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fino al 5.XII.2009
Giuseppe Penone
Napoli, Alfonso Artiaco

   
 Segni che si contraggono e si dilatano, si trasfigurano e cambiano pelle. Per raccontare organicamente che l’uomo è al centro degli elementi. Anzi, tra gli elementi... mara de falco 
 
pubblicato
…..Tra….. il dire e il fare c’è di mezzo... l’uomo. La mostra di Giuseppe Penone (Garessio, 1947; vive a Parigi e a Torino) si sostanzia già nel titolo, anticipando concettualmente e visivamente l’intero progetto.
Un lavoro organico, sia per la materia trattata che per la mancanza di sbavature. Misurato, calibrato, equilibrato nonostante la varietà dimensionale e formale dei lavori. Un percorso di trasfigurazione del segno, di progressiva espansione. Così, una breve riflessione verbale si riversa in una successione di delicatissimi disegni a matita e acquerello, in cui la sagoma umana diventa anello di congiunzione tra elementi separati, raccordo tra gli opposti. Un ruolo di mediazione che, fin dagli esordi in seno all’Arte Povera, contraddistingue una ricerca che ha saputo evidenziare in maniera sorprendente l’attitudine plasmante insita nelle energie naturali.
Semmai, il compito dell’artista è quello di “eternare” quei processi attraverso la forma. “Il tempo”, scriveva Penone, “è anche un tipo di azione umana che permette alle cose di esprimersi e di agire umanamente anche al di fuori della durata e dell’azione dell’uomo”. Quando nel ’69 conficcava cunei di ferro nella corteccia degli alberi, provocava, con un gesto apparentemente aggressivo e temporalmente circoscritto, l’autonoma creatività della natura, consegnando all’immortalità una scultura in progress, mai definitiva, perché affidata alla reazione incontrollabile della pianta a quel corpo estraneo.
Giuseppe Penone - .....Tra..... - veduta della mostra presso la Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2009
Procedimento rovesciato per l’occasione partenopea. Qui, un enorme tronco, spezzato al centro, è sostenuto orizzontalmente da cavalletti che si ergono da una pedana d’acciaio, sulla quale sono impresse, in corrispondenza della recisione, confuse orme di piedi nudi. Il fusto però non è reale, ma è immortalato in una fusione in bronzo, metallo che, reagendo alla luce, produce un effetto ligneo del tutto verosimile.
La struttura di sostegno crea tra i segmenti plastici uno spazio interrotto, entro il quale lo spettatore può posizionarsi ricalcando le impronte preesistenti. La variabile, in questo caso, è determinata dall’individuo che, di volta in volta, utilizza la propria gestualità per entrare in relazione con le due metà dell’oggetto, per fare da tramite, diventando parte integrante del tutto. Sempre nel segno di un dialogo fra contrari, pieno e vuoto, presenza e assenza, chiaro e scuro...
Giuseppe Penone - .....Tra..... - veduta della mostra presso la Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2009
Un’armonizzazione ribadita ulteriormente dalla coppia di tele, poste l’una di fronte all’altra a inglobare la grande installazione scultorea. Speculari e cromaticamente opposte, sembrano il risultato di un frottage eseguito a grafite sul tegumento arboreo. Sfregamento di superfici come “momento in cui la pelle scompare alla vista per dare luogo alla lettura tattile del contatto là dove, subito dopo, compare l’immagine della pressione”.
Principio d’immanenza, religione vitalistica, corporea, epidermica a cui l’opera di Penone è, da sempre, devota.

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mostra visitata il 25 novembre 2009


dal 28 ottobre al 5 dicembre 2009
Giuseppe Penone - .....Tra.....
Galleria Alfonso Artiaco
Piazza dei Martiri, 58 (zona Chiaia) - 80121 Napoli
Orario: da lunedì a sabato ore 10-13.30 e 16-20
Ingresso libero
Info: tel. + 39 0814976072; fax +39 08119360164; info@alfonsoartiaco.com; www.alfonsoartiaco.com


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