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Biennale 2011, Happy Nations!

   
 Alla 54esima Biennale di Venezia, sei nuove nazioni hanno dato un valore aggiunto alla manifestazione d'arte più importante e innovativa al mondo. Andorra, Regno dell'Arabia Saudita, Repubblica popolare del Bangladesh, Haiti, India e Iraq. Felici loro e felice l'arte di acquisire altri grandi artisti. Alcune ritornano dopo decenni di buio, altre presenti per la prima volta hanno l'onore di entrare nell'olimpo del contemporaneo... enrico migliaccio 
 
pubblicato
Il nuovo, soprattutto nell'arte contemporanea é l'ambrosia della cultura. La linfa che fa vivere la Biennale e che ridà forza all'arte. ILLUMInazioni, il titolo scelto per la kermesse da Bice Curiger, ha un forte potere simbolico. Una Biennale che si richiama alla luce; mettendo in evidenza la seconda parte "nazioni" é ovvio il messaggio di ridare importanza al significato semantico della parola stessa. Il ruolo delle nazioni, per molti, é anacronistico e superato. Ed é proprio per questo che Bice Curiger ha puntato sulle nazioni per rimettere in discussione la loro identità, e restituire il potere culturale che la globalizzazione ha tolto. Il piccolo principato di Andorra nella sua prima partecipazione ufficiale esplode alla Biennale con Helena Guárdia Ribò e Francisco Sánchez. Il tutto é abilmente confezionato dai curatori Paolo De Grandis e Joseph H. Ubanch Bernada.
Helena con La Ciutat Flotant ribattezza le immagini di una nuova identità. Con artigianale precisione fotografica, manipola il normale accadere degli eventi regalandogli un nuovo significato nascosto. La visone originale é seppellita dal vero valore dei soggetti fotografati. Helena Guárdia Ribò ha l'innata capacità di risucchiare ciò che si nasconde lontano dalla vista e mostrarlo con semplicità. Un dipinto trittico che diventa impianto é L'Efimer i L'Etern di Francisco Sánchez. La fisica quantistica del movimento impercettibile dell'energia universale diventa tangibile. Palpabile. Si sente con gli occhi. Esempio massimo di come l'arte possa abbracciare la scienza e dare vita ad un connubio superiore. Le due sorelle, la scrittrice Raja e l'artista Shadia Alem sono le rappresentanti del Regno dell'Arabia Saudita. In collaborazione con i curatori Mona Khazidar e Robin Start hanno realizzato il progetto The Black Arch. Le due estremità "dell'Arco Nero" uniscono le identità delle due sorelle, diverse tra loro ma forti di un unico obbiettivo, l'arte e la comunicazione di evidenziare un legame tra la Mecca e Venezia. Un ponte metaforico di oltre 4 mila km che lega due culture lontane come quella araba ed occidentale. Un forte arco "che si piega ma non si spezza" davanti a tante diversità ideologiche. Il nero, un colore simbolico che insegue da tutta la vita Raja e Shadia. Il telo nero della Ka'ba, le sagome delle donne saudite, la pietra nera e il forte trasporto del ritorno al rituale della circumambulazione.
  Imran Hossain Piplu, The Utopian Museum, Digital images, printed publication and others. Variable 2011
Promotesh Das Pulak, Kabir Ahmed Masum Chisty, Imran Hossain Piplu, Mahbubur Rahman e Tayeba Begum Lipi curati da  Paolo W. Tamburella e Mary Angela Schroth sono i protagonisti del padiglione della Repubblica Popolare del Bangladesh. Parables é il tema che i 5 artisti hanno deciso di interpretare. La scelta delle argomentazioni spazia dall'ambiente alla politica, dall'economia alla religione. Parabola, in matematica é "una particolare figura contenuta nel piano", dove in questo caso il piano é la scelta tematica, la figura, il vero significato che va ricercato. Più spiritualmente tutto si trasmuta in un paragone, l’essenza delle cose piuttosto che i modi in cui esse esistono.
La tragedia del sisma di Haiti, che a gennaio del 2010 costò la vita a 300 mila persone, ha riempito di rabbia e fierezza il padiglione della Repubblica caraibica. Con due progetti e 18 artisti, l'impatto emotivo é tale da commuovere il più forte dei cuori di pietra.  Death and Fertility interpretata Jean Hérard Celeur, André Eugène, Claude Saintilus, sarà allestita all'interno di due container per il trasporto marittimo di oltre 12 metri, disposti perpendicolarmente l'uno all'altro formano una croce a T. La scelta simbolica degli artisti é chiara e diretta. La croce, simbolo massimo del sacrificio, ricorda la morte di migliaia di persone, che non va dimenticata ma ascoltata. I colori prescelti, oltre ad essere comuni e spesso utilizzati, richiamano le tonalità della bandiera di Haiti, blu e rosso.
Gli artisti vogliono richiamare l'attenzione del mondo per urlare le difficoltà economiche del paese, distrutto da un commercio internazionale incontrollato.
La seconda Haiti Kingdom of This World é realizzata dagli altri 15 artisti Sergine André, Elodie Barthelemy, Mario Benjamin, Maksaens Denis, Edouard Duval-Carrié, Frankétienne, Guyodo, Sébastien Jean, Killy, Tessa Mars, Pascale Monnin, Paskö, Barbara Prézeau, Roberto Stephenson, Hervé Télémaque. Con la forza di allontanarsi dalla commiserazione, tutti gli artisti vogliono comunicare la fierezza del popolo caraibico a rinascere dalle proprie ceneri come una mitologica fenice.
Azad Nanakeli Destnuej (Purification), Video 2011 Videostill
Dopo trent'anni il ritorno dell'India era atteso da molti e con non poche aspettative. Tutte assolutamente ripagate con grande stupore. Il titolo della mostra é perfetto, Tutti sono d’accordo: Sta per esplodere…….. La scelta degli artisti é straordinaria, nomi del calibro di Zarina Hashmi, Praneet Soi, Gigi Scaria e The Desire Machine Collective (Sonal Jain e Mriganka Madhukaillya). Il mondo intero, ma gli stessi indiani sono pronti alla grande esplosione economica e culturale dell'India. É già iniziata, ma nulla al confronto di quanto ci attende. Non mancherà un trasporto culturale, che grazie agli scambi economici mondiali darà vita ad una nuova corrente ideologica, nata dalla fusione tra occidente ed oriente. Gli artisti trasmettono una carica emotiva percettibile, fulminea, ustionante. Tutto ciò grazie ad una forte collaborazione artistica mondiale che da molti anni hanno già ufficializzato. L'India ha richiamato in patria alcuni dei più grandi esponenti dell'arte contemporanea e gli ha affidato un grande progetto. Mostrare la forza artistica della nazione.
L'accattivante titolo Acqua Ferita é dell'Iraq. Sei artisti di due generazioni hanno  interpretano il tema dell’acqua. Tre degli anni ‘50, Ali Assaf, Azad Nanakeli, Walid e tre degli anni ‘70, Adel Abidin, Ahmed Alsoudani e Halim, il tutto con il curatore Mary Angela Schroth e la supervisione del patrono onorario l’architetto Zaha Hadid. Due generazioni culturalmente lontane ma ugualmente unite nell'anima della nazione. L'importanza dell'acqua come elemento fondamentale della vita, che lava, che purifica che nutre. Un comune denominatore per tutti gli esseri viventi, senza l'acqua non c'é vita. Senza vita non c'é arte.
Grazie alla Biennale molte nazioni hanno ritrovato la forza di ricominciare, di rimettersi in gioco, la gioia di toccare nuovamente la luce del sole. L'arte ha il grande potere di allontanare gli spettri della politica e dell'economia, perché é comunicazione, confronto, sfida.
L'arte non solo arte. L'arte é ARTE.



