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Luca Giordano: in arrivo a Napoli la mostra-evento Napoli, Castel Sant’Elmo e Museo di Capodimonte
Il 5 di dicembre c’erano proprio tutti ad annunciare la lieta novella presso la sede del Ministero dei Beni Culturali: la Ministra Melandri, il Presidente della Regione Campania Bassolino, il Presidente di Civita Maccanico... |
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pubblicato lunedì 11 dicembre 2000E già perché la mostra su Luca Giordano, presentata con tanto anticipo a Roma ed in programma per la primavera napoletana (3 marzo – 4 giugno, Castel Sant’Elmo e Museo di Capodimonte), ha davvero il sapore di un evento internazionale. Basti pensare ai suoi organizzatori: la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli, il Kunsthistoriisches Museum di Vienna, il Los Angeles County Museum of Art, in collaborazione con l’Associazione Civita e l’Electa di Napoli. Nonché al coinvolgimento in prima linea dello stesso Ministero dei Beni Culturali che, come ha spiegato la Ministra, “tende a limitare il numero di mostre che promuove direttamente, ma punta sulla qualità”. Della serie “poche ma eccellenti” insomma, e la Melandri ha promesso che l’evento-Luca-Giordano non avrà nulla di che invidiare a quelli “Bellori” (Roma), “Giotto” (Firenze) e “Bellini” (Venezia), parola di Ministra! Ma veniamo ai contenuti della mostra: “è un inno alla fantasia di questo paese”, ha dichiarato euforico Nicola Spinosa, Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Napoli, “poiché della libertà fantastica seicentesca Luca Giordano è il massimo esponente”. La fantasia coloristica, l’eclettismo, e le sperimentazioni del grande pittore napoletano saranno dunque illustrate da 120 dipinti e 60 disegni, provenienti da raccolte private e dai maggiori musei europei ed americani. La mostra documenterà l’intero percorso artistico di “Luca fa presto” (soprannome attribuitogli per la sua velocità d’esecuzione): dagli anni Cinquanta della formazione giovanile e della prima maturità, quando il pittore sviluppò, sull’esempio del Ribera, una serie di originali esperienze in chiave naturilastica, alla successiva adesione agli esempi luminosi di Rubens, Pietro da Cortona e Poussin, per arrivare alla produzione della definitiva maturità (dagli anni ’70 agli inizi del secolo successivo), quella cioè delle grandi composizioni di respiro barocco realizzate per illustri committenti d’Italia e d’Europa (come i Medici a Firenze, il Vicerè di Napoli, nonchè gli Asburgo di Spagna). Le sedi principali della mostra saranno Castel Sant’Elmo (dove l’allestimento di Lucio Turchetta mirerà a rendere ancor più suggestivo il contrasto tra la sobrietà delle mura tufacee del castello e la potenza coloristica di Giordano) ed il Museo di Capodimonte; ma sarà l’intera città di Napoli, con le chiese ed i conventi che ospitano gli affreschi di Giordano, il vero palcoscenico dell’evento, a testimonianza di quella connessione strettissima tra arte e vita reale che è poi il succo del Barocco napoletano. Oltre agli itinerari guidati nel centro storico di Napoli, accompagneranno la mostra una serie di attività: dal teatro ai concerti, dalle iniziative didattiche ai laboratori per bambini. “L’evento Giordano” s’inserisce infatti nell’ambito della più vasta politica di valorizzazione dei beni artistici campani messa in atto dal Ministero Melandri, in stretta collaborazione col “sindaco a vita” Bassolino. Un’armonia d’intenti che, secondo le anticipazioni fornite dal Presidente della Regione, culminerà, entro gennaio, in un accordo di programma tra Ministero e Regione sulla valorizzazione culturale del territorio. Un accenno merita infine il prestigioso catalogo edito da Electa, con i saggi di Oreste Ferrari (curatore della mostra e massimo studioso di Luca Giordano), Giuseppe Scavizzi, Nicola Spinosa e di altri critici europei, il repertorio biografico e documentario dell’artista, nonchè le schede di tutte le opere esposte, accompagnate da illustrazioni a colori. E’ prevista infine la realizzazione da parte di Selfin (Gruppo IBM) di un CD ROM di un sito internet sulla mostra ( www.capodimonte.selfin.net). [exibart]
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