplosione per poi morire attraverso una galleria, una galera per i colori, un acquario di pesci sommersi dove il gallerista non fa altro che mettere l'acqua, che almeno la cambiasse.
Domingo Aniello: ed invece si privatizza anche l'acqua, insomma dalla Coca Cola siamo passati alla ferrarelle e da Warhol a Koons..., acquaiò l'acqua è fresca? Per fortuna James Senese ha fatto in tempo a scrivere questa canzone, tra un pò serviranno microbottiglie ferrarelle tascabili gli acquaioli napoletani e non più il bicchiere monouso che un legame semantico con la storia l'aveva...
Don Donato: L'era del terrorismo, un'altra tristezza del nostro bel pianeta.
Domingo Aniello: l'equazione esatta esponenziale è terrorismo proporzionale al nuovo ordine globale anarco liberista.
Don Donato: Ieri la metropolitana di Napoli era piena di poliziotti e non nego che molti erano anche abbastanza preoccupati.
Il ricco serafico: Quando leggo da queste parti (intendo arte e politica) mi sembra sempre di sentire che esiste un mondo dell'arte inaccessibile ad un gruppo di artisti esclusi per motivi quasi ideologici.
Domingo Aniello: puoi togliere anche il quasi ed il sembra se il saggio ti indica le stelle perché ammirare il dito?
Il ricco serafico: Come se l'arte fosse un club esclusivo da cui escludere certa gente e fare entrare altri.
dOMINGO aNIELLO: come l'arte è....
Serafico serafino ricco: Credo che l'errore di fondo sia di pensare che l'arte è basata sulle persone. L'arte è basata sulle opere che si producono e della loro qualità.
Domingo Aniello: qualità? whats qualita? Una scarpa nike è forse di qualità? Una vita di un londinese rispetto quella di un iracheno? Un mio quadro rispetto quello di Clemente? La parola qualità in arte mi sembra un concetto un tantino ambiguo, in particolare modo quando fa rima con un mercato scandaloso che sentenzia che Cattellan e la Beecrooft è qualità assoluta.
Ricco e serafico: La galleria espone opere non artisti. La gente compra opere non artisti.
Domingo Aniello: ingenua come interpretazioni la galleria vende firme e non opere, firme d'artista al quale si da la forma d'arte, questa è la gestalt del sistema.
Serafico sera fino: L'opera d'arte è il cuore di tutto, è perdere tempo cercare di convincere con le parole, con la lotta, con la protesta.
Domingo Aniello: può non bastare, la mia opera senza le mie parole potrebbe essere travisata e la mia qualità venduta senza che nessuno sollevi il problema di un mercato sommerso di qualità quanto quello ufficiale che lede però nella dignità professionali gli uomini che fanno arte.
Sera fino: La creazione è il vero momento di lotta e di conquista, fai l'opera giusta e vedrai che andrai dove vuoi.
Domingo Aniello: l'opera giusta è da anni nel mio studio esattamente dove voglio stare ed andare, vado un poco a pittare ora Hermano, scusami.
Nessuno: Avrei voluto votare sul sonadaggio "il miglior artista del duemila", ma mi sfugge l' opera di Mimmo di Caterino, quindi non posso esprimere il mio giudizio. Al dillà delle provocazioni, credo che a forza di fuggire dal sistema tu sia diventato invisibile(come tanti altri, chi volontariamente chi meno), quindi se in pratica "non esisti", e l'arte che non si vede non è tale, perchè ti ostini a definirti artista?
Domingo Aniello: Solo perché sono uno dei tanti sommersi, l'orgasmo è proprio questo il non esistere ma sapere d'esistere come tesoro sommerso ed in buonissima compagnia, se in privato mi spedisci il tuo indirizzo ti spedisco un mio quadro, disegno e/o scultura e vedrai che sarò molto più reale di Cattellan, allo spazio privato di gallerie occulte e private contrappongo quello del mio garage, qual'è la differenza di legittimità?
