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fino al 25.XI.2009
Gianluca Capozzi
Milano, Artra
Immagini che disorientano, come mille fotogrammi al secondo sparati da altrettanti schermi televisivi. Un percorso che procede per accumulazione. Stanando il caos mediatico...
pubblicato lunedì 16 novembre 2009
Un bombardamento d’immagini, deciso e violento. Frame Store di Gianluca Capozzi (Avellino, 1973) si presenta come un cumulo di tracce di diversi episodi. Pezzi di vita, segmenti estrapolati da discorsi, eventi, occasioni, momenti storici e quotidianità esaltanti o annichilite, stragi e trionfi, volti noti, altri anonimi. Una gran massa informe e deforme d’immagini, per un percorso che procede per accumulazione, disorientando.
La storia potrebbe avere inizio negli anni del primo cinematografo, a fine Ottocento, con le prime vedute, passare per i cinegiornali di guerra, le prime réclame televisive del boom economico. E arrivare all’oggi, quando vecchi e nuovi media sempre più sofisticati concorrono in ogni istante a fissare immagini. A fermarle in eterno, a cogliere esclusive, a rapire indiscrezioni. A raccontare, denunciare, pubblicizzare, urlare, mistificare.
La mostra di Capozzi si compone di oltre novanta quadri (tutti acrilici su tela di nuova produzione), ognuno un frame di qualcosa. Un attimo rubato al continuo scorrere delle cose, al flusso vorticoso del tempo che macina episodi, storie, cose, sentimenti, ragioni, opinioni, idee, possibilità, speranze, utopie, frustrazioni.
Gianluca Capozzi - Frame Store - veduta dell’installazione presso la Galleria Artra, Milano 2009
C’è il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, uomini che diventano vortici deformanti perdendo ogni connotato di persona, c’è un aereo che precipita mentre l’equipaggio serenamente assiste al peggio, carri armati in azione, natura in decomposizione, scorci di vita privata e qualunque.
Ogni quadro è l’appunto di un viaggio”, spiega l’artista, “qualcosa che proseguirà nel tempo. Il segno di qualcosa che verrà dopo”. Ogni tela è dunque un frame, la traccia di una vertigine mediatica, un insieme di fermo-immagini delle “cose” temporali che nel tempo si susseguono. Una novantina di quadri assemblati in sette diverse installazioni che, in prima analisi, si mostrano come immensi puzzle, blocchi dai colori irruenti.
Successivamente, avvicinando i singoli quadri si percepisce una pittura a lunga gittata, dal gesto forte, passionario; in certi casi si registrano vere e proprie incisioni sulla tela, in opposizione a qualsiasi rischio di tecniche univoche e ripetitive. Le immagini sono uniformate, simboli di un universo pop e surreale al tempo stesso.
Gianluca Capozzi - Frame Store - veduta dell’installazione presso la Galleria Artra, Milano 2009
Rispetto alle standardizzazioni iconografiche, la pittura rivendica la propria autenticità e irripetibilità di momento creativo: “L’arte è necessità di frantumare, di maltrattare il visivo fino a bruciare e calpestare l’immagine”, prosegue Capozzi. Quel che conta per me non è il prodotto artistico ma il prodursi dell’artefice, in rapporto al quale l’opera non è una ricaduta residuale, ciò che si separa e cade dall’organismo vivente. L’arte è la vita come irripetibilità dell’evento, vivente una volta sola”.

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dal 26 ottobre al 25 novembre 2009
Gianluca Capozzi - Frame Store
a cura di Alberto Mugnaini
Galleria Artra
Via Burlamacchi, 1 (zona Porta Romana) - 20135 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 10.30-13 e 15-19
Ingresso libero
Mostra prodotta in collaborazione con Play_platformfor film & video, Zurigo
Info: tel. +39 025457373; artragalleria@tin.it


[exibart]


3 commenti trovati  

28/11/2009
F., ny
Finalmente una bella mostra in Italia

16/11/2009
luca rossi
http://whitehouse.splinder.com/
ohoh mi sembra di avel visto un gatto

16/11/2009
aldo sanvitale da busla di sangirolamo
horror

speed-news
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