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Sulla Biennale di Massimiliano Gioni |
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L'attuale Biennale fa molto discutere. Abbiamo deciso di riservarle uno spazio apposito, cominciando con l'intervento di Adriana Polveroni. Dite la vostra ... segue
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Ritratto del curatore da giovane |
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Appuntamento con Luca Lo Pinto, curatore trentunenne e caporedattore di ‘NERO’, magazine dedicato all’arte e dintorni distribuito sia in Europa che negli Stati Uniti di Manuela Valentini ... segue
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La Lavagna |
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di Raffaele Gavarro In margine alla "Grande Bellezza", la nostra cultura, la Biennale di Venezia e il Padiglione Italia ... segue
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Reading room |
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L’opera contro di Ivan Fassio Tra gli anni Sessanta e Settanta, gli artisti mettono in atto la contestazione dei sistemi produttivi e comunicativi. E Mario Diacono ne traccia la strategia ... segue
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Scacco alla crisi |
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Da Firenze arriva un collettivo mobile, che usa sazi messi a disposizione dai cittadini. Questo e altro è Trial Version di Elisa Decet ... segue
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Vogue sì, ma senza scatti per la moda È ancora una volta la Galleria Sozzani ad occupare la scena della settimana milanese con la mostra “A glimpse at Photo Vogue”, parte del progetto fotografico Photo Vogue. di Caterina Failla ... segue
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forum attivi ARTE E POLITICA Identità nascoste.
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       ..... Identità nascoste.
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Ogni artista emarginato da questo sistema privato, transnazionale e globale è portatore sano di storie, non deve staccarsi da queste, sarebbe come estirpare un proprio organo. Bisogna integrare in sé la totalità della storia umana collettiva e nel contempo essere coscienti delle proprie appartenenze. Oggi il sistema propina l'artista ignorante, ibrido ed individualista, ma sapete di quanti elettroni è fatto il nostro corpo? Sapete che i nostri elettroni hanno una loro storia come l'avevano prima di fare parte di noi? I nostri elettroni sono portatori naturali di un sapere collettivo e condiviso, sono stati di uomini, donne, animali e vegetali nonché minerali. I nostri elettroni sono portatori di memoria, hanno anche assistito alla nascita dell'universo, i nostri corpi conservano la memoria del mondo intero, noi siamo la risultante di miliardi d'elettroni, memorie passate, paure ancestrali... Voi a cercare l'immortalità attraverso la vostra propria opera inconsapevoli del fatto che siamo già immortali attraverso i nostri elettroni che registrano informazioni, non esiste arte non collettiva e/o ambientale, tutti noi partiamo dallo stesso registro d'informazioni, ci piacerebbe possedere una identità artistica ed umana individuale, in realtà siamo tutti delle risultanti cosmiche.
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       ...... Identità nascoste.
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Stato, Regioni, Comuni e Provincie quanto sono al servizio dei cittadini/artisti in cerca di spazi? Un artista non al servizio delle gallerie private e transnazionali come può condividere segni con la sua comunità? Lo stato per quanto riguarda la gestione dell'arte diventa così quasi un'associazione a delinquere. L'arte degli universi artistici sommersi e locali potrebbe fare partire una meravigliosa resistenza creativa. Infiniti sono gli aspetti di violenza nell'attuale sistema dell'arte, infiniti sono gli stampi del dominio. L'arte racchiude universi globali tra discipline, attiviamola per capire quanto il virus dell'artista emarginato e sommerso con un lavoro inutile dipenda dal dominio, gli artisti all'interno del circuito perché non s'attivano per questa verifica? A questo sistema dell'arte non deve essere contrapposto un altro dominante, bisogna disinnescare e svuotare dal suo paralizzante velente il dominio sull'arte, la sua meccanica deve essere riformulata nella sua essenza biologica. Corpi d'artisti contratti e reclusi non possono crescere robusti senza respirare e comunicare. Non trovate paradossale che il lavoro d'artista stesso in circuiti privati diventa un ostacolo alla propria creatività? Paradossale anche che gli artisti siano emarginati spesso e volentieri dagli artisti stessi.
