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Ecco i commenti dei lettori alle notizie, ai video ed ai blog di Exibart. Tutti possono inserire commenti e riflessioni in calce alle notizie del giornale. Si possono creare dibattiti, si può dire la propria opinione in accordo o in disaccordo con il giornalista che ha firmato l'articolo o con gli altri commentatori. Naturalmente tutti i commenti verranno vagliati dalla redazione che deciderà autonomamente e inappellabilmente se pubblicare o meno.

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46290 commenti trovati  -  pagina 10 di 1852
18/02/2017
pino boresta, Roma
Home Page: http://www.pinoboresta.com
Ultimo non saluto Ieri caro Kounellis sarei voluto venire a trovarti per quel nostro ultimo non saluto, questa volta più che giustificabile da parte tua e non più giustificabile in nessun modo da parte mia, ma avrei così intorbidito quei miei preziosi ricordi di quando lo sguardo nostro s'incontrava. È questo il ricordo che voglio tenere più vivo nella mia mente in ossequio al tuo valore e nel rispetto della tua grandezza, ma anche perché quel ricordo così vigente nella mia memoria mi aiuterà a trovare la forza (rubandotene un po' dalla tanta che tu avevi) giusta di cui necessito più che mai oggi, e che tu tante volte sei riuscito a trovare nel corso della tua vita. Ciao Jan http://tuttomostre.blogspot.it/2017/02/ultimo-non-saluto.html
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18/02/2017
cristina cobianchi, Roma
Se sei un artista non muori. Cessa di esistere il tuo corpo, quel qualcosa che comunque, da tempo ormai non rispondeva più all'idea che avevi di te. Ma il tuo pensiero radicato nella tua arte, le tue idee che rappresenti attraverso le tue opere, quello che hai tentato di esprimere o sei riuscito a trasmettere , anche solo a quel qualcuno che ti ha capito, a quelli che ti hanno seguito, a quelli che avrebbero voluto ma non hanno potuto essere con te, le tue proteste, le tue rivoluzioni, le tue azioni, le tue visioni, la tua pratica energica o poetica, oppure entrambe le cose, la qualità del tuo lavoro, se è grande, vivono per sempre, che vuol dire all'infinito. O perlomeno finché la tua arte avrà la forza di esprimere qualcosa di immenso, visionario, nuovo e potente, fino a quando riuscirà a sovvertire il passato per predire le linee del futuro. Fino a quando non riusciranno a raddrizzare le immagini che avrai rovesciato, fino al giorno che quello che dicevi, tra lo stupore o peggio i sogghigni, degli altri, non diventerà pensiero comune, ma anche allora si ricorderanno chi per primo l'aveva indicato. L'arte non muore mai, per questo richiede tanto a chi la pratica, perché poi, solo se sei grande e la sai fare veramente, lei ti ricambia donandoti la vera e forse l'unica immortalità. Per questo sarai sempre vivo in tutto il mondo Jannis Kounellis, perche tu eri tra questi straordinari visionari, oltre ad essere profondamente umano. Per ora l'ultimo grandissimo universale artista di questa città, che hai molto amato e alla quale hai dato tantissimo. (Cristina Cobianchi)
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17/02/2017
luigi, milano
Ricordo la frase provocatoria di Andy Warhol "la cosa più bella che c'è a Firenze è McDonald", detta quando in realtà a Firenze non c'era ancora. Io trovo un po' stucchevole e provinciale questa opposizione a Starbucks e al food franchising. Se ben guardiamo, a Milano (e in tante alter città italiane) ci sono già centinaia di caffé ispirati al modello Starbucks, nei quali i consumatori - soprattutto giovani - si siedono con il loro Mac, PC o tablet approffittando del WiFi gratuito e del fatto che non vengono fatti sloggiare appena finita la consumazione. E anche i diversi tipi di bevande al caffé sono diventati popolari da noi, così come i dolcetti che li accompagnano. Per non dire di quanti di noi italiani, all'estero, sono entrati in uno Starbucks, e quanti dei turisti che vengono a Milano lo cercano. Il piccolo mondo antico in cui si compravano i vestiti dalla modista, esistevano le drogherie e le cartolerie, i ciabattini e i pizzicagnoli, non c'è più. Tutto il mondo si assomiglia un po' di più; forse è un bene, forse è un male, ma essere passatisti serve a poco.
