fino al 10.VI.2007 Timer – Intimità Milano, Triennale Bovisa Tutti o quasi i grandi nomi della scena internazionale. Una mostra-kolossal in cui gli artisti guardano all’individuo e all’intimità. Apparentemente indifferenti ai grandi stravolgimenti mondiali…
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pubblicato venerdì 18 maggio 2007 “L’arte contemporanea dopo l’11 settembre”: un tema controverso. I curatori della mostra Timer -Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni- imputano alla situazione di assedio permanente dell’individuo da parte del “rischio globale” il ripiegamento su se stessi degli artisti. Ecco che il tema della prima delle tre mostre-kolossal in programma alla Triennale Bovisa è l’intimità: una ricognizione artistica delle varie forme che assume l’individuo oggi, dei suoi traumi e delle sue trasformazioni. C’è da chiedersi se non sia il tema ad essere mal posto: l’attentato alle Torri Gemelle ha acquisito la sua natura di punto di svolta decisivo anche in virtù della rappresentazione visiva e della comunicazione. E gli artisti sono per natura alternativi a tali dimensioni, dato che il loro discorso ha lo stesso obiettivo della comunicazione: creare e modificare l’immaginario. In ogni caso, Timer costituisce un evento quasi unico in Italia. L’impressione è che uno dei celebri libri antologici, come Cream o Art Now, abbia preso vita davanti agli occhi dello spettatore (con i pro e i contro del caso). Le star dell’arte odierna sono presenti, nella quasi totalità dei casi, con opere di notevole “peso specifico”. Fra i pittori, Glenn Brown, John Currin e Jenny Saville, quest’ultima con uno straordinario trittico che compone una pietas post-AIDS. Evocano come sempre il fantasma della morte Damien Hirst e Marc Quinn. Di Hirst sono presenti quattro Bilotti paintings, austeri e ruvidi “ritratti”. Quinn presenta invece uno dei suoi angeli deformi, oltre a due tele coloratissime che accostano alla natura rigogliosa d ei fiori la caducità della materia vivente. Fra gli altri grandi nomi i fratelli Chapman, con un apocalittico plastico che riproduce l’ineluttabilità della violenza tra gli uomini, Tracey Emin e Anish Kapoor con una scultura ambientale che risucchia lo spettatore. In mostra si trovano quasi tutte le tendenze attuali: la pratica installativa si abbandona all’eccentrico accumulo patafisico (John Bock, Tom Friedman, David Renggli, Ryan Trecartin); la pittura post–Elizabeth Peyton persegue la strada della sensualità e dell’apparente innocenza e leggerezza (gli splendidi Hernan Bas e Karen Klimnik). La fotografia segue il filone della fascinazione per il cinema, in particolare per l’onnipresente David Lynch. In questo campo spiccano le straordinarie, oniriche scene da teatro di posa di Gregory Crewdson. Infine, il video, che trova spazio nei container collocati nel cortile: fra tutti, segnalazione di merito per i Masbedo, che riescono a mettere in immagini la waste land creata da Michel Houellebecq nel romanzo La possibilità di un’isola. Gli spazi della Bovisa, ariosi e leggeri quando ospitavano Hartung, risultano un po’ affollati in questa occasione, eppure l’allestimento riesce a fa interagire le singole opere. Pur nella gran varietà, è possibile tracciare una tendenza comune: l’individuo è sì diviso e tormentato, ma sembra poter andare verso una “ricomposizione”, una rinascita che assume i traumi e li sublima. Anche grazie a un senso intimo e dialettico di spiritualità. La nuova rivoluzione dell’arte contemporanea parte, dunque, dall’intimità: il personale si fa politico in forma indiretta, ma potenzialmente dirompente.
video correlati Guarda il video della mostra su Exibart.tv, con un’intervista a Demetrio Paparoni
stefano castelli mostra visitata il 29 marzo 2007
dal 29 marzo al 10 giugno 2007 Timer. Intimità/Intimacy – L’arte contemporanea dopo l’11 settembre A cura di Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni Triennale Bovisa, Via Lambruschini 31 – Milano – Zona Bovisa Orari: tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte, chiuso il lunedì Prezzi: Intero 8 euro, ridotto 6 euro, gruppi 5 euro Info: 02-724341 - Biglietteria: 02-36577801 info@triennale.it - www.triennalebovisa.it Catalogo Skira editore con testi dei curatori e di Davide Rampello, euro 40. Artisti in mostra: Charles Avery, Hernan Bas, Ross Bleckner, John Bock, Michael Borremans, Louise Bourgeois, Jason Brooks, Don Brown, Glenn Brown, André Butzer, Daniel Canogar, Valerio Carrubba, Loris Cecchini, Jake & Dinos Chapman, Will Cotton, Gregory Crewdson, John Currin, Berline de Bruyckere, Marta Dell’Angelo, Liu Ding, Nathalie Djurberg, Sam Durant, Leandro Erlich, Tracey Emin, Silvie Fleury, Tom Friedman, Regina José Galindo, Francesco Gennari, Douglas Gordon, Mona Hatoun, Thomas Hirshchorn, Damien Hirst, James Hopkins, Zhang Huan, Jorg Immendorff, Michael Joo, Jesper Just, Anish Kapoor, Karen Klimnik, Justine Kurland, Sharon Lockhart, Eva Marisaldi, Masbedo, Jonathan Monk, Vik Muniz, Lucy & Jorge Orta, Tony Oursler, Enoc Pérez, Marta Maria Pèrez Bravo, Richard Phillips, Jack Pierson, Daniele Puppi, Wang Qingsong, Marc Quinn, David Renggli, Bernardì Roig, Mika Rottemberg, Michael Rovner, Jenny Saville, Markus Schinwald, Gregor Schneider, Shahzia Sikander, Andreas Slominski, Kiki Smith, Vibeke Tandberg, Grazia Toderi, Ryan Trecartin, Janaina Tschape, Gavin Turk, Atelier Van Lieshout, Mark Wallinger, Hellen Van Meene, Erwin Wurm, Peter Wutrich, Cang Xin
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Hotel moderno situato nella zona di Bovisa a nord di Milano a 500 metri dalla stazione ferroviaria e a 100 metri dal Politecnico. Le 35 camere con aria condizionata presentano sobrie decorazioni contemporanee e offrono accesso a Internet e TV satellitare con film a pagamento. Ogni mattina gli ospiti possono gustare una colazione a buffet rilassarsi con un drink sulla terrazza panoramica oppure ordinare spuntini con il servizio in camera.
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