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       ....... Identità nascoste.
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Questo sistema trasmette informazioni senza comunicarle, quanti sono gli artisti che effettivamente lottano per fermare questa contraffazione ed alluvione di dati? Io conto sulla forza operosa dei piccoli gruppi locali, ognuno d'essi è un incremento di valore. Creare dal basso ed in ogni luogo centri alternativi per l'autoeducazione artistica delle comunità. Confrontiamoci e sfidiamo la produzione del sapere ibrido ed ambiguo e gareggiamo criticamente con quell'artista ibrido ed ambiguo che giace fertile nelle Accademie e nel mercato transnazionale globale senza pensare neanche al fondo oscuro dei problemi dell'attuale sistema dell'arte. Quanti di noi oggi confondono il comunicare con il trasmettere? Il sistema dell'arte ci trasmette informazioni che ci rendono recettori passivi, non si preoccupa d'ascoltare il ricevente, la comunicazione è invece per sua genesi aperta e feconda. Sottoponiamoci nello spazio e nel tempo a continue revisioni alla luce del mutare delle circostanze e dell'ampliarsi delle conoscenze.
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       ........Re: Identità nascoste.
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Il presente comunicato è un invito a tutte le Associazioni per la loro adesione all'iniziativa.
Artisti contro le guerre Noi artisti non siamo in guerra !
Noi artisti e artiste non siamo in guerra né nei territori dei conflitti armati coloniali nel sud del mondo; né siamo in guerra nei territori metropolitani dove si celebrano i conflitti contro i diversi umani nel nord del mondo. Non vogliamo neppure essere trascinati nelle logiche della propagazione del terrore, locale o globale che esso sia.
Noi artisti e artiste con le nostre espressioni, corpi, colori, suoni, azioni, con la nostra immaginazione e con la nostra creatività costruiamo relazioni, situazioni, dialoghi, chiavi di comprensione del presente e del futuro, ponti non meno reali di quelli di ferro e cemento.
L'impero del mercato avendo come unico fine l'appropriazione unilaterale delle risorse planetarie, immemore dell'essenzialità dell'umana natura e dell'ambiente ad essa necessario in luogo di possibili relazioni culturali e politiche tra le moltitudini e dei rapporti equi dello scambio e della cooperazione tra i popoli, continua a seminare morte e distruzione nel mondo.
Noi artisti e artiste riconosciamo collettivamente i processi di autonomia espressiva ovunque essi si manifestino. Così come noi resistiamo ai processi di omologazione delle coscienze, così riconosciamo che altrove si resista alle occupazioni e alle sopraffazioni con eguale dignità e convinzione.
Noi e artisti e artiste non possiamo tacere di fronte al dolore del mondo e promuoviamo soluzioni pacifiche contro la cultura della morte, della distruzione, della sopraffazione e dello sfruttamento.
Per queste ragioni condanniamo la guerra, la tortura, la negazione dei diritti, la mercificazione dell'essere umano e dell'ambiente: fra le popolazioni civili, nelle prigioni di guerra, nei tribunali dell'occupazione, nei centri di detenzione amministrativa (centri di permanenza temporanea per migranti), condanniamo altresì la precarizzazione dei lavoratori, la totale subordinazione dei corpi e delle esigenze primarie alle leggi del libero mercato
Chiediamo il cessate il fuoco
Chiediamo la liberazione di tutti gli ostaggi e delle popolazioni oppresse in Iraq, in Afghanistan, in Palestina, nel Kurdistan turco, in Cecenia e in tutti i conflitti dimenticati dei cinque continenti.
Chiediamo come cittadini del mondo, agli organismi internazionali la creazione di una commissione per vigilare e tutelare il rispetto dei diritti di tutti i prigionieri di guerra.
Chiediamo la chiusura dei centri di permanenza temporanea, vere prigioni amministrative, dove sono rinchiusi uomini e donne che hanno l'unica colpa di essere clandestini.
