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fino al 17.V.2010
Playlist
Gijon, Laboral
Una mostra che è anche un percorso educativo all’interno di un movimento culturale. Vecchi videogiochi diventano strumenti musicali nelle mani di artisti e cultural jammer. Succede a Gijon...
pubblicato martedì 9 febbraio 2010
Non è l’ennesima mostra sui videogiochi. E nemmeno il classico format da mediateca, tutto documentazione e poca emozione. Playlist, esposizione curata da Domenico Quaranta per il Centro di Arte e Creazione Industriale LABoral di Gijon, nelle Asturie, è un progetto assolutamente non convenzionale. L’obiettivo è quello di raccontare la manipolazione creativa di tecnologie obsolete, soprattutto legate al mondo dei videogame, da un punto di vista sonoro.
Come sottolinea in catalogo lo stesso Quaranta, la musica è stata la forza trainante di molte rivoluzioni nel campo delle arti visive, basti pensare a figure come Nam June Paik o John Cage, per non parlare dell’importanza della ricerca musicale nello sviluppo dell’arte astratta. Non fa eccezione la New Media Art, il cui uso spregiudicato dell’hardware e del software svela più di un debito nei confronti dell’ala più sperimentale della musica elettronica. Si pensi ad esempio alla tanto diffusa estetica del glitch, che gioca con l’imprevedibilità dell’errore e con il fascino del collasso tecnologico, nata in ambito musicale e letteralmente dilagata in quello visuale.
La maggior parte dei lavori esposti fa riferimento a un movimento culturale, noto come “8 bit movement”, che porta avanti una sperimentazione sonora basata sulla manipolazione di piattaforme per videogiochi divenute obsolete (si parla anche di chiptune music). Con un’attitudine ludica e anarchica - non a caso Malcolm McLaren ebbe a definirli “the next step in the evolution of rock and roll” - questi artisti trovano nuovi usi per tecnologie che la società dei consumi ha già destinato alla discarica.
Playlist - veduta della mostra presso il LABoral, Gijon 2009
Jeremiah Johnson
, meglio conosciuto come Nullsleep, “reinterpreta” un minuetto di Bach con una consolle NES (Nintendo Entertainment System) modificata; Joey Mariano amplifica i suoni di un vecchio Game Boy; Tristan Perich racchiude nella custodia di un cd un meccanismo in grado di suonare una “sinfonia a 1 bit”; l’italiano Tonylight assembla pezzi riciclati di computer moderni per simulare il suono dei vecchi elaboratori.
Ma non tutte le tecnologie presenti in mostra sono digitali. L’approccio anticonformista e “smanettone” di questi artisti, opponendosi all’obsolescenza programmata dalle grandi aziende tecnologiche, non teme di mescolare meccanica ed elettronica, analogico e digitale. Ecco quindi comparire, insieme a computer e led, anche dischi in vinile (l’ormai storico progetto Vinylvideo, ma anche i lavori di Paul B. Davis), cassette e congegni meccanici. Esemplare in questo senso il progetto Pong. The analog arcade machine di André Gonçalves, una riproduzione totalmente analogica del famoso videogame degli anni ‘70, realizzata con una pallina da ping pong e un meccanismo di areazione.
Tonylight - 6-bit Noise Generator - 2008 - courtesy Fabio Paris Art Gallery, Brescia
Le opere sono numerose e molto diverse tra loro. Accompagnate da libri, oggetti, documentari. E da un catalogo/rivista che riunisce una serie di testi di grande qualità accompagnati da un cd musicale. L’insieme testimonia di una scena creativa compatta che ha saputo però sviluppare tante vie autonome, sempre all’incrocio tra sperimentazione sonora, ricerca visuale e resistenza culturale. Playlist fa parte dell’attività della Mediateca Expandida, lo spazio che LABoral, decentrato ma attivissimo centro d’arte spagnolo - diretto da Rosina Gómez-Baeza con l’ausilio del chief curator Benjamin Weil - dedica ai progetti capaci di superare il tradizionale format della mostra d’arte, favorendo l’approfondimento, l’interazione e la socialità.

valentina tanni

mostra visitata il 18 dicembre 2009


dal 18 dicembre 2009 al 17 maggio 2010
Playlist. Playing Games, Music, Art

a cura di Domenico Quaranta

LABoral - Centro de Arte y Creación Industrial

Los Prados, 121 - 33394 Gijon

Orario: da lunedì a venerdì (chiuso il martedì) ore 10-19; sabato e domenica ore 12-20

Ingresso: intero € 5; ridotto € 2

Catalogo disponibile

Info: tel. +34 985185577; www.laboralcentrodearte.org


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