pubblicato martedì 19 settembre 2006Tra le numerose mostre che in tempi recenti si sono addentrate nell’intricato confine tra arte e musica –ricordiamo
Sound & Vision a Perugia e le
Good Vibrations di Siena- l’esposizione di Merano ci pare una delle meno scontate. Certo i punti fissi ci sono tutti, e non potrebbero assolutamente mancare: ecco così le celeberrime copertine di vinili realizzate dall’icona pop
Andy Warhol, su tutte quella con banana per i
Velvet Underground; ecco una delle numerose versioni di
Tuttestelle di
Schifano, accompagnata da numerosi
paesaggi televisivi ritoccati col colore; ecco, per concludere con i punti cardinali, un paio di
Swinging London di
Hamilton. Se la pop art, con la sua attenzione ai prodotti e agli eventi di massa –e quindi anche alla musica e alle sue icone-, è dunque il
pesce grosso del percorso, le opere che trasformano questa mostra in un evento sono a nostro giudizio altre, ovvero quelle relative all’arte psichedelica e alla street art.
Sono correnti per molti ininfluenti e marginali, ma in realtà fresche figlie di un’idea multimediale dell’arte, capaci di passare dalla tela al manifesto, dalla geometrica copertina di un vinile alla rudezza di un muro. Prendiamo ad esempio l’arte psichedelica, con la sua esplosione di colori, i suoi frattali, il suo reinventare in maniera acida
Beardlsey e l’
art nouveau. Dalla copertina del 33 giri cult dei
Beatles,
St. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, realizzata da
Peter Blake e
Jann Haworth, si passa ad esempio alla serie di fotografie di
Franco Vaccari scattate nel ‘70 in occasione del Pop Festival sull’isola di Wight, uno dei tanti eventi che alternavano musica ed happening artistici. L’arte psichedelica divenne però, tra anni Sessanta e Settanta, un fenomeno di massa grazie a talune riviste underground–dall’americana
San Francisco Oracle alla londinese
Ozz- e ai manifesti di concerti ed eventi, realizzati da artisti e grafici come
Bonnie MacLean e
Rick Griffin; tutto questo ebbe una sua significativa stagione anche in Italia grazie ad artisti come
Matteo Guarnaccia, purtroppo ignorato nel percorso.
Fenomeno relativamente più recente è poi quello della street art, che a tempo di musica graffia i muri con bombolette spray, adesivi e stencil. In questo caso il percorso proposto è stato felicemente di ricerca: partendo da mostri sacri americani come
Haring,
Basquiat e
Toxic, si è giunti alle variazioni italiane sul tema, da coppie ormai conosciute come
Cuoghi e Corsello a quelle più giovani ma non meno promettenti come
Blu e Ericailcane, che come loro abitudine hanno realizzato dei vasti murales anche fuori dagli spazi canonici della galleria. Un caso a parte è infine
Laurina Paperina, che con i suoi mostriciattoli-supereroi rappresenta un’evoluzione della
street culture verso l’immaterialità della net art.
articoli correlatiSound & Vision a PerugiaPop art Uk a ModenaLaurina Paperina da RaffaelliBlu ed Ericailcane in Nicaraguaduccio dogheriamostra visitata il 9 settembre 2006
Sound Zero. Arte e musica dalla Pop alla Street art, a cura di Valerio Dehò
Merano (bz), Kunst Merano/Merano Arte, via Portici 163
mar-dom 9.00-18.00 - ingresso intero € 4,50, ridotto € 3,00, visite guidate € 2,00 - Catalogo Damiani
tel. 0473.212643, fax 0473.276147
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