Chiediamo in sede costituente europea, una Europa dei Diritti, della libera Cittadinanza e della Pace.
Chiediamo il ritiro di tutte le truppe di occupazione.
Noi
Artisti per la Pace
invitiamo tutti gli artisti e le artiste ad attivarsi contro la guerra e contro ogni altro conflitto
e per la realizzazione di una grande manifestazione autoconvocata in Italia e nel mondo nella giornata del 23 ottobre 2004
La Rete degli Artisti e delle Artiste contro le guerre
COME CONTATTARE GLI ORGANIZZATORI
TRIESTE: Edvino Ugolini edvinoug@tin.it
BOLOGNA: Stella Cappellini venuslion@libero.it
ROMA: Loredana Morandi argonews@argonews.it
TORINO: Riccardo Sanfilippo rickysan70@hotmail.com
www.bloggersperlapace.org
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       .........Identità nascoste.
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Parlo d'interazione d'artisti solo per evidenziare problemi aperti e condivisi dagli artisti, non necessariamente per trovare soluzioni. La natura stessa del linguaggio artistico crea attraverso la possibilità di formulare e riformulare linguaggi e codici la via altera come possibile percorso per un sistema dell'arte con una struttura differente e non antinaturale. La speranza è quella di un sistema meno antirazionale e contronatura. Il problema principale dell'arte oggi è ricercare la verità, la verità anche sul prodotto artistico e tra gli artisti. Togliamoci dalla testa l'arte come espressione o comunicazione, ammazziamo l'io dell'artista supremo che deve comunicare ed esprimersi, tutto questo è luogo comune rovina dell'arte, filosofia critica superficiale.
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       ..........Identità nascoste.
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Quanto sarebbe bello introdurre nel nostro alchemico ed individualista sistema dell'arte il concetto di modestia intellettuale, ovvero l'artista che tiene sempre presente quello che non conosce. La scienza insegna quello che non si conosce e non si sa, ci mette di continuo davanti la nullità critica del nostro sapere. L'artista dovrebbe operare ricercando in solituidine ma in rete su delle problematiche sociali condivise, proprio come lo scienziato, semplicemente per scoprire, criticare, costruire e migliorare, indagando le pecche di questo sistema che è il migliore che ci sia mai stato ma che ha comunque bisogno di migliorie. Bisogna aprire e sventrare questo sistema, solo in un sistema aperto esistono artisti liberi. Una struttura dell'arte aperta non esiste senza artisti liberi.
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       ..........Identità nascoste.
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Quanto sarebbe bello introdurre nel nostro alchemico ed individualista sistema dell'arte il concetto di modestia intellettuale, ovvero l'artista che tiene sempre presente quello che non conosce. La scienza insegna quello che non si conosce e non si sa, ci mette di continuo davanti la nullità critica del nostro sapere. L'artista dovrebbe operare ricercando in solituidine ma in rete su delle problematiche sociali condivise, proprio come lo scienziato, semplicemente per scoprire, criticare, costruire e migliorare, indagando le pecche di questo sistema che è il migliore che ci sia mai stato ma che ha comunque bisogno di migliorie. Bisogna aprire e sventrare questo sistema, solo in un sistema aperto esistono artisti liberi. Una struttura dell'arte aperta non esiste senza artisti liberi.
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       ...........Identità nascoste.
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Quanto sarebbe bello introdurre nel nostro alchemico ed individualista sistema dell'arte il concetto di modestia intellettuale, ovvero l'artista che tiene sempre presente quello che non conosce. La scienza insegna quello che non si conosce e non si sa, ci mette di continuo davanti la nullità critica del nostro sapere. L'artista dovrebbe operare ricercando in solituidine ma in rete su delle problematiche sociali condivise, proprio come lo scienziato, semplicemente per scoprire, criticare, costruire e migliorare, indagando le pecche di questo sistema che è il migliore che ci sia mai stato ma che ha comunque bisogno di migliorie. Bisogna aprire e sventrare questo sistema, solo in un sistema aperto esistono artisti liberi. Una struttura dell'arte aperta non esiste senza artisti liberi.
