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Stegosauri

   
 Una volta c’erano più Stegosauri. Ora c’è anche la possibilità di esser incoscienti come i due protagonisti dell’ultimo lavoro targato Baricordi e Liani. La loro è una genuinità lontana dai generi, ma che strizza l'occhio al cinema e al surreale... matteo benedetti 
 
pubblicato
Cinema e fumetto. Fotogrammi e vignette. Una narrazione in moto e una narrazione obbligata dalla gabbia grafica. Una gabbia grafica dove prendono vita i disegni di Gianmaria Liani accompagnati dalle parole di Andrea Baricordi. Parole e disegni che, per oltre novanta pagine, mischiano due forme d’arte, realizzando uno storyboard per un film particolare: quello sull’esistenza di due ragazzi con idee alquanto improbabili e la voglia di realizzarle con un’ottica molto geek.
Una storia comune, raccontata con stile frenetico, sfuggente e con una cadenza simile a una pellicola che ogni tanto perde i colpi sul rullo della macchina da ripresa, al pari del rapporto tra vita e stasi. Questa, in sintesi, potrebbe essere la vita di Toni, così creativo e pieno d’idee al punto da rimanerne completamente schiacciato. Questa eterna empasse è una costante che scandisce una vita fatta di timidi tentativi per definire il proprio ruolo all’interno del mondo (sottolineata dal karmatico “Ho un progetto da portare a termine”) e dalla quotidianità che tutto dispensa, tranne pillole di dolci sensazioni.
E se il ritorno, dall’università lasciata a mezzo, di Berto, compagno fidato nella realizzazione di imprese alquanto improbabili, potrebbe rappresentare la chiave di volta per uscire dal blocco, quello che attende Toni al varco è esattamente l’opposto: un’ulteriore complicazione della sua esistenza emotiva e creativa, a favore di situazioni alquanto assurde.
Una sequenza tratta da Stegosauri
A corollario di tutto questo, un universo eterogeneo formato da donne deluse, amiche intime e comprimari strambi che incrociano le vite di Toni e Berto devastandole, cambiandole o creando problemi risolvibili unicamente nelle maniere più astruse.
Un film a fumetti quindi? No, solo un dietro le quinte di una grande produzione (ovvero “Cosa farò della mia vita?”), uno sguardo alla costruzione di idee, piccole e immense, e ai soliti, canonici scontri con amici, amori ed emeriti sconosciuti attraverso le infinite vie della “sfiga” umana.
Baricordi scrive questa storia senza mai prendersi sul serio, spargendo ovunque hommage e citazioni dei suoi amori cinematografici con forte ironia di condimento e gusto per il surreale. Liani aiuta il tutto regalando tavole dal segno preciso al millimetro, caratteristico, incredibilmente adatto al ritmo narrativo, senza rinunciare a divertissement grafici di livello e giochi visivi immediati ed esilaranti.
Una vignetta degli Stegosauri
Il duo, visto all’opera su volumi come Lupin III - Il violino degli Holmes, Meyer's Angels e Lambrusco e Cappuccino, conferma una genuinità unica che difficilmente può essere ricondotta a un genere ben preciso: una genuinità legata alla voglia di intrattenere e divertire il pubblico con una storia semplice, diretta e (ir)reale.
Un pastiche carico di citazioni e spunti. Una commedia dell’arte dalle forti tinte nerd. Un lavoro che conferma un’ottima intesa tra sceneggiatore e disegnatore, per una produzione particolarmente inusuale.

matteo benedetti

la rubrica in fumo è diretta da gianluca testa


Andrea Baricordi & Gianmaria Liani - Una volta c'erano più Stegosauri
Kappa Edizioni, Bologna 2009
Pagg. 96, € 9
ISBN 9788874712243
Info:
la scheda dell'editore

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