fino al 5.II.2006 Santiago Sierra – Una persona Trento, Galleria Civica Niente ingiustizie sviscerate attraverso la provocazione. Solo un lungo corridoio bianco da attraversare. Da soli, in un percorso dentro se stessi. Ecco come Sierra a Trento ci ha stupiti…
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pubblicato giovedì 20 ottobre 2005Niente immigrati remunerati per imprese oltre l’accettabilità etica e la sopportazione fisica. Niente performance che risultano un affronto al buon senso. Questa volta, con il progetto speciale pensato per la Galleria Civica di Trento, Santiago Sierra non ha fatto leva sull’effetto immediato, irritante, ottenuto sul pubblico attraverso un meccanismo di esasperazione della discriminazione sociale. Stavolta ha lavorato sull’intimità, spingendosi con misura e maestria fin nei meandri più nascosti dell’animo umano. Sono infatti le reazioni psicologiche più profonde ad essere stimolate durante la fruizione dell’intervento, che invade l’intero spazio della galleria. Il visitatore è in questo caso anche l’attore, ma un attore ignaro. Chi entra in galleria è travolto all’interno di un percorso senza uscita dentro la propria mente: quello innescato da Sierra è infatti un labirinto interiore più che una costruzione strettamente fisica. L’atmosfera introspettiva è rafforzata dal fatto che l’accesso in galleria è consentito ad un solo visitatore alla volta, ad una persona. L’impatto è inaspettato, la dimensione dello spazio irreale. L’esperienza prende forma nel confronto con sé stessi e con il vuoto assoluto. Una volta varcata la soglia si è posti di fronte al costante bagliore del bianco delle pareti, al silenzio della solitudine, alla perdita della spazialità creata dal continuo camminare senza meta. Claustrofobici corridoi bianchi si susseguono tutti uguali, minimali come blocchi di cemento. .jpg) In questo modo viene cancellata la percezione spaziale e temporale che vale per il mondo esterno: sono i nostri passi a misurare il movimento, siamo noi soli al centro di questa realtà viscerale. E non è facile essere da soli, senza difesa, senza certezze, di fronte all’ignoto: non sappiamo cosa ci aspetta e non possiamo controllare le nostre reazioni. Mercificazione, ingiustizie sociali, disuguaglianze. A Trento Sierra è andato oltre tutto questo per spingersi direttamente fino alla radice di ogni problema. E’ arrivato alla fragilità umana dimostrando –lui spagnolo caliente e provocatorio- tutta la raffinata maturità raggiunta dal suo lavoro. articoli correlatiLa galleria dell’amoreInteressi zero!Dimensione folliaKatarzyna Kozyramilla hausermostra visitata l’8 ottobre 2005 Santiago Sierra – Una persona progetto speciale a cura di Fabio Cavallucci e Carlos Jiménez / 8 ottobre 2005 – 5 febbraio 2006, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Via Belenzani 46 38100 Trento - Consigliata prenotazione per gruppi - T 0461.985511 / info@galleriacivica.it - www.workartonline.net [exibart]
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