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       ............Re: Identità nascoste.
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evviva le guerre igene del mondo... è la pace la vera follia umana!
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       .............Identità nascoste.
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Guerra igiene del mondo? Altra arte significa semplicemente individui liberi in maniera significativa, autonomi artisti inventori di conoscenze, criticare e dissentire per migliorare un sistema che è il migliore che ci sia mai stato ma comunque ha bisogno di migliorie perché poco funzionale per certe esigenze. Operando in maniera sinergica si offre alla saggezza collettiva il contributo aperto di nuove idee, nuove possibilità e concetti. Oggi molti artisti come lucertole ricampionano la Storia delle avanguardie congelandole ed in maniera mimetica si fondono e si confondono con il sistema, necessitano artisti con un impianto mentale di tipo trasformativo. Chi pensa oggi che l'artista debba solo occuparsi d'arte? L'artista che si occupa solo d'arte è lontano dalla comprensione dell'essenza delle cose, io in passato da studente d'Accademia pensavo questa abiura. Bisogna fondere nel mezzo dell'arte le diverse conoscenze, separare le conoscenze frustra gli sforzi tesi alla creazione di una comprensione autentica delle cose.
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       .............. Identità nascoste.
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Molta dell'arte che ci circonda e ci viene propinata è senz'anima, manca all'artista ibrido e da galleria il senso comunitario e dei valori. L'artista secondo la nostra cultura liberal dovrebbe avere una libertà virtualmente illimitata o sbaglio? Allora perché galleristi e Maestri d'Accademia, critici e curatori vari sono sempre dispendiosi di giudizi assoluti? è errato, loro lo sanno ed operano per fare trionfare nichilismo e relativismo.
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       ............... Identità nascoste.
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Quanto sarebbe bello se gli artisti trovassero la forza di comprendere che non ha senso avallare l'idea che i loro quadri provengono da un mondo diverso da quello in cui vivono, come quel coglione di Dalì ha loro insegnato. I contenuti delle loro opere non possono trascendere gli esseri umani. Descrivere semplicemente uomini, individui, colti nella loro precisa situazione storica. La comprensione dell'arte passa per la padronanza delle poetiche produttive dell'arte ed è unita alla capacità d'adottare diversi atteggiamenti nei confronti di un lavoro prodotto, questo permette di passare con duttilità attraverso i diversi modi di conoscere e/o rappresentare, per questo ad esempio un Francesco Bonami o una Loretta Zaganelli assumono di volta in volta il ruolo dello sperimentatore, del teorico e del critico, per questo penso che l'artista già racchiuda queste diverse figure e la loro frammentazione lede solo gli interessi dell'arte e degli artisti. Questo modo d'intendere l'arte porta gli artisti ad invecchiare senza la disponibilità a comprendere il lavoro delle nuove leve...
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       ................Re: Identità nascoste.
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L’Artista contemporaneo, nella tragica situazione della sua esistenza, prova un profondo senso di angoscia, da cui tenta di sollevarsi, per non essere annullato completamente e diventare oggetto tra gli oggetti, afferma la propria personalità sforzandosi di vivere responsabilmente una esistenza genuina ed autentica, non soggiacendo alle banalità di una vita comune impersonale, consapevole della propria limitatezza, proteso verso la morte nella quale si compirà il suo annientamento totale.
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       ................Re: Identità nascoste.
