pubblicato lunedì 7 novembre 2005“Se ci sarà un futuro sarà solo in base a quello che le donne sapranno fare”. Parola di Rita Levi Montalcini, che fece questa dichiarazione esattamente un anno fa, in occasione della prima edizione della mostra
Lilith. L’aspetto femminile della creazione presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati. E questo secondo appuntamento ne è la dimostrazione. Le donne
sanno fare.
Altre Lilith è una mostra ricca di nomi noti a livello internazionale (Mariko Mori, Carolina Raquel Antich, Bruna Esposito, Orlan, Vanessa Beecroft). 36 artiste, provenienti da 15 nazioni diverse. Il nome scelto intende dare risalto alla parte più autonoma e inafferrabile della donna (Lilith, partner di Adamo prima di Eva, fu cacciata perché non volle sottomettersi). Questo tema, riletto in campo artistico, può voler dire più cose: che l’espressione artistica femminile è come quella maschile e che dunque esse possono –e devono- dialogare, oppure che questa è l’arte delle donne, inevitabilmente diversa e lontana da quella degli uomini.
“Le artiste riunite in questa esposizione si confrontano con i differenti orizzonti tematici dell’appartenenza e delle origini territoriali, della funzione e del suo ruolo sociale, della modificazione del corpo come sindrome di adattamento o resistenza al reale, con il corpo come ultima merce di scambio economico, con i concetti di etnia”.
Il messaggio della mostra è forte ed evidente, basti pensare al video della bulgara
Mariela Gemisheva in cui bellissime donne sfilano in passerella fino a raggiungere un falò dove danno fuoco ai propri vestiti. Un rogo che, oltre al gesto provocatorio nei confronti del fashion system, diventa purificatore, come in una moderna caccia alle streghe, restituendo alle donne la propria identità. Donne-bambole sono in posa nelle fotografie della londinese
Janieta Eyre, mentre spicca l’immagine provocatoria
Cristo Incinta della turcoromana
Sukran Moral.
Ma
Altre Lilith non è solo questo. C’è l’eccellente capacità esecutiva dell’americana
Heidi McFall con ritratti a carboncino e matita che sembrano vere e proprie fotografie; c’è
Stefania Fabrizi con
Di fiamma vestita, velata citazione caravaggesca della Madonna del serpe, capace di fondere iconografie occidentali e orientali. Alla plasmabilità del materiale è legata la zuccherata tavola da tè di
Ester Viapiano, una visione incartata e incantata, un’immagine onirica che vien voglia di toccare, realizzata con stoffa inamidata e zucchero. Oppure il marmo rosa levigato di
The big bean di
Jessica Rosalinda Carroll, accanto alle forme flessuose e rifrangenti in vetroresina di
Coralla Maiuri (presto la sua prima personale a Roma, da Paolo Bonzano) e alle costruzioni sospese in piume nylon e ferro di
Maria Luisa Tadei.
Uno spirito adolescenziale spira nelle tele di
Yumi Karasumaru, legate al tema del consumismo nel divario delle tendenze e del costume tra oriente e occidente; mentre divertenti e un po’ pop sono le rielaborazioni dei grandi classici del passato (qui Antonello da Messina) della russa
Olga Tobreluts.
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Non mancano i riferimenti alla guerra, come in
Margot Quan Knight dove rivoli di sangue -quasi una decorazione- si tessono su stoffe e uncinetti intrecciandosi ai richiami bellici di una mimetica. E non mancano neanche riferimenti alle diversità religiose, come nell’affermazione del proprio essere musulmana di
Nzingah Muhammad. Infine, cronache di vita ci vengono offerte dall’egiziana
Sabah Naim (felice partecipazione alla scorsa Biennale) sullo sfondo di una distesa di piccoli rotoli di giornale, nella cui ripetitività si riconoscono i motivi geometrici tipici dell’arte araba.
articoli correlatiLilith nel 2004valentina corrermostra visitata il 22 ottobre 2005
Altre Lilith. Le Vestali dell’Arte – Terzo Millennio.
dal 16 ottobre al 27 novembre 2005
Scuderie Aldobrandini
P.za Marconi, 6 – Frascati (Roma); Tel: 06 9417195 – 06 9417196
dal Martedì al venerdì 10–18. Sabato, domenica e festivi 10-19. Lunedì chiuso
ingresso 5,16€ intero, 2,58€ ridotto
catalogo Gangemi editore[exibart]