RI-SCOSSA POP 3147 utenti online in questo momento
exibart.com
giochi
 
community
Allons Enfant/5
Lettera Aperta
PREVIEW
Senti chi Parla
La lavagna
Question Time
Exibart.segnala
sondaggio
La nomina a curatore del padiglione Italia di Vincenzo Trione ha suscitato diverse perplessità. Che ne pensate voi?
• C'erano sicuramente addetti ai lavori più qualificati e non è possibile che in Italia tutto passi all'infuori del merito!
• Potrebbe essere una sorpresa, anche se non è "ufficialmente" un curatore
• Farà un bel Padiglione, d'altronde è una voce fuori dal coro del solito di giro di musei, direttori, curatori etc
• Sarà un'altra Biennale in cui l'Italia farà una figuraccia
• Metterà in mostra qualche amico più o meno conosciuto
recensioni
rubriche
         
 

RI-SCOSSA POP

   
 2010: i vent’anni del Pop Surrealismo. Una corrente che pare straordinariamente nuova e fresca (e lo è, per carità!) in realtà parte dal 1990. In un reportage asciutto, la curatrice Julie Kogler ci offre uno spaccato a ritroso per ricostruire una storia a tratti eroica. Per iniziare a imparare una forma d’arte che sta decisamente finendo di essere sottovalutata da critici, musei e mercato... julie kogler 
 
pubblicato giovedì 22 aprile 2010

Scrivere del Pop Surrealismo è un compito difficile. La trattazione intellettuale dell’argomento porta lontano dalle grandi emozioni che suscita in chi lo incontra. Il Pop Surrealismo “era una gradita alternativa alla noia crescente scaturita dalle idee riciclate e dal concettualismo ritrovabile in tanta arte contemporanea di allora”, afferma Kirsten Anderson, pioniera del settore, che dal 1998 dirige la galleria Roq La Rue a Seattle.
A livello di portato storico, il Pop Surrealismo si presenta come connubio tra la Pop Art, affermatasi negli anni ’60, e le forme dell’avanguardia surrealista teorizzata da André Breton al principio del Novecento. Le radici risalgono in effetti all’inizio degli anni ’60, quando il frequentato studio dell’artista Ed Roth a Los Angeles divenne un punto di ritrovo per quegli artisti emarginati che si dedicavano a una pittura figurativa rigorosamente antiaccademica. Il manifesto di questa controcultura giovanile era il fumetto underground Zap Comix, che presentò nella prima edizione i cartoon satirici di Robert Crumb e nelle edizioni successive S. Clay Wilson, “Spain” Rodriguez, Victor Moscoso, Rick Griffin e Robert Williams. Quest’ultimo emerse presto nella cerchia ribelle come portavoce erudito e pioniere di questo movimento di rottura. Con l’uso spregiudicato di figure tratte dal fumetto underground, abbinate ai contrasti dei colori psichedelici, Williams diede i natali a un marchio di fabbrica della pittura degli anni ’80 e ’90. La sua famigerata copertina scelta per l’album Appetite for Destruction dai Guns’n’Roses (fra l’altro, uno dei dischi più venduti della storia del rock) conquistò grande notorietà.

Elio Varuna - Bloody Mary - 2009 - acrilico su tela
L’ANNO DELLA SVOLTA
- Le vicende politiche che scuotono il mondo al termine degli anni ‘80 (fine della Guerra Fredda e dintorni) cambiano l’assetto internazionale e indirizzano l’arte pop surrealista alla svolta epocale. Il momento dell’affermazione del Pop Surrealismo avviene proprio intorno al 1990 e sempre grazie al veicolo della pop music: la copertina che Michael Jackson commissiona al giovane illustratore californiano Mark Ryden per il suo album Dangerous diventa il paradigma esemplare di quest’arte innovativa, consacrando moderne icone e nuovi miti pop come divinità della contemporaneità. In quegli anni le predominanti correnti artistiche registrano colpi d’arresto (anche economici, a partire dalla Guerra del Golfo) poiché non destinate a tenere il passo con i cambiamenti dell’avvento dell’era digitalizzata. L’approccio intellettualizzato delle arti vigenti non aiuta ad affrontare il crollo delle ideologie e la perdita dei valori sociali; le “certezze” precedenti iniziano a sgretolarsi, generando il bisogno diffuso di costituire gruppi. Allora le arti “cerebrali” iniziano a lasciare spazio a espressioni che coinvolgono tutti in un godimento sensoriale collettivo.