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Caro SangheCasalese, caro Domenico, caro Mariopesceafore, carocaro. Ieri sera girando sul web mi sono imbattuto nelle tue chilometriche strisce, che per chi entra su exibart tra poco sarà quasi impossibile evitare. Molto bene, parole quasi sempre piene di verità, sei l'unico a napoli che ha qualcosa di serio da dire! Sai chi te lo dice. Ma ti confesso che sono rimasto stupito, quasi preoccupato da alcune tue dissertazioni, ma più come amico che come artista. Sono rimasto preoccupato per i tuoi toni malinconici e deliranti (non meno dalle tue foto e dai tuoi sguardi allucinati da tutto ciò che vedono, a giusta causa). Devo proprio dirti che mi sento perfettamente d’accordo con te in quasi tutto quello che scrivi, la tua propaganda “politica” non può che ricevere consensi da chi, come te, da un decennio mangia polvere e colori. Riempiendo studi di quadri e continuando a “pittare” (come diciamo noi) fuori da ogni compromesso. Ti ricordavo un po più mite ai tempi dell’accademia, meno incazzato, ma fammi capire, dove vuoi arrivare? Ti sei posto questa domanda? Non dimenticare che la colpa non è sempre dei galleristi, in fondo sono solo persone che hanno preso il posto dei vecchi mecenati dell’arte. E’ un lavoro sporco, come sporco era il culo di Lorenzo il Magnifico. Il gallerista di Cattelan si è pure fatto appendere ad una parete della sua galleria, molto fashion, molta fiction. Sai che sto scoprendo che il 90% dei galleristi sono tutti usurai (prestano proprio soldi con interessi, ((da buona capera(((ficcanaso))) napoletana)). Ma a noi che ce ne fotte? Mo ci sta pure Anna fusco che vo fà l’artista…chell’ata che s’è scetata na matina gallerista e da buon costume galleristesco Guadagnistesco…manco ti saluta..mentre qualche anno fa si mangiava tutti insieme sulle scale dell’accademia …Tpossinocecà876 occhi. Un bacio a Napoli. Io credo in fondo che la libertà dell’artista sia sempre stata un’illusione , o per lo meno sia sempre rimasta chiusa nei suoi studi, tra le proprie “tracce”. Chiunque abbia varcato la soglia del proprio studio ha iniziato ad avere problemi, è storia. Secondo me pure gli impressionisti se rumpetter ò cazz (si ruppero le scatole) e se ne tornarono negli studi perché gli uccelli gli cagavano sulle tele. Ma direi non proprio chiunque, perché si può anche avere la fortuna di fare un lavoro sincero che ricalchi le aspettative di qualcuno(perché questo è il processo psicologico attuale), nel momento in cui questo non avviene ci sono solo due strade o rimani fottuto (senza un euro, e continui a lavorare((come noi)) o ti adatti come oggi fanno (è come dici tu) in questa sorta di arrivismo collettivo. Ma quanti animali si sono estinti, potevano protestare nelle giungle, tra i pantani forse,con le proprie ideologie e verità tra le zampe? Potevano convincere quelli della catena superiore che la loro esistenza doveva essere tutelata o preservata? No, si deve solo “testimoniare” la propria verità fino alla fine, ognuno con il proprio mezzo(ma non rompere con sta storia che vuoi cambiare il mondo). Sono d’accordo con te, bisogna indossare un aspetto preservativo, non cedere, anche perché ora che non sono più a Napoli (vivo a Milano da un anno) sto vedendo tanti amici cadere dopo 3 anni di mercato perché svuotati dalla loro monotonia nel produrre solo un prodotto di mercato. Non sanno più cosa inventarsi. Ma quanti artisti sono partiti per luoghi dove potevano almeno mangiare? Se la tua fosse una missione io combatterei forse con te al tuo fianco con una bella spada stile “signore degli anelli convertito all’Islam” ‘e tagliassm’ nu poc e capuzzelle. Ma non è questa la strada, non è questo il nostro compito. Se vuoi vendere le tue cose perché non parti? c’è un posto per chiunque oggi. A chi e a quanti hai dichiarato guerra? Con quali armi? Del fatto che stanno rovinando il mondo dell’arte obbiettivamente non ci si può far niente. Tu fai l’artista e sei un artista, non puoi cambiare il sistema dell’arte ma il pensiero collettivo si, solo con le cose che produci, non con le tue parole. Se credi fino in fondo a quello che esce dalle tue mani devi combattere con quelle. Quella è l’unica arma dell’artista. L’opera. A me sembra che tu stia diventando quasi un sindacalista degli artisti sf**ati. Caro, ci accomuna il fatto di avere due vecchi artisti alle spalle che hanno capito tutto di quello che tu dici già 40 anni fa, ma che hanno anche deciso di scagare chiunque e il mondo nel silenzio. Prendiamo esempio da loro (e tu mi capisci), ma combattiamo con quadri che non facciano male solo per le loro schegge dei telai. Abbiamo solo tre colori è vero (e forse tre euro in tasca) ma possiamo dire quello che 21 lettere non potranno mai descrivere. Questo è il nostro presente. Questa è la forza necessaria. Buon lavoro intanto. Continuerò a leggere di te. Ti abbraccio affettuosamente. Quando sarò a Napoli ce’ pigliamm nu cafè. Giovanni ricciardi
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       ................. Identità nascoste.
