fino al 5.II.2006 - Santiago Sierra – Una persona - Trento, Galleria Civica  -  attualmente sono in linea 1676 utenti di cui 12 registrati
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fino al 5.II.2006
Santiago Sierra – Una persona
Trento, Galleria Civica

Niente ingiustizie sviscerate attraverso la provocazione. Solo un lungo corridoio bianco da attraversare. Da soli, in un percorso dentro se stessi. Ecco come Sierra a Trento ci ha stupiti…


pubblicato giovedì 20 ottobre 2005
Niente immigrati remunerati per imprese oltre l’accettabilità etica e la sopportazione fisica. Niente performance che risultano un affronto al buon senso. Questa volta, con il progetto speciale pensato per la Galleria Civica di Trento, Santiago Sierra non ha fatto leva sull’effetto immediato, irritante, ottenuto sul pubblico attraverso un meccanismo di esasperazione della discriminazione sociale. Stavolta ha lavorato sull’intimità, spingendosi con misura e maestria fin nei meandri più nascosti dell’animo umano.
Sono infatti le reazioni psicologiche più profonde ad essere stimolate durante la fruizione dell’intervento, che invade l’intero spazio della galleria. Il visitatore è in questo caso anche l’attore, ma un attore ignaro. Chi entra in galleria è travolto all’interno di un percorso senza uscita dentro la propria mente: quello innescato da Sierra è infatti un labirinto interiore più che una costruzione strettamente fisica. L’atmosfera introspettiva è rafforzata dal fatto che l’accesso in galleria è consentito ad un solo visitatore alla volta, ad una persona. L’impatto è inaspettato, la dimensione dello spazio irreale. L’esperienza prende forma nel confronto con sé stessi e con il vuoto assoluto.
Una volta varcata la soglia si è posti di fronte al costante bagliore del bianco delle pareti, al silenzio della solitudine, alla perdita della spazialità creata dal continuo camminare senza meta. Claustrofobici corridoi bianchi si susseguono tutti uguali, minimali come blocchi di cemento.
Santiago Sierra, Una Persona, progetto speciale per la Galleria Civica d
In questo modo viene cancellata la percezione spaziale e temporale che vale per il mondo esterno: sono i nostri passi a misurare il movimento, siamo noi soli al centro di questa realtà viscerale. E non è facile essere da soli, senza difesa, senza certezze, di fronte all’ignoto: non sappiamo cosa ci aspetta e non possiamo controllare le nostre reazioni.
Mercificazione, ingiustizie sociali, disuguaglianze. A Trento Sierra è andato oltre tutto questo per spingersi direttamente fino alla radice di ogni problema. E’ arrivato alla fragilità umana dimostrando –lui spagnolo caliente e provocatorio- tutta la raffinata maturità raggiunta dal suo lavoro.

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Katarzyna Kozyra

milla hauser
mostra visitata l’8 ottobre 2005


Santiago Sierra – Una persona
progetto speciale a cura di Fabio Cavallucci e Carlos Jiménez / 8 ottobre 2005 – 5 febbraio 2006, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Via Belenzani 46
38100 Trento - Consigliata prenotazione per gruppi - T 0461.985511 / info@galleriacivica.it - www.workartonline.net


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120 commenti trovati  

24/01/2006
Fry, Trento / Italia

Un labirinto dotato di un unico (doppio) senso. Un'interpretazione forte e piena di senso della dissoluzione del senso?



24/01/2006
matteo, italia

ci son rimasto male alla fine del percorso, mi aspettavo un altro mondo..potrebbe essere il passaggio perfetto fra il nostro tempo..e un mondo migliore...comunque è purificante. l' essenziale è l essenziale! il non avere punti di riferimento crea una contaminazione dell anima da parte della propria anima.



19/01/2006
Martino Comelli, Novara / Italia
*cough*

19/01/2006
Claudio, genova
molto bello, utile per superare molte paure

19/01/2006
vene
si me viese en condicion de describir esta exposicion, no me molestaria en exteriorizar ningun tipo de mensaje.simplemente puedo decir que me parece curioso la forma en la que el autor ha definido la vida como un sinsentido materiabilizable. no se si me ha gustado o no. pero de lo que si estoy segur es que no olvidare con facilidad esta exposicion.

