pubblicato giovedì 11 maggio 2006Non è cosa frequente in questo periodo di dilagante e frenetica apertura di mostre, in spazi privati e pubblici, constatare la riuscita di un progetto articolato. Forse sull’onda del riscatto che le città non usualmente coinvolte da importanti progetti curatoriali stanno portando avanti, alla luce di un sistema di produzione dei grandi eventi, Perugia si mette sotto i riflettori.
Nella veste “ritoccata” di Palazzo della Penna, con pieno appoggio delle istituzioni e dell’impresa locale, il capoluogo umbro orchestra un evento completo e in grande stile. L’idea (che, insieme alla curatela, è da riferirsi a Luca Beatrice) si basa sulla ben nota relazione tra arti visive e musica. Prendendo come punto di partenza il 1967, si indaga l’osmotico rapporto, attraverso il connubio attuato nelle copertine degli album, arrivando al traguardo dei giorni nostri.
Dieci sezioni che scandagliano diacronicamente trent’anni della storia della musica evidenziando, volta per volta, le più riuscite sintesi di estro creativo “per occhi e orecchie”. Pur protagonista di tutto rispetto, non c’è solo
Andy Warhol ad occupare la scena, anzi il suo contributo collocato tra i capostitipiti, è solo il primo di una lunga serie. Dall’arte Pop, alla quale ci si riferisce abitualmente per gli artisti presi in esame, si passa alla musica pop, ed è questa la scelta dichiarata dal percorso.
Così facendo gli anni ‘70 procedono tra gli intensi ritratti

bianco-nero di
Robert Mapplethorpe per
Patti Smith e la
Swinging London (1972) vista da
Richard Hamilton. Gli
eighties fanno da specchio all’incredibile rivoluzione delle culture cosiddette
underground e dalla strada i segni di
Keith Haring e
Jean Micheal Basquiat approdano ai circuiti commerciali della musica. L’esaustività in questo tipo di taglio è da ritenersi impossibile, ecco perché seguire la linea dichiarata, di sguardo al
mainstream, appare quanto mai azzeccata.
Se da un lato fino a questo punto l’Italia sembrerebbe messa da parte, o ancorata ad un unico sbandieratore d’eccezione (quel
Mario Schifano di
Tuttestelle), nel prosieguo le cose cambiano. L’ultimo decennio del secolo sorso e il primo lustro di quello in corso (della mostra si intende) si caratterizzano per uno spirito più “nazionalista”, se si eccettua la straordinaria stagione della fotografia che da
Jurgen Teller e
Richard Kern tira il suo filo rosso fino a
David LaChapelle.
Per non farsi mancare nulla, pregevole è la nota di affidare i testi in catalogo ad esperti dei due settori, che con le loro parole rimarcano il lungo intreccio delle due muse (arte e musica), che flebile
in primis nel cuore degli anni ‘50 diventa insostituibile quando il video si eleva a massima espressione iconografica del suono.
claudio mussomostra visitata il 28 aprile 2006
Sound & Vision - a cura di Luca Beatrice
Museo della Città - Palazzo della Penna, Via Podiani 11- 06121 - Perugia
orario di visita: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00 (possono variare, verificare sempre via telefono) - ingresso: solo mostra € 3,00 intero; € 2,00 ridotto - over 65, studenti universitari e gruppi (min. 15 pax); € 1,00 p.p. scolaresche
ufficio stampa: STUDIO PESCI www.studiopesci.it
per informazioni:+39 0755772829, +39 0755772831 (fax), +39 0755716233 (biglietteria) - info.cultura@comune.perugia.it
www.comune.perugia.it[exibart]