pubblicato mercoledì 7 luglio 2004Un nomadismo radicale permea il progetto piacentino. Se verranno mantenute le promesse, il secondo numero -previsto per l’estate- della rivista
ffwd non manterrà nemmeno una riconoscibilità dal punto di vista grafico.
Questa prima uscita si caratterizza sotto diversi aspetti. Da un punto di vista “superficiale”, la presentazione è impeccabile, con le pagine patinate racchiuse nel doveroso cellophane e la copertina sulla quale è incollata una garza impressa con caratteri a stampa da macchina per scrivere. Entrando nel merito della sperimentazione, le pagine contengono soprattutto fotografie, ma anche disegni, collage e still da video. La sequenza è assai curata e solo apparentemente priva di coerenza, interpolata da due triple pagine.
L’aspetto più interessante riguarda l’indagine che il collettivo propone sul rapporto a-lineare fra arti visive e sound art. Sulla rivista è esercitata infatti una deliberata e perturbante omissione del testo, al punto che le immagini restano sostanzialmente prive di autorialità (a meno che non si reperiscano maggior informazioni sul sito o sui credit). Mentre nell’
audio CD guide -purtroppo allegato solo alle prime 100 copie, almeno nella prima edizione- sono presenti 31 tracce. Il consiglio redazionale è quello di intersecare la visione dei lavori a stampa con l’ascolto dei brani, al ritmo di un pezzo ogni doppia o tripla pagina. Insomma, al tempo di ascolto corrisponde il tempo di visione, esercitando una forma di condizionamento dell’uditivo sul retinico che, assai spesso, in questi casi è ribaltato.

Questo tipo di operazione, oltre a essere oltremodo stimolante per comprendere l’interazione sensoriale e il rigore teorico di alcune avanguardie, non manca di proporre un aspetto che potremmo definire palesemente politico. Infatti, sovente la musica tende a fungere da decoro in ambienti dedicati alla visione -pensiamo a certa filodiffusione nei musei- mentre al contempo il vjing diviene mero contorno per le esibizioni alla consolle. In questo senso, il collettivo non limita la sua azione alla rivista, poiché produce video monocanale (l’ultimo è
Cavities – Esercizi di Soggettiva, 2004), live-media act e sperimentazioni vjing, oltre al curatissimo sito web.
La rilevanza dell’intero progetto è testimoniata ulteriormente dai luoghi ove è stato presentato: lo
Hidden Sound Fest di Torino, lo
Spaziolima di Milano, la
Rebecca Container Gallery di Genova e, a Bologna, il
Modo Infoshop e la partnership con
Netmage 04. Un esordio in grande stile per un gruppo
déroutant, caratteristica che si evince sin dalla variabilità di una consonante. Perché, a quanto è dato di capire, il progetto è
.::infernomuto::., il collettivo a cui fa riferimento e che ha prodotto il CD si chiama
.::internomuto::., mentre all’altra entità
.::invernomuto::. non si comprende quale ruolo assegnare. Forse l’unica soluzione è indicare il tutto con la dizione .::inF/T/Vernomuto::., in ordine rigorosamente alfabetico.

In chiusura, ovviamente qualche nome, doverosamente senza specificare se presente su carta e/o CD:
Gabriele Porta,
Massimo Villani,
Peter Sleazy Christopherson,
Black Sun Productions,
Cane CapoVolto,
GlobalGroove e
QuBo Gas.
articoli correlatiNetmage04Cane CapoVolto nella programmazione di e/staticGlobalGroove al Premio Città di Ternimarco enrico giacomelli
ffwd visual magazine #1
I edizione dicembre 2003, pagine, costo, colori, formato, 1000 copie, distribuzione www.risonanza-magnetica.com
Copie 1-100 con audio CD guide allegato, 31 tracks, 18:53:141, produzione .::internomuto::., disponibile ristampa maggio 2004
L’edizione con CD è stata ristampata a maggio 2004
Redazione: .::invernomuto::. / ffwd
P.zza Caduti, 2 – 29014 Castell’Arquato (PC)
Info: tel/fax 0523-806533; ffwd@ffwdmag.org; www.ffwdmag.org pre[ss]view – scritto e diretto da marco enrico giacomelli[exibart]