 


17/01/2006
maddalena natalicchio, trento italia
Se all'andata le pareti mi opprimevano, al ritorno scomparivano man mano che avanzavo...

la parete finale, avessi potuto, l'avrei distrutta a pugni.ma alla fine ho sorriso.


17/01/2006
dario cimorelli, milano italia

il tempo del passo, il bianco che riduce.



15/01/2006
Simone, Trento
Non mi aspettavo una cosa di questo tipo, una delle cose più originali che abbia mai avuto modo di provare, con delle emozioni che sorgono sempre più intense mano a mano che si procede!

15/01/2006
Damiano Avi, trento
Molto alienante! Utilizzabile per riflettere ed estraniarsi.

In ogni caso questa esperienza era molto simile a quando lavoravo al magazzino generale del poli, alienante uguale, solo un po' piu'  faticoso e piu' brutto.

 


15/01/2006
alberto, valli
Fascinoso camminare in un frattale candido...

Però il bianco è il colore del lutto!


14/01/2006
Claudio, Trento
mi sembra di essere un topo che cerca il formaggio

13/01/2006
Salvatore, Trento
Un salvaschermo...!

Molto spiritoso. Bravi!

alla prossima mostra


13/01/2006
janeca dornelas, portogallo
gracias!

13/01/2006
pedro tomé, Portogallo
it was very white, and in the middle i thought about turning back, but then i started to imagine many people in the space, all running, then i started to run, as if i was with them, and i started to sing and feel the sound changing in the space, i started to fall into my head. it was a very pleasant "trip", though i guessed the end, few steps after the beginning.

13/01/2006
teresa paternoster, trento

labirinto bianco



12/01/2006
patty
L'ansia di arrivare a qualcosa

12/01/2006
loris, lamon/italia

..riesce a far nascere nella mente una mancanza, una monotonia visiva  che priva la percezione dei suoi punti di riferimento. persi ma con la cosapevolezza di non esserlo..



12/01/2006
Ennio Gianfilippi, Torbole - Italia
Mai più.... inquietante, ma molto attraente. Il muro finale è sconcertante. Tornerò ancora............. forse!!

12/01/2006
Christine Eloy Betta, Italia
Un viaggio inquietante all'interno di se stesso!!

 


06/01/2006
Tiziana, Novara
Fa riflettere...e provare tante sensazioni...un viaggio nell'interno di noi stessi...Emozionante...

Tiz


06/01/2006
Maurizio, Italia
senza parole. vedere se stessi, il senso della fatica e della solitudine. piangere.

06/01/2006
Paola, San Miniato
Bianco, bianco, essenziale..i tuoi passi..il corridoio e le svolte improvvise e inaspettate e poi il silenzio fino a sentire solamente te stesso e il tuo corpo che cammina..

06/01/2006
Cristina Gallerini, Firenze
Banale quanto una camminata in un non spazio, poi sempre meno banale meno meno meno fino a pensare che quell'opera potesse chiamarsi "Donna che cammina lungo pareti di cartongesso".

06/01/2006
elena, treviso
inizialmente il percorso è angosciante e lento, dopo un pò cominci ad avvertire la voglia di vedere cosa c'è alla fine del percorso che dienta allora più veloce, qualcosa di diverso. Il muro finale pone fine ad ogni immaginazione. Il ritorno è molto più tranquillo.

veramente originale.


06/01/2006
Nadia, Italia

Di sicuro effetto per il visitatore, che è in completa balia del corridoio e del fascio luminoso. Ho avvertito una certa tensione nella discesa, e ho perso completamente il senso dell'orientamento. Il percorso a ritroso è stato sicuramente meno teso, in quanto avevo la percezione di raggiungere l'uscita. Molto bello anche la diffusione dei colori.



04/01/2006
Roberto, Firenze

sottile angoscia, paura, guardare dietro l'angolo. Ma non c'è niente, oppure c'è tutto, c'è un muro. Poi tornare indietro, prima a ritroso con desolazione poi con coraggio fare dietrofront e tornare al punto di partenza che è "fuori", all'aria, da capo.



04/01/2006
Neve, Bergamo
ho portato molte persone a visitare la mostra...tutte si sono molto divertite a incontrare se stesse dentro il lungo corridoio. io non sono più rientrata...ma la tentazione è stata forte...a volte si ha voglia di stare sole e affidarsi a un percorso obbligato, mettendosi in stand by.