P.A.F. Quando gli artisti hanno fame.
***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 09/07/2005 17.41.13 *****
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       .Who is Mario?
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Cominciamo da zero, come diceva in maniera saggia il Che quando ci sono degli errori bisogna avere il coraggio di tornare indietro, dal punto esatto in cui si è partiti e non cercare di limotare il danno. Chi è Mario Pesce a Fore? Nel 1997 quando facemmo la performance "zapatista" alla Casina Pompeiana nell'ambito di pompeiorama contrabbandati da Ninì Sgambati e Franz Iandolo questa era la domanda che ci veniva posta con maggiore frequenza, "Who is Mario?". Prima di essere allegri trentenni disoccupati artistici (Partenopei Artisti Affamati, PAF) eravamo dei precari ma brillanti studenti d'Accademia, all'ora come ora, nei momenti di grande calura ed afa in una città caotica e con il sessanta percento di ozono nell'aria, come la nostra dea amata partenope, trovavamo refrigerio facendosi un bagno salutare dagli scogli di Mergellina. Eravamo diventati dei veri e propri clienti di quelli scogli pubblici che la nostra generazione voleva per pensionati ma che invece trovava in noi proprio un mito in quei pensionati, Napoli è una città dove invecchiare bene è estremamente complicato e quei pensionati erano invecchiati splendidamente. Il Pesce a Fore No Project nasce così come una ricerca di uno spazio che non c'è, come la volonta di rendere possibile e palpabile uno spazio che non c'è mettendo da parte pregiudizi medio-alto borghesi per i quali il bagno a Mergellina è vergognoso sia dal punto di vista economico che da quello salutare. Questo primo Pesce a Fore era del novantasei, ed era semplicemente un gruppo di persone che quando si annoiava o soffriva mi seguiva sugli scogli tentando di recuperare un poco di spiritualità zen, vi assicuro che tra Accademia di Belle Arti, galleria private neoliberiste politicamente osannate che cominciavano a fotterci prima ancora che nascessimo ed un città dove non c'è un metro quadro pubblico per vivere era un momento fondamentale d'ecologia mentale. Questo primo Pesce a Fore No Project era costituito da me medesimo (come volete chiamarmi? Mimmo? Mimmo Di Caterino? Domenico Di Caterino? Tommaso Aniello d'Amalfi?Masaniello? Domingo Aniello?), Riccardo Albanese (l'unico che con forza alle primissime lusinghe cederà alla galleria privata neoliberista Raucci e Santamaria per poi riciclarsi alla Chancing Role), Pino Orefice ( morto suicida impiccato nel 2001, qualche settimana prima di Genova, ma per gli artisti sommersi tutti hanno la memoria corta)ed Antonio Cardone (ora vive facendo il restauratore a Reggio Emilia). In quegli anni io ero la voce di un gruppo musicale partenopeo i Pori irop e lavoravo per tentare di mettere insieme le due cose per cui diventarono Pesci a fore in breve il chitarrista e scultore Gianni Sanseverino (oggi a Londra a fare il cameriere, sposato con una brasiliana e con una casa in Brasile), il batterista scultore Umberto Aliberti (sposato ed insegnante oggi di ruolo all'Istituto Statale d'arte di Salerno) ed altri personaggi di cui non ricordo i nomi mi perdonino... Cosa vorreste chiedermi ora? Perché tutto è diventato maledettamente serio? Andiamo per gradi e vi racconterò poi come mai un tale Tony Forte era entusiasta per il Pesce a Fore No Project al punto da farsi il bagno a Mergellina nelle pause di galleria ed anche chi era il nostro simbolo di resistenza, Mario Pesce a Fore alias Mario Ricci, infermiere oggi in pensione....
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       ..Re: Who is Mario?