a cura di enrico migliaccio



dal 4 giugno al 27 novembre 2011
54. Esposizione Internazionale d'Arte- Biennale di Venezia
ILLUMInazioni
Venezia, Giardini e Arsenale
Orario: 10.00 - 18.00
Chiuso il lunedì (escluso lunedì 6 giugno, 15 agosto, 31 ottobre e lunedì 21 novembre 2011)
Modalità di visita
Il biglietto è valido per un solo ingresso in ciascuna sede espositiva (Giardini e Arsenale)
Biglietti d’ingresso
Intero € 20
Ridotto € 16 (over 65, militari, residenti Comune di Venezia, CTS, ITIC, Coop, IKEA, Coin card, Touring Club, FAI, Venice Card Junior, Venice Card Adult, Rolling Venice Card, Carta Giovani,Cinema Più, Romaeuropa card su presentazione del biglietto del 55. Festival Internazionale di Musica Contemporanea e del biglietto del 41. Festival Internazionale del Teatro)
Studenti / Under 26 € 12 (con tessera o libretto universitario e con carta d’identità)
Family formula € 40 (2 adulti + 2 under 14)
Gruppo adulti € 13 (min. 10 persone, prenotazione obbligatoria)
Gruppo studenti scuole secondarie € 8 (min. 10 persone, prenotazione obbligatoria)
Gruppo studenti università € 10 (min. 10 persone, prenotazione obbligatoria)
Gruppo studenti università convenzionate € 20 (min. 50 persone, prenotazione obbligatoria,
il biglietto/accredito dà diritto a visitare entrambe le sedi espositive per 3 giorni consecutivi)
Permanent pass € 70
Permanent pass studenti Under 26 € 45 (con carta d’identità)
Ingresso gratuito: fino a 6 anni (inclusi), accompagnatori di invalidi, studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado che usufruiscono dei servizi educational
Tel. 041 5218 828  (lunedì > venerdì h 10.00 > 17.00 / sabato h 10.00 > 13.00)
Fax 041 5218 732
promozione@labiennale.org
www.labiennale.org


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indice dei nomi: Adel Abidin, Ahmed Alsoudani, Ali Assaf, André Eugène, Azad Nanakeli, Barbara Prézeau, Bice Curiger, Claude Saintilus, Edouard Duval-Carrié, Elodie Barthelemy, enrico migliaccio, Francisco Sánchez, Gigi Scaria, Helena Guárdia Ribò, Hervé Télémaque, Imran Hossain Piplu, Jean Hérard Celeur, Joseph H. Ubanch Bernada, Kabir Ahmed Masum Chisty, Mahbubur Rahman, Maksaens Denis, Mario Benjamin, Mary Angela Schroth, Mona Khazidar, Paolo De Grandis, Pascale Monnin, Praneet Soi, Promotesh Das Pulak, Roberto Stephenson, Robin Start, Sébastien Jean, Sergine André, Tayeba Begum Lipi, Tessa Mars, The Desire Machine Collective, Zaha Hadid, Zarina Hashmi
 

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