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Prometeogallery, a Milano misteriosi progetti di Santiago Sierra…
pubblicato mercoledì 10 gennaio 2007
I dettagli sono ancora abbastanza indefiniti, come pare sia abitudine per Santiago Sierra, l’artista spagnolo che rappresentò il suo paese alla Biennale di Venezia del 2003. E che ora presenta due interventi alla milanese Prometeogallery, intitolati appunto con un generico Nuovi progetti italiani. Perché - fra le poche notizie disponibili - si tratta di “opere” originali concepite per la galleria, la prima delle quali, intitolata Gli Anarchici, si ricollega ad una spettacolare azione svoltasi alla mezzanotte del 25 dicembre 2006 a Roma, presso la galleria Volume!. Quando un gruppo di otto anarchici militanti - ciascuno dei quali indossava un capirote di juta nera costato 100 Euro - è stato convocato per ascoltare la messa del Papa. In galleria a Milano pare che si vedrà un’installazione con un video ed alcune foto realizzati nell’occasione. Meno criptico l’altro provocatorio intervento, dal titolo L’acquisto di un premio, che ha visto Santiago Sierra acquistare il Leone d’Oro vinto da Regina Josè Galindo - artista di punta della scuderia Prometeo - alla Biennale di Venezia del 2005. Leone-feticcio che sarà nell’occasione messo nuovamente in vendita, ad un prezzo maggiorato. Tutto chiaro? In caso contrario, non vi resta che avviarvi verso Via Ventura…

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Inaugurazione: giovedì 11 gennaio 2007 - ore 19.00
Via G. Ventura 3 (Zona Ventura) - Milano
Info: 0226924450 - info@prometeogallery.com
Web: www.prometeogallery.com


[exibart]

3 commenti trovati  

14/01/2007
giovanni
ma impara a stare al mondo che dimostri con i tuoi modi piu benpensare borghese tu... vestiti di marca, guarda il telegiornale e continua a startene zitto, l'unica dimostrazione che saprai dare è quella di non saper fare altro che guardare (oltretutto con pregiudizio)

12/01/2007
fabrizio, milano
a me santiago serra piace molto, tra le mille cose fatte ci sono interventi più o meno riusciti, come per tutti gli artisti: im media mi sembra però che faccia cose molto interessanti e ironiche, con una punta di cinismo che non guasta mai. d'altraparte è un artista, appunto, non un rivoluzionario. ipocrisia? può darsi, ma in fin dei conti un artista non deve mica essere dio, senza macchia nè peccato. le cose che fa sono belle, interessanti, divertenti, intelligenti? ottimo, il suo compito l'ha fatto.
mi piace sempre quando viene usata la parola borghese, ha ormai un chè di vintage niente male, visto che oggi perfino i punkkabbestia hanno la smart e i grandi rivoluzionari da centro sociale fanno le code per i saldi nei negozi trendy-freak di ticinese. A mio parere l'ipocrisia è spesso negli occhi di chi guarda al sistema dell'arte dall'esterno, con una punta di invidia, senza capire che come tutti i sistemi l'Arte ha le sue regole, i suoi compromessi e i suoi passaggi obbligati.
c'e' chi li subisce e chi li usa, chi ci sguazza alla grande e chi a priori non li accetta. ma chi decide di stare fuori dal sistema credo non possa poi pontificare.
santiago serra sceglie di essere nel sistema, fa i suoi interessi come tutti, ci guadagna anche: ma lo fa in maniera intelligente e già questo basta a renderlo migliore di cento altri.


11/01/2007
marco
Ma per favore smettetela con queste barzelette borghesucce dell'arte sociale, chiedete quanto costano le foto del rivoluzionario Santiago Sierra alla galleria " d'artista sociale"Prometeo ( ben piazzata tra le gallerie VIP in Via Ventura, chiedete quanto paga il buon Santiago i marocchini per far scavare le buche!Che schifo.E ora di fare pulizia a questa dilagante ipocrisia artistica.Vendete ai borghesi e rimarrete tali.La beneficienza e il terzomondismo lasciatelo alle persone meno ipocrite e pulite, ritornate alle accadamie a imparare il mezzo, la grammatica.

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