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E il Bonito Oliva in questo progetto quando entra? Mi sembra di scorgere dietro a questo parlare... anzi narrare un' idea unica... Seguo i tuoi movimenti su exibart e appena è uscita la neews del processo di Bonito Oliva Vs Sgarbi per la Biennale del 1993, subito hai lasciato un commento... troppo palese. No non rispondermi... tanto sarebbero solo chiacchiere e distintivo... Comunque il progetto è bello...
***** MODIFICATO DA Pietro_Bembo il 10/07/2005 12.41.26 *****
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       ...Who is Mario?
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Gli artisti che hanno ruotato negli anni attorno al progetto, sono molti, troppi per ricordarli tutti, richiedo scusa in anticipo per eventuali dimenticanze, artisti ma non solo, il progetto mai steso su carta ed assolutamente incontrollato inglobava ed ingloba precari vari di tutti i campi della colonizzazione anarco liberista privatizzata culturale. I problemi dell'attuale Pesce a Fore No Project (ex Mario Pesce a Fore) sono cominciati proprio con la sua caotica nascita, ognuno aveva una sua idea del Mario Pesce a Fore e questo creava un interesse degli speculatori artistici incredibile, speculatori artistici che da subito lavorarono per smembrare un progetto che doveva rimanere un progetto ed una semplice commons artistica in grado d'avere vita autonoma extra circuito. Ricordo che proprio nel novantasette Tony Forte curatore di "The" a piazza del gesù portò alla Fiera di Bologna delle opere fotografiche in realtà ideate da lui, una serie di scatti sugli scogli di Mergellina di Riccardo Albanese e me medesimo. Ricordo Ernesto Esposito interessato ad una mia opere, ricordo che nel mio studio c'èra una calca infernale immensa, l'interesse da parte di gallerie per il Mario Pesce a Fore faceva si che tutti volessero farne parte ed in un primo momento riuscimmo veramente a dirottare con grande forza comunicativa gli abituali consumatori dell'impero privatizzato neoliberista in spazi non abituali che riempivamo di gente al punto che la calca era fino a fuori, ipersfruttati comunque, dovunque non eravamo pagati in spazi come "La tana dell'arte" così com'èrano scandalosi i contratti che i galleristi partenopei propugnavano addirittura a volte erano una semplice ed ambigua stretta di mano. Ricordo Guido Costa dire che l'arte a Napoli stava diventando solo frekettoni allegri, come si faceva a venderli? Altro che frekettoni, un progetto così aperto andava stroncato sul nascere ed a stroncarlo ci provavano propri quegli artisti che bussavano alla porta del mio studio solo per avere quel minimo di visibilità individuale che sarebbe bastata a distruggerci tutti e tutto in un attimo, in quel momento storico e con quel potentissimo circuito che a Napoli stava affilando le armi. La prima video operatrice è stata Liliana Fonti, poi è arrivato Mimmo Di Martino che subito si è lasciato sedurre da gallerie private di bassa lega (lo ricordo venire da me con quell'aria bastonata di chi sa subito che vuole fotterti, compariva per magia solo quando la nostra platea era ampia) ed ultimo ma primo in quanto a sensibilizzazione politica e poetica il mio attuale braccio destro multimediali, quel Don Donato Da Casoria Batteriofago, Donato Arcella. Cedeva subito alle lusinghe da galleria anche Riccardo Albanese, al suo posto nel Pesce a Fore No Project sono comparsi poi altri uomini oggetto dotati di una creatività ribelle innata e di sincera ironia triste mediterranea, il siculo Pesce (Marco Rallo), il mio braccio sinistro multimediale on line ed DDT artista Giuseppe Labriola in assoluto il più guerrigliero di questo branco mutante d'artisti guerriglieri, provate a farlo fuori se ci riuscite, disegna con una penna bic come Antonello Da Messina ed in questa città si celebra Richard Serra, come vogliamo chiamare tutto questo ancestrale mistero della vita? La galleria è stato subito chiaro nuoceva gravemente alla nostra salute d'artisti con l'animo libero e gli ambiziosi naturali emigravano verso gallerie (lidi) privatI in cerca di una buona visibilità ma io e quelli come chiedevamo semplicemente di rimanere sui nostri scogli pubblici privatizzati da noi con la nostra storia e memoria. Strano destino quello degli artisti oggi cercano con ossessione di farsi ospitare da centri d'accoglienza permanente che hanno la stessa logica dei lager che ospitano gli emigranti di altri mondi approdati per sfortuna senza permesso di soggiorno nel nostro rincorrendo un sogno.