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17/02/2017
francesca pasini
Ho in mente tante sue opere straordinarie, ma in questo momento penso all’installazione di Chagny, alla fine degli anni 80, da Pietro Sparta. Gianni mi aveva detto che sarebbe stata una sorpresa, così non gli avevo chiesto nulla. Quando sono arrivata, nel cortile ho sentito uno strano profumo, man mano che salivo la scala che portava alla galleria mi sono resa conto che l’aroma proveniva da quelle stanze. Varcata la soglia, ho visto centinaia di bicchieri pieni di Marc de Champagne che reggevano delle figure di ferro, un po’ ritratti di persone, un po’ forme fluide naturali. In ogni stanza i bicchieri di Marc de Champagne interagivano con un grande repertorio di figure. Una composizione che coinvolgeva tutto, il luogo, la vista, la prospettiva, l’olfatto. Uno spettacolo inebriante, che voglio ricordare per fare un brindisi a questo “pittore italiano”, come lui si definiva, e alle sue straordinarie visioni che fanno parte della storia di tutti, in tutto il mondo.
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17/02/2017
lella antinozzi, roma
Home Page: http://una soluzione ci sarebbe
Sono d'accordo, l'invasione di Starbucks a Milano e nel resto del ns paese non è benvenuta. Una soluzione ci sarebbe: non ci si va, se non lavorano sono costretti a chiudere, come il Mc Donald di Lecce che fu costretto a chiudere perché i giovani del luogo lo snobbavano.
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16/02/2017
Alessandro paterni
Un posto meraviglioso
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16/02/2017
doattime, cuneo
Home Page: https://doattime.blogspot.it/
e' il mercato bellezza ... se non piace non si va, se fa comodo ci si adatta, criticarlo poi non serve
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15/02/2017
daniela
Assegnare la responsabilità di una figura barbina dell'arte italiana alla curatrice della mostra internazionale della biennale è, a mio avviso, riduttivo non del tutto rispondente ai fatti e trovare un alibi. la lettura che facciamo degli artisti scelti ovviamente è quella dal punto di vista italiano: solo 5 artisti. ma in una esposizione internazionale che vuole mostrare l'arte del mondo, forse sono anche tanti. quindi perché non segnalare la presenza ben 18 artisti americani? o perché solo uno del vietnam? e quello del libano rappresenta appieno il libano? il curatore ovviamente fa la sua scelta discutibile e criticabile ma effettua attua una scelta. se la rosa offerta è ristretta forse non potrebbe essere più opportuno ribaltare la visione e domandarsi: come mai la sua scelta è caduta su quegli artisti? cosa è accaduto? forse non ci rappresentano a noi che viviamo l'arte italiana tutti i giorni, ma fuori? Forse si dovrebbe fare una seria analisi di come gli addetti tutti compiono il proprio lavoro (troppo spesso secondo dettami amicali che di sostanza) no?
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14/02/2017
Luca Rossi
Home Page: http://www.lucarossilab.it
Condivido questo articolo e non a caso avevo proposto in modo provocatorio di creare un Padiglione Italia che fosse una sorta di talent show intelligente. Un primo mese creare una grande installazione dove dialogare con gli artisti e con il pubblico e nella parte restante del tempo selezionare un solo artista che fosse emerso da questo dialogo tra artisti pubblico e giuria. Ecco la petizione che avevo lanciato: https://www.change.org/p/cecilia-alemani-padiglione-italia-2017-presso-la-biennale-di-venezia-2017?recruiter=477519206&utm_source=petitions_show_components_action_panel_wrapper&utm_medium=copylink
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13/02/2017
Albano Morandi, Brescia/Italia
Albano Morandi Brescia/Italia albano.morandi@alice.it è veramente una grave perdita per la cultura, Alberto Boatto è stato, oltre che un granmde Saggista/scrittore, un insegnante impareggiabile, all'Accademia di Belle Arti di Roma e Sabato un gruppo di suoi affezionatissimi allievi lo ha accompagnato in questo viaggio finale.
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13/02/2017
Giorgio de Polo, Firenze
Il solito errore: "la doppia cittadinanza (in riferimento ai cittadini franco-ebrei)". Non esiste un passaporto ebraico, esiste un passaporto israeliano. Sarà un dettaglio, ma non tutti i cattolici vorrebbero vivere nella Città del Vaticano
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08/02/2017
Mario Di Giulio, ITALIA
Home Page: http://07375560
vorrei capire perche artisti come me non vengono invitati.....ho chiesto più volte , visitate il mio lavoro......