POP SURREALISM O LOWBROW? - Robert Williams conia il termine ‘lowbrow’ (‘basso profilo’) sul finire degli anni ‘70, consapevole della sua posizione emarginata rispetto al sistema dell’arte ufficiale. “Appartengo a un ampio gruppo di artisti che, a causa del predominio durato mezzo secolo dell’arte astratta e concettuale, sono stati isolati dal mainstream, dichiara nel volume Pop Surrealism. Ad ogni modo, si definiscono comunemente lowbrow le forme d’intrattenimento e divulgazione di facile comprensione, che non trattano argomenti d’arte o culturali in maniera intellettuale. Il termine era usato, infatti, proprio in contrapposizione a ‘highbrow’, che significa ‘cultura alta’. La pressoché totale assenza di critica legata alla scena artistica underground in quel periodo ha concesso molta libertà ai suoi esponenti nello sviluppare una poetica lontana dai dogmi accademici. Le opere dimostrano un’apparenza talvolta fumettosa, laddove non si scorge immediatamente un’elaborazione intellettuale. Elementi della storia dell’arte, estrapolati dal loro contesto originale, appaiono alleggeriti dal loro peso attraverso giustapposizioni inedite e talvolta irriverenti.
Alcuni dei primi artisti da inserire nella schiera degli esponenti del Lowbrow californiano - accanto a Robert Williams e Mark Ryden - sono Todd Schorr, Gary Baseman, Tim Biskup, Camille Rose Garcia, Anthony Ausgang e i Clayton Brothers; Todd Schorr - Futility in the Face of a Hostile World - 2003 - acrilico su telaa questi fanno eco nel resto degli Stati Uniti Ron English, Tara McPherson, Eric White, Lisa Petrucci e Marion Peck. Questi artisti, come spiega Williams, “attingono all’illustrazione, alla fantascienza, alle produzioni d’effetti speciali, all’arte del libro da fumetto, ai poster cinematografici, alla grafica per gli skateboard. E poi graffiti, tatuaggi, pin-up...”. Il critico americano Carlo McCormick propone di utilizzare il termine lowbrow come sostantivo per quei pittori figurativi che abbiano maturato un loro linguaggio artistico ispirandosi alle culture giovanili e popolari a partire dagli anni ’80 in California.
Insomma, i pop surrealisti prendono spunto dalla società in cui vivono, riciclando i residui scartati della cultura popolare per generare qualcosa di significativo. Come sostiene anche Merry Karnowsky nel suo saggio pubblicato sul catalogo della mostra Apocalypse Wow!: “L’opera pop surrealista talvolta appare molto semplice e illustrativa, ma la maggior parte degli artisti di questo movimento sono pittori di grande talento che usano un linguaggio visivo più godibile e diretto per esprimere tematiche più complesse.

ICONE MOBILI PER LA RETE - Icone facilmente riconoscibili e di gran presa sono onnipresenti nelle opere dei protagonisti di questo movimento. E ciò perché la loro essenzialità permette una dinamica e rapida diffusione. Tanto che molti artisti del lowbrow sono riconosciuti per il loro “brand”. Il leitmotiv del Pop Surrealismo è l’enfasi di un character o personaggio come protagonista ricorrente, che è inserito in situazioni irreali e fantastiche. Gary Baseman si riconosce nel suo personaggio Toby, che l’artista fa uscire dalle tele per reincarnarsi in oggetti in edizione limitata e prodotti commerciali come borse, t-shirt, cappelli, portachiavi, coniando il termine “pervasive artist” per autodefinire il modo di veicolare le sue figure semplici e di diffondere il suo messaggio attraverso molteplici media, gadget compresi. Anche la figura dell’Helper, una specie di divinità aliena monoculare al centro del bizzarro pantheon di Tim Biskup, è stata trasformata in una serie di designer toy accanto ad altri prodotti alla portata di tutti.

