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fino al 21.II.2010
Marino Mazzacurati
Roma, Villa Torlonia

   
 Una coraggiosa scelta espressiva: liberare il proprio estro da costrizioni e rigidità. È la cifra dell’intera opera di Mazzacurati, presentata nella cornice del Museo della Scuola Romana di Villa Torlonia... alessandro iazeolla 
 
pubblicato
Esiste un evento centrale nell’opera di Marino Mazzacurati (San Venanzio di Galliera, Bologna, 1907 - Parma, 1969). È la determinazione all’esercizio esclusivo della scultura maturata alla fine degli anni ‘30, abbandonando definitivamente il dipingere. Una scelta sofferta e coraggiosa per colui che aveva fino a quel momento concepito opere d’avanguardia e aveva stretto a Roma un sodalizio con Scipione, Mafai e Raphael in quella che verrà definita la Scuola di via Cavour.
Nella capitale Marino era già di casa dal ’26, con l’ammissione all’Accademia libera del nudo di Via Ripetta e vi fondò nel ’31, con lo stesso Scipione, la rivista d’arte e letteratura Fronte. Sfortunatamente la pubblicazione visse solo per i primi due numeri, in quanto una serie di vicissitudini in quegli anni tenevano lontano da Roma Mazzacurati, proprio mentre maggiormente andava maturando la sua esperienza umana e artistica: Marino Mazzacurati - L’Imperatore - 1940 (fusione 1997) - bronzo - h. cm 112 - coll. privata, Veneziala morte nel ’33 dell’amico Scipione, il viaggio a Parigi e il contatto con le opere di Rodin, Picasso e Braque.
Da queste vicende scaturiranno nel ’36 dipinti quali Nudo Rosso e Maison Tellier: “Prove mature realizzate anticipando tendenze che la pittura italiana affronterà solo dopo la guerra”, come afferma Stefania Bonfili in uno dei saggi introduttivi del catalogo.
Il suo definitivo rientro nella capitale nel ‘38 è segnato anche dall’affidamento della cattedra di plastica al liceo artistico di Via Ripetta e dall’acquisizione di uno studio in Via Margutta, dove realizza la grande scultura Giocatore di tamburello per il Circolo del Tennis.
Complesse motivazioni, anche di natura economica, lo spingono proprio in questo periodo così profondamente innovativo al definitivo abbandono della pittura e sono affrontate dallo stesso artista in un’intervista del ‘66 mostrata in un video nell’ambito del percorso espositivo.
Certamente la strada della scultura, con la quale si misurerà dal ’38 in poi, è quella in lui più connaturata, non foss’altro per le esperienze da scalpellino collezionate da ragazzo e il suo apprendistato nello studio dello scultore Scanpia. E a questa espressione affianca quella delle arti applicate nella fantastica e utopica “bottega rinascimentale” creata nel ‘44 da Enrico Galassi a Villa Giulia. Mazzacurati realizza ceramiche e cartoni per mosaici, lavorando al fianco di Afro, Capogrossi, Carrà, Consagra, de Chirico, Leoncillo, Maccari, Savinio, con la smisurata curiosità della sua indole e, nello stesso tempo, la consapevolezza dei propri solidi mezzi tecnici.
Il precoce fallimento economico dell’esperienza di Villa Giulia non ne riduce la portata culturale, tanto che una parte del gruppo di artisti, tra cui lo stesso Mazzacurati, si ricostituisce negli studi messi a disposizione dallo Stato a Villa Massimo, che diviene presto un fertile terreno di scambio di esperienze e progetti. In questo periodo, e fino alla sua scomparsa nel ’69, l’artista realizza molte sculture e si dedica anche a opere pubbliche quali i monumenti al Partigiano a Parma e alle Quattro giornate a Napoli.
Marino Mazzacurati - Nudo rosso - 1936 - olio su tela - cm 95,5x88 - Musei Civici, Reggio Emilia
Lavori nei quali si riconosce interamente quella “compiutezza espressiva” che è per Mazzacurati il fine ultimo dell’arte e forse della sua stessa esistenza.

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a cura di Silvana Bonfili e Anna Paola Agati

Musei di Villa Torlonia - Casino dei Principi

Via Nomentana, 70 (zona Porta Pia) - 00161 Roma

Orario: da martedì a domenica ore 9-16.30 (la biglietteria chiude 45 minuti prima)

Ingresso: intero € 9; ridotto € 5,50

Catalogo Palombi

Info: tel. +39 060608;
villeparchistorici@comune.roma.it; www.museivillatorlonia.it

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indice dei nomi: Afro, Anna Paola Agati, Antonietta Raphäel Mafai, Braque, Capogrossi, Carrà, Consagra, de Chirico, Enrico Galassi, Leoncillo, Maccari, Marino Mazzacurati, Mario Mafai, Picasso, Rodin, Savinio, Scipione, Stefania Bonfili
 

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