P.AF. Partenopei Artisti AFfamati
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       .... Who is Mario?
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Pietro Baldan Bembo: E il Bonito Oliva in questo progetto quando entra?
Domingo Aniello: Don Benito entra in questo progetto ogni qualvolta si siede davanti a noi con il coraggio di discutere o ri-discutere le sue posizioni davanti alle nostre, insomma quando gli antipodi si confrontano in maniera sana e critica (che non vuole dire diffamante), qualcosa in teoria la si può cambiare e noi altro non siamo che teorici di un sogno artistico che a partire da Breton per mezzo del Che e di Fidel, passando per Gandhi e il subcomandante Marcos, con l'aiuto di Negri è diventato il nostro sogno di un sistema dell'arte migliore strutturato dal basso dagli artisti che si accontentano di fare arte con la propria gente.
Pietro Baldambembo: Mi sembra di scorgere dietro a questo parlare... anzi narrare un' idea unica...
Domingo Aniello: assolutamente corretto delegittimare il NUOVO ORDINE GLOBALE DELL'ARTE TRANSNAZIONALE DELL'IMPERO ANARCO LIBERISTA, questo è il motivo per cui non esporrò mai in una galleria privata transnazionale dell'Impero e c'è l'ho a morte con l'unione galleristi partenopei, ti sei chiesto perché Galimberti non fotografa gli artisti del Pesce a Fore No Project invece di Don Benito, Bassolindo e la riunione del G8 dei galleristi made in partenope? Perché Guido Costa è stato cacciato nella sua Torino?
Pietri Baldan Bembo: Seguo i tuoi movimenti su exibart e appena è uscita la neews del processo di Bonito Oliva Vs Sgarbi per la Biennale del 1993, subito hai lasciato un commento... troppo palese.
Domingo Aniello: trovi? su Arte Mondadori Benito Ulivo sostiene che a Napoli oggi si parli più d'arte contemporanea che di sport, se scrivo che Carraro è ingiusto ed antidemocratico secondo te rischio una denuncia per diffamazione?
Pietro Baldan-Bembo: No non rispondermi... tanto sarebbero solo chiacchiere e distintivo... Comunque il progetto è bello...
Domingo Aniello: sono anni che mostro il mio distintivo il pesce al vento, solo che non richiama all'ordine nessuno...
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       .....Re: Who is Mario?
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ropp tre iuorno o' pesc nu' puzz?
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       ...... Who is Mario?
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Pus: ropp tre iuorno o' pesc nu' puzz?
Domingo Aniello: ropp tre jurn' 'o pesce feta, ma aropp' ott' anni 'e addiventato già elettroni int' all'universo.
