pubblicato venerdì 6 ottobre 2006Quello della doppia personale è uno strumento spesso utilizzato per presentare i lavori di Abbominevole (Legnano, 1979) e Ozmo (Pontedera, 1975). Non stupisce quindi trovarli nuovamente insieme, in una mostra che permette ancora una volta di ravvisare numerosi punti di convergenza tra i due percorsi poetici.
Quello che viene presentato in galleria è il recente approdo pittorico dei due “bad boy” della
street art meneghina. Sono opere che riproducono su tela, in una pittura-disegno, differenti immagini, di natura prevalentemente fotografica. Partendo da questa idea comune si giunge ad esiti formalmente distinti, attraverso una scelta autonoma dello strumento utilizzato.
Il percorso inizia con l’opera di
Abbominevole (al secolo Olivier d’Auria), in cui è la penna biro a riproporre in
Lontani Ricordi di un amore non corrisposto (2006) lo scatto di una fotografia ingiallita. Con brevi tratti minuziosamente affiancati si tracciano ora il celebre ritratto di Antonio Vivaldi ora le contorsioni della gatta di casa che giocherella sul pavimento della cucina.
Nel lavoro di Gionata Gesi, meglio conosciuto come
Ozmo, è invece il pennarello acrilico il mezzo per riproporre una serie di immagini tratte da episodi di cronaca recente o scaricate dalla Rete. Viene presentata, con la stessa minuzia che contraddistingue le opere del collega, una serie di tele dai titoli emblematici (
Mac Donald’s New Orleans, 2006;
Artist’s Life, 2006). Disegni nel senso più genuino del termine sono invece gli schizzi a matita della serie
Berlin’s Kebab. In quest’ultima vediamo riprodotti, come in una collezione di cartoline -ricalcando lo stile di certe collezioni di porte, gatti o finestre- alcuni dei numerosi negozi di kebab che invadono la capitale tedesca.
Impossibile non apprezzare la capacità tecnica dei due; il virtuosismo è palese nella riproduzione e si fa segno distintivo dell’esposizione. Se però spesso si è incappati con soddisfazione in murales tecnicamente ineccepibili, a differenza del muro cittadino, la tela, per il suo carattere intrinsecamente colto, necessita di una rielaborazione concettuale maggiore, indispensabile per non scadere nella decorazione da diario. Se qui si rivela interessante il tentativo di mantenere anche su tela l’abilità e la raffinatezza manuale dei primi lavori, i significati storicamente consolidati di quadro e cornice tradiscono quel rapporto con gli spazi urbani che ha portato il lavoro di Abbominevole e Ozmo ad esiti realmente soddisfacenti. Viene meno dunque quella genuina relazione con la città che invece perdurava con successo, sfruttando il carattere collaborativo e democratico della rete, nei progetti di
Publicspace.it, realizzati da Ozmo, in cui tramite una mappa interattiva viene presentata la localizzazione di comunità alternative a Milano e Bologna.
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Abbominevole/Ozmo
Galleria 1000 eventi, Via L. Porro Lambertenghi, 3(20159) Milano - Quartiere Isola - dal martedì al sabato h 14-19
ingresso libero - +39 0266823916 (info), +39 0266823916 (fax) - info@1000eventigallery.it - www.1000eventigallery.it [exibart]