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07/02/2017
Francesco Visalli
Veramente una bellissima iniziativa. Ma forse era anche il caso di citare un altro aspetto. Non è casuale, ad esempio, che per dare vita al centenario, sia stato scelto un edificio simbolo della città, non solo perché sede istituzionale, ma soprattutto perché progettato da uno dei più grandi architetti ancora in vita, Richard Meier. La cui architettura, da sempre, è perfettamente in linea con la filosofia del movimento De Stijl. (Per la ricerca che porto avanti da tempo, non è un mistero che adoro entrambi, Mondriaan e Meier)
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07/02/2017
marco
21. CIACCIOFERA, Michele Nato nel 1969 In Italia, vive e lavora a Parigi e sto squallido?
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06/02/2017
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
Come sempre dispiace vedere che non ci sono molti italiani fra le nuove presenze, se ho visto bene c'è Arancio, Lai e Griffa, per il resto moltissimi abitano a Berlino, vorrà dire qualcosa?
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02/02/2017
Fabrizio Casetti
Da come lo vedo io il mercato dell'arte, che rientra tra quelli del lusso, è stimolato dallo spirito di ricerca e scoperta e dall'acquisto emotivo che, messi assieme, richiedono la presenza fisica dell'oggetto desiderato in modo da poter provare direttamente l'emozione della conquista e dell'acquisizione. Per questo su internet si studia il soggetto, ma poi, in galleria o in fiera, si va alla ricerca e, se si trova, lo si acquista/conquista.
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01/02/2017
EnzoR48
Articolo ineccepibile. Una sola osservazione a latere: c'è la neve e sotto un bel po' di gente per ragioni da chiarire. C'è parecchia gente impegnata: una parte pericolosamente esposta nel tentativo di salvare qualcuno, altra che produce vignette. Due modi per guadagnarsi da vivere: c'est la vie.
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31/01/2017
igor
Arte Fiera:Evento artistico o mondano? ArteFiera a Bologna: fiera dell` arte o evento mondano? I dubbi mi sono venuti quando lo scorso anno sul sito ufficiale fu celebrata, con un articolo in grande evidenza, la "prestigiosa" partecipazione di Lapo Elkan a cui io avrei persino precluso l’ ingresso, chi ha visitato l’ odierna edizione riferisce che era frequente incontrare “illustri” ,i cosiddetti VIP, personaggi quali noti imprenditori, calciatori , allenatori , attori, politici etc... quasi tutti accomunati da un ricco portafoglio inversamente proporzionale alla loro sensibilità artistica e competenza, non sorprendono quindi le scelte operate dai galleristi, in una logica utilitaristica dettata da criteri rigorosamente dettati dal profitto non si può dare loro torto. Perchè spendere soldi per produrre cioccolata da offrire a clienti privi del senso del gusto, quando si può propinare loro il noto surrogato marrone con simile consistenza? In un approccio che appare snaturato , le loro scelte sembrano caratterizzarsi da logiche rigorosamente imprenditoriali. E’ vero che la qualità di un opera non si misura proporzionalmente al tempo impiegato per eseguirla, ma quando riscontro che la quasi totalità delle "opere" esposte alla fiera hanno evidentemente richiesto un tempo di esecuzione inferiore alle 2 ore, mi chiedo quale ne sia la ragione, e trovo una sola spiegazione: trattano l` arte e gli artisti alla stregua di un qualsiasi prodotto commerciale prediligendo la quantità rispetto alla qualità. Mi chiedo se De Chirico o Dalì che in tutta la loro vita hanno realizzato un numero di quadri inferiore a quello che tanti di questi pseudoartisti realizzano in alcuni mesi, avrebbero trovato spazio nell’ ambito di queste fiere. Questi “artisti” , reclamizzati, e uso questo termine nella sua accezione più dispregiativa e commerciale, da imprenditori nelle vesti di galleristi e da parte di critici prezzolati, sono spesso mediocri o talvolta, quando dotati di talento, sono condizionati dalle tempistiche loro richieste, l’ arte informale, astratta, minimalista e concettuale offrono il fianco a questo approccio speculativo, ma non le stigmatizzerei in quanto tali, piuttosto le obbligherei ad una ricerca artistica seria, che pur potendo trovare espressione in molteplici tecniche e stili, non può prescindere dal talento, dalle idee, dall’ inventiva, dalla personalità, dal buongusto, dalla tecnica e dalla passione e tensione artistica, che hanno caratterizzato tutte le vere opere d’ arte realizzate nel corso dei secoli. Quando condizionati dalla propria mediocrità o dai tempi stringenti imposti, realizziamo un’ opera il cui pregio sembra limitarsi alla firma apposta, e la realizziamo affinché avidi galleristi e critici prezzolati confezionino la loro cornice dorata ed allettino ignoranti acquirenti, rechiamo una onta, offesa e vilipendio al sacro fuoco dell’ arte che ha animato nei secoli artisti, committenti, collezionisti, critici ed estimatori. Lo stesso termine impiegato “fiera” nella sua etimologia e nel suo uso comune non si addice ad un evento artistico, ma si connota per la sua natura prettamente e meramente commerciale a cui purtroppo questi baracconi sembrano essersi ridotti.