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Non sono completamente d'accordo con te, è un discorso che non accetto più, non accetto il discorso del pittare come unica arma dell'arte e dell'artista, il tuo discorso lo condivido per degli aspetti, i più melanconici, la tua risposta però, come la risposta della stragrande parte degli artisti dissidenti e poveri di questo sistema transnazionale globale è relativista, senza offesa, come relativista è stata la risposta dei nostri padri a questi grandi problemi sulla scia del tengo famiglia. Quella che tu chiami utopica libertà nel tuo ragionamento sbocca nella delega, nella speranza, nell'utopia del sogno collettivo di scoprirci un giorno eroici Vincent, insomma tutti dundy di massa a rincorrere un incubo/sogno di mercato individuale. Io penso che il nostro male sia proprio legato alla delega, smettiamola una volta e per tutte di pensare all'artista che delega per vivere o sopravivere, smettiamola col separare il pensiero dalla materia il corpo dell'artista dalla sua anima pittorica, recuperiamo i nostri vincoli e non prendiamo le distanze dal nostro lavoro, nel Rinascimento Lorenzo dei Medici e Giulio II Della Rovere hanno fottuto l'artista proprio a partire da questo concetto. L'unico vincolo sia l'autodisciplina, come qualsiasi altro lavoro, perché sublimare il pittore rispetto il salumiere, il barbiere, l'architetto o il fruttaiolo? Dico che l'unico referente per l'artista deve essere l'altro artista, il tuo giudizio critico, puro ed etico dovrebbe essere la molla ed il vincolo per la mia opera, che gli artisti si vincolino a vicenda con il potere della critica, senza vincoli non esiste vita, senza vita non esiste materia, cosa sarebbe di noi se tutti gli elettroni che ci compongono si facessero i fatti loro? Eppure oggi gli artisti fanno proprio così, anche i nostri genitori, si fanno tutti i fatti loro. I vincoli con i propri luoghi, con la propria memoria collettiva rendono possibili le conquiste umane e sociali, il vincolo rende possibile conquiste umane come innovazione e creatività, altro che artista libero a corte rispetto all'artigiano... Il vincolo permette di superare insieme pregiudizi e preconcetti e modi di pensare radicati, come quello del rintanarsi nello studio e parlare solo con le proprie opere, come se corpo ed anima non fossero fuse in un magico equilibrio naturale. Autovincoliamoci ed autocritichiamoci e critichiamo il sistema domante per ampliarlo, smettiamola di delegare e di svenderci al migliore offerente, proponiamo da soli il contenuto della nostra opera, altrimenti certo che rintanati nello studio o al servizio dell'impero transnazionale la libertà artistica dell'artista sarà solo illusione. L'arte è strumento di libertà solo quando il lavoro artistico è socialmente riconosciuto e condiviso da una comunità, pensi che gli Impressionisti si sentissero liberi? Ed allora perché pensi cooperassero? Confrontiamoci con i nostri limiti, questo deve essere la nostra guida e progettiamo insieme una società dove il rapporto con l'arte sia più efficace.
Ti saluto con affetto e stima, ci vediamo a Natale nella nostra Partenope (chiù bella 'e venere) pé cì piglià nù café brother...
***** MODIFICATO DA SangheCasalese il 02/10/2004 16.29.53 *****
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