Nicola Verlato - Pretty When You Cry - 2009
JUXTAPOZ D’IMMAGINI
- Ma chi ha contribuito a ampliare la visibilità attorno a questo gruppo di giovani artisti durante gli anni ‘90? È ancora Robert Williams, naturalmente: nel 1994 fonda la “cronica d’arte” Juxtapoz. Il più importante magazine (insieme al più recente Hi-Fructose) di questo genere, che promuove Street Art e arte pop surrealista, offrendo una piattaforma e una rete di scambio a tutti gli artisti del movimento. Molti illustratori hanno avuto il riconoscimento ufficiale come veri pittori attraverso questa rivista, il cui titolo allude alla tipica procedura dei suoi artisti di giustapporre elementi popolari apparentemente estranei tra loro in uno scenario surrealista di grande emotività e impatto. Una sorta di processo hegeliano in cui il “juxtapoz” di tesi e antitesi porta alla sintesi, che è l’opera d’arte compiuta.
Todd Schorr, uno dei geni indiscussi del movimento, nel racconto autobiografico del suo catalogo American Surreal spiega l’origine della “giustapposizione”: “Guardavo numerosi programmi horror, di fantascienza, cartoon, film di guerra e di cowboy, spettacoli di burattini; la mia collezione di fumetti e modellini in plastica occupava il mio cervello immaturo. I miei genitori erano abbonati al ‘National Geographic’: è così che ho sviluppato una passione per gli uomini preistorici e le culture primitive. L’ossessione di Schorr per il dettaglio, in effetti, genera dipinti di grande tensione narrativa, che riconducono alle composizioni di Bosch laddove emergono le manifestazioni del suo fascino per il bizzarro e il freak come satira del sociale.

ALLA CONQUISTA DEL MONDO - È nella West Coast, patria di Hollywood e Walt Disney, che i primi spregiudicati galleristi promuovono il movimento: La Luz de Jesus, Copro Nason Gallery e Billy Shire, e a seguire Merry Karnowsky e Roq La Rue. Poi a New York City, dove Jonathan Levine e Joshua Liner aprono le omonime gallerie, e Yasha Young inaugura la Strychnin Gallery, che ha oggi sedi anche a Londra e Berlino. Internet e le comunità virtuali permettono la libera circolazione d’icone e idee, e nel giro d’un click contagiano subito anche le schiere di pittori oltreoceano. In Asia la Biennale Animamix - The New Aesthetics of the 21st Century è lo sposalizio delle ultime forme espressive dell’animazione (anime) e dei comics (manga). Franco Losvizzero - Girotondo - 2008Artisti del calibro di Takashi Murakami aprono la strada ai giovani seguaci, che all’improvviso sono apprezzatissimi da collezionisti e galleristi del sistema dell’arte ufficiale. Yoshitomo Nara, Junko Mizuno, Kei Sawada e Aiko Nakagawa emergono come nuovi protagonisti di un’arte che se la spassa sul confine tra il white cube e il commerciale. I giovani artisti, eredi della cultura e della storia europea, affrontano argomenti riguardo le trasformazioni epocali e lo smarrimento all’interno della società globalizzata, sviluppando così una narrativa di matrice più onirica e apocalittica, che si contamina con le espressioni del Neo Pop e della Urban Art. A Berlino spicca l’ungherese Andras Bartos, a Barcellona il pittore cileno Victor Castillo. In diverse città europee s’inaugurano gallerie dedite al Pop Surrealismo: Dorothy Circus Gallery, MondoPop e Mondo Bizzarro (già a Bologna) a Roma; Magda Danysz a Parigi; Iguapop a Barcellona; Heliumcowboy e Feinkunst Kruger ad Amburgo.

LA RINCORSA AI MUSEI - A vent’anni dal Manifesto del Pop Surrealismo di Mark Ryden, importanti musei in tutto il mondo dedicano finalmente vaste mostre a questo fenomeno, invitando i maggiori esponenti. Al Macro Future di Roma la collettiva Apocalypse Wow! [curata dall’autrice di questo articolo, N.d.R.] espone le opere degli italiani Nicola Verlato, Elio Varuna, Desiderio e Franco Losvizzero accanto ai nomi storici americani. Il talento di Varuna e di Verlato è riconosciuto ulteriormente da due istituzioni di grande rilievo: il primo al MoCA di Shanghai, invitato come unico italiano alla Biennale 2009; il secondo, invece, al Padiglione Italiano della 53. Biennale di Venezia. Il 2010 sembra prefigurare la chiusura del cerchio per un successo anche museale del movimento: il progenitore del Lowbrow, Robert Williams, è elevato nell’olimpo della fine art esponendo alla Biennale al Whitney Museum di New York.

articoli correlati
Nouar e Laura Wachter da Dorothy Circus
Natural Beauty da Mondo Bizzarro

video correlati

Il paese delle meraviglie a Roma

julie kogler


*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 64. Te l’eri perso? Abbonati!