03/01/2006
sofia, bolzano
DA LEGGERE 1VOLTA USCITI!!!!!prevedibile!all'andata avevo fretta di arrivare ad una meta ma una volta concluso il percorso(a mio parere paragonato alla vita)tornare indietrosembrava difficile e molto lento.L'arrivare alla fine e trovarsi davanti un muro mi ha comunque spiazzata!!!

03/01/2006
simona fanti, siena - italia
Angosciante, allucinante, terrificante......girare intorno a noi stessi!!

03/01/2006
Guido, Italia
Ciao,

una mostra strana, però sinceramente mi sarei aspettato una conclusione, il fatto di tornare sui propri passi non i è piaciuto tanto.


03/01/2006
goal
francamente sierra ha scassato la menchia!!

davvero...dico sul serio!


31/12/2005
domenico mariani, arosio
direi, particolare..... forse è il caso di avvisare meglio i visitatori,  del genere di installazione..

stop

 


31/12/2005
brigit, feltre e ratisbona
andata per solitudine

31/12/2005
guido
senza parole

31/12/2005
matteo
se di solito le opere di questo genere si limitano all'estetico, qui i dettagli sono poco rifiniti, il soffitto troppo basso, l'ambiente troppo freddo, per generare il sublime - qualcos'altro, una certa violenza e costrizione. Poi, la sorpresa finale

31/12/2005
eva fabbris, venezia
Penso sia un lavoro di svolta nell'opera di Sierra, sicuramente la più lontana dal rapporto col sociale, ma non per questo meno politica. Quello che personalmente trovo forte è la volontà del lavoro di non essere metaforico. E' ospedaliero, però, nella forma e spt nella disattenzione cercata nei confronti dei materiali.

30/12/2005
giulia, italia
forse non l'ho capita perchè mi sono divertita moltissimo!!!

al ritorno mi sembrava d'essermi persa in una corsia d'ospedale.

il ritorno più lungo dell'andata.

mi sono messa a correre per i corridoi.

l'ho percorsa sorridendo e giocando.


30/12/2005
Enrico Rota, Italiana
800 mt solo con me stesso......

che ansia!


30/12/2005
marco
Il percorso ha riportato alla mia mente ricordi scolastici e piu' specificatamente sensazioni provocate dallo studio di  Leopardi . Ha valorizzato l'importanza della solitudine .

29/12/2005
fabrizio, nicaragua
sicuramente fà pensare........

28/12/2005
Andrea, italia
Bianco...bianco...eco dei miei passi...stato di allerta continuo

28/12/2005
Anna, trento italia
pei primi 30 secondi ti aspetti che le pareti subito dopo il primo svincolo cambino colore, successivamente quando ti rendi conto che resteranno bianche per tutto il tragitto ti sembrerà di essere in un film di alieni...fino a che non arrivi alla fine e dici noooooo! sono stata tutto il tempo con il sorriso sulle labbra e appena uscita ho riso! Veramente un'idea innovativa,non poteva esserlo più di così!

28/12/2005
elisa, aldeno
.......l'essenza del bianco... soltanto se stessi nel proprio cammino..

 ma la fine? dov'è la fine!!?  troppo suggestivo!!


28/12/2005
Josef Watschinger
Interessante - a me sembrava una strada senza fine - la strada attraverso la vita, una strada senza fine - la fine, un ritornare al inizio.

28/12/2005
nadia, trento
soli, il rumore dei tuo passi ,...come in montagna tra la nebbia.vicino a...

28/12/2005
francesco, trento
uno spazio,un tempo con se stessi.....da ridere

28/12/2005
Francesco Bressan, Padergnone trento
Aspettative più grandi di quel che è stato,in ogni caso abbastanza sconvolgente e tratti!

27/12/2005
marco pontoni
E quando arrivi in fondo...tendi l'orecchio per percepire, oltre ai tuoi passi, anche qualche ALTRO passo...dietro di te...alle tue spalle...in tutto quel bianco...

27/12/2005
samuel, trento italia
oggi sono stato alla mostra di Trento a percorrere un labirinto.

24/12/2005
Giovanni Brunetto, Bologna
Una sfida all'inconscio e alle proprie paure. Una sottile linea bianca chiamata confine.

 
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