Oggi pomeriggio sono andato con Don Domingo di Casoria a ristudiare la situazione Madre, a considerare la possibilità di fare qualche azione dimostrativa a norma di legge, il servizio d'ordine è incredibile e pattuglia anche l'area attorno al museo ed è assolutamente vietato fare le riprese, la domanda spontanea è: questa è riflessione di Don Benito e del malgoverno culturale globale sull'arte pubblica? Certo, pubblico sì ma non da videofilmare, insomma un confronto con la malapittura di Checco Clemente non posso averlo neanche in video. Detto questo è molto divertente confrontare la stampa d'arte del malgoverno culturale transnazionale ed imperiale con la realtà dei fatti, vista sul posto e dal basso: su Arte Mondadori si scrive di questo strepitoso Rinascimentore partenopeo, si dice che all'inaugurazione della Madre della quale io non mi sento figlio tutta la Napoli del malgoverno culturale transnazionale neoliberista si sia lanciata in un commovente applauso, mi viene da ridere, che c***o c'èra d'applaudire? Don Donato da Casoria è d'accordo con me, che c***o c'è da applaudire? Benito Ulivo, Berlusclown, comunicazione retorica, gallerie/galere Centri di detenzione temporanea d'arte, se due più due fa quattro quello era un applauso a pagamento che doveva dimostrare che la città approva, sapete quanti eravamo oggi? cinque visitatori, altro che bagno di folla... Don Donato da Casoria è d'accordo con me su di una questione fondamentale, la cosa più bella del Museo sono le ragazze che ci lavorano dentro...
P.A.AFF. Partenopei Artisti Affamati
***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 10/07/2005 23.08.58 *****
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       ....... Who is Mario?
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Dal 1996 al 1999 il Pesce a Fore è stato una miscela di situazioni indiscriminate, all'interno del quale poteva operare chiunque e comunque, quello che teneva unita l'idea era semplicemente essere critici contro un sistema dell'arte che non garantiva nessun futuro ad i giovani artisti. Napoli era d'avanguardia da questo punto di vista dato il suo essere capitale Rinascimentitrice dell'arte contemporanea. La posse si trovo così naturalmente ad operare su livelli diversi dall'Accademia di Belle Arti, ad Officina 99 ed il Laboratorio Okkupato s.k.a. all'idea nata proprio in corpo al progetto per renderlo di un peso specifico istituzionale di farla diventare Associazione Culturale, in quell'occasione ci siamo anche dati delle cariche, i soci fondatori di quest'epoca di transito dal Pesce a Fore al vento al Pesce a Fore con una sua linea interna politica sono stati: Domingo Aniello, il Comandante Polvere (Antonio Milanese, docente dell'Istituto d'arte Filippo Palizzi) che con il suo ingresso nella Posse ha portato un poco di storia ed un filo diretto politico concettuale artistico con Luca Castellano e Documento Sud, Mimmo Di Martino (subito emigrato verso lidi più balneari), Don Donato da Casoria, Luigi Ambrosio (oggi così amareggiato dal sistema arte da scegliere di rinchiudersi nella sua Caivano vivendo di tatuaggi), Gennaro Cilento (oggi processato dal No Project per il suo ingresso in galleria che io personalmente giustifico vista la sua posizione economica) e Giuseppe Labriola il DDT artista guerrigliero. La volontà di creare un qualcosa d'istituzionale è durata pochissimo, trasformare le orbite artistiche che ci ruotavano intorno in artisti tesserati che si autoproducono è stata una follia in una città come Napoli dove tutti sono pronti a tutti per dominare e schiacciare il compagno di viaggio non per cooperare in maniera critica e corretta. Morale della favola? Qualche mostra con il timbro della Regione Campania, qualche catalogo promesso confezionato e mai stampato dalla Regione Campania e qualcun altro autogestito come quello che il sindaco di Caivano si rifiutò di presentare. Insomma il passaggio dal ludico al politico era stata una tappa obbligata per sopravivere, tutti davano il non progetto deceduto in un anno al massimo due, resistiamo in trincea da nove anni oramai. Quello che oggi ci accomuna è in realtà semplicemente contestare il Nuovo Ordine Globale dell'arte che nasconde risorse artistiche locali e specula a più non posso sull'arte transnazionale dell'Impero che invade le nostre piazze tra l'indifferenza che la retorica di regime dipinge come partecipazione e rispetto.
P.A.AFF. Posse Artisti AFFamati.
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 br1dotcom12. Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale
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 Ale2x72Austrian Pavilion - prototypes
 angelofilippin54.Biennale d'Arte di Venezia, Corderie dell'Arsenale, performer Giulia Piscitelli



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