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26/01/2017
Massimo Ravecca,
Come lo specchio magico della matrigna di Biancaneve ci indica il più bello del reame, così il volto della Gioconda ci rimanda a quello di Leonardo da Vinci. Il volto femminile del dipinto conservato al Louvre è sovrapponibile all’Autoritratto di Leonardo conservato a Torino. Ma ancora più inconsciamente per il professore Mario Alinei, richiama l’immagine del lutto, tramite la rappresentazione di una giovane donna morta con gli occhi aperti come se fosse viva, nascosta dalla bellezza ancora presente della persona raffigurata. Per ultimo, un rimando subliminale al volto sindonico, come apparve nel negativo fotografato nel 1898 per la prima volta. Anch’esso somigliante con quello dell’Autoritratto di Leonardo da Vinci conservato a Torino. Dove la Sindone di Torino è l’Autoritratto o il ritratto di un Uomo vivo ritratto come morto. Questa sarebbero le ragioni profonde del fascino del dipinto e dell’iconoclastia a cui è stato sottoposto nello scorso secolo. L’immagine della Gioconda è diventata un’icona, quasi un volto archetipo. Ma di volto archetipo ne esiste solo Uno. Cfr. ebook/kindle. La Gioconda: uno specchio magico.
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25/01/2017
doattime, cuneo
Home Page: http://doattime.blogspot.it/
E a breve anche Haus Mödrath vicino a Colonia, via è un momento propositivo per questo paese che non ha sprecato i momenti floridi degli anni 90/00 mentre altri ora si trovano con le braghe di tela bucate ...
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22/01/2017
Matteo Acitelli, Roma
Home Page: http://www.matteoacitelli.com/emptyscuderie-blogger-instagramers-alla-scoperta-del-museo-universale-al-quirinale/
Evento fantastico, ci vediamo al prossimo #empty! :)
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19/01/2017
Diego, Milano - Italia
Non credo ci sia da esultare per la notizia. Nasce un'altra bimba che avrà una nonna come genitrice. "Pensiamo l'impensabile" si applica a mio avviso a un gesto di egoismo della donna all'inizio dell'autunno della sua vita.
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19/01/2017
mauro branchetti, Reggio nell'Emilia
Nessuna scusa per l'omicidio preterintenzionale. Comprensione però per persone ( e mi riferisco agli agenti delle forze dell'ordine ) che quotidianamente lottano per garantirci una serena convivenza, ad onta di leggi che sembrano tutelare più i "cattivi" dei "buoni". Forse leggi più chiare (e meno interpretabili) consentirebbero una maggiore serenità nelle loro azioni e mitigherebbero il senso di frustrazione di chi tanto fatica per assicurare alla giustizia delinquenti che nemmeno mezz'ora dopo l'arresto escono liberi e beffeggianti.
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18/01/2017
Caterina , Torino Italia
Non si tratta di "estetica", come sostiene il critico, si tratta proprio di "etica", in nome dei milioni di vittime del criminale. A Hitler va la damnatio memoriae perpetua
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17/01/2017
matteo bergamini
Caro Luca, un articolo segue un taglio, in questo caso senza la pretesa di coprire un'intera città. Se ci fa sapere che abbiamo omesso di così imprescindibile ne terremo conto per il futuro. grazie!
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