Dal 4 marzo 2000 al 25 giugno 2000 Monet, il maestro della luce Roma: Vittoriano – Museo del Risorgimento
Ed evento è l’esposizione allestita nella sala del Vittoriano di Roma dedicata alle grandi mostre – Chagall e Renoir le ultime due – d’arte moderna: Monet. Ed è subito coda fuori dal museo, scene di follia per leggere i compendi bibliografici in prima fila, attese estenuanti per visionare i filmati da una distanza almeno inferiore al kilometro. Alcuni impressionisti sono rappresentati al Museo del Corso che già da alcuni mesi accoglie i capolavori del Puskin di Mosca, moltissimi quadri, provenienti dall’Ermitage, sono alle Scuderie Papali per quella che è la mostra dell’anno ed ora questa grande monografica celebra l’artista che diede il nome al movimento pittorico creato da Manet in cui si riconobbero Sisley, Renoir, Degas, Cezanne, Pissarro ed altri geni affini oltre, ovviamente, al nostro Monet. “Il maestro della luce” recita il sottotitolo della mostra, ed è la luce, o meglio l’illuminazione, una delle caratteristiche che rendono “evento” questa mostra. Un nuova tecnologia, già vista in altre mostre quest’anno e che sta prendendo sempre più piede, consente di illuminare unicamente le tele che così sembrano sospese nel vuoto in un ambiente pressoché buio. Si tratta perloppiù di opere inedite, mai viste, appartenenti a nobili famiglie e facoltosi collezionisti. E non c’è solo la luce in queste tele, la luce è sopra tutto, ma la luce non può certo illuminare se stessa ed allora ecco i temi, i soggetti del maestro francese. Quasi un parallelo con i quattro elementi: c’è l’aria – gli impressionisti inventarono la pittura en-plain-air – ed all’aria è legata l’ariosità, l’onnicomprensività che fa di un quadro un capolavoro; c’è l’acqua, dal mare di Bordighera a quello della Manica passando per la Senna e per il Tamigi dove si rispecchiano due soggetti ricorrenti in Monet, il ponte di Waterloo ed il Parlamento entrambi a Londra; c’è la terra, forse quella che mette più in crisi l’artista insieme alla luce, ha paura di non riuscire a cogliere i cambiamenti continui della terra intesa come natura. Ed è allora la natura l’ultimo, importantissimo elemento di questa nostra quadripartizione. Da quando fugge da Parigi è la natura la regina delle sue opere, non si deve far tanta fatica ad immaginare le ninfee, sue modelle preferite negli ultimi 26 anni della vita. Dopo terra, aria ed acqua ci si aspetterebbe il fuoco, noi qui abbiamo sostituito con la natura, senza la pretesa di creare una nuova filosofia ma con la modesta volontà di raccontare un’esposizione che crea il silenzio. Nel senso più buono dell’espressione. Nell’unica sala, cinquanta capolavori, un centinaio di persone per volta, in silenzio, contemplazione, ammirazione. Un’atmosfera indicibile che viene interrotta da una delle guide che, senza colpa (ci mancherebbe) ed anche sottovoce, prova ad accennare: “…a questo punto non so se è il caso che io intervenga?!?…”. In effetti non era il caso ma va benissimo anche così: dopo trenta secondi si ricrea il silenzio. “Monet, il maestro della luce”. Roma, Via di San Pietro in Carcere – Vittoriano – Museo del Risorgimento. Ore 9.30/19.30, il sabato e la domenica fino alle 20.30. £ 15.000/12.000/10.000. Fino al 25 giugno. Info: 06/6780664. Internet: http://www.comune.roma.it/cultura/italiano/attivita/2000/mostre/monet/index.htm . Catalogo Skira, in mostra. Accesso disabili: SI, Servizi igienici: SI, Audioguide: NO, Lingue straniere: INGLESE, FRANCESE, Bookshop: NO, Bar/ristorazione: NO, Tempo di visita: 75min Massimiliano Tonelli [exibart]