[exibart]



strumenti
invia la notizia ad un amico
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di julie kogler
registrati ad Exibart per continuare a consultarlo gratuitamente
inserisci un commento alla notizia
indice dei nomi: Aiko Nakagawa, André Breton, Anthony Ausgang, Camille Rose Garcia, Carlo McCormick, Clayton Brothers, Desiderio, Elio Varuna, Eric White, Feinkunst Kruger, Franco Losvizzero, Gary Baseman, Jonathan Levine, Joshua Liner, Julie Kogler, Junko Mizuno, Kei Sawada, Kirsten Anderson, Laura Wachter, Lisa Petrucci, Magda Danysz, Manuel Rodriguez, Marion Peck, Mark Ryden, Merry Karnowsky, Michael Jackson, Nicola Verlato, Nouar, Rick Griffin, Robert Crumb, Robert Williams, Steve Clay Wilson, Takashi Murakami, Tara McPherson, Tim Biskup, Todd Schorr, Victor Moscoso, Walt Disney, Yasha Young, Yoshitomo Nara

22 commenti trovati  

14/01/2011
Dariush, Bolzano
Ho visto finalmente sto cavolo di Losvizzero è affermo che è vero che è una scoperta!.. ora chi l'ha scoperto non conta un cavolo...se Kogler o il Premi Cairo (io c'ero a Milano e doveva vincere lui!) ma perchè ve la prendete con chi propone nuove generazioni invece di criticare chi alla Biennale ci porta Artisti scomparsi 30 anni fa?

01/05/2010
marco
Desiderio è una banderuola, cambia come il vento . domani potrebbe diventare una ballerina alla scala. che tristezza

01/05/2010
il Papa, Bologna
che peccato, speravo si poteva aprire uno spiraglio di confronto critico interessante e intelligente, ma a quanto pare gli interventi che seguono questo post sono tra i più squallidi del forum... ma perché invece di sputare sentenze piene di invidia e gelosia non cercate di contribuire a quello che è meglio e giusto? Guardate che si capisce benissimo che siete degli SFIGATI CHE SOFFRITE DI NON ESSERE STATI CITATI IN QUESTO PEZZO! in questo popolo di allenatori di squadre di pallone e commentatori politici ci mancavate voi critici d'arte da strapazzo; ma abbiate un minimo d'umiltà e riflettete sui vostri limiti clamorosi: fate pena come quegli assassini che ammazzano per vedere scritto il loro nome su un trafiletto in cronaca nera... puah!

01/05/2010
Barbara
Verlato fa parte nel peggiore dei modi di queste correnti, anzi, vorrebbe farne parte in tutti i modi, ma i suoi dipinti da represso sono tutte robe già trite e ritrite.

30/04/2010
Franz
cara Dorothy,
ti do ragione riguardo al testo che è ben scritto e che finalmente parla di un genere artistico che da anni è "scartato" dalla maggior parte dei critici e curatori italiani; però diciamoci la verità, pensi davvero che artisti come desiderio e varuna possano avere futuro? io me lo auguro per loro, però sinceramente anche a me sembrano cose già viste (sia in italia che oltre confine). solo perchè un artista fa un genere "poppettaro" non vuol dire che sia un artista geniale, anzi: penso infatti che in questo nuovo genere artistico possa andare avanti solo chi ha una sua personalità e riconoscibilità, e quindi io salverei solo nicola verlato negli artisti inseriti nell'articolo. il resto penso sia una frittatona!


30/04/2010
Sandra
Gli Italiano citati non sarebbero stati da citare. Forse verlato e' l'unico che Si salva anche se non penso faccia parte di queste correnti.

29/04/2010
pina
Desiderio è il classico artista sfigato senza identità che cerca di capire che aria tira e quando si mette a copiare è già troppo tardi. Che tristezza!

29/04/2010
d
dorothy, ma sbaglio o tu vendi roba del genere?
se così fosse non credo tu possa vantare obiettività, forse qualche conflitto di interesse...


29/04/2010
massimo gurnari, milano
http://gurnarimassimo.blogspot.com/
ahahahah il carrozzone passa e si buttano tutti su....l'assalto più bello è quello di Desiderio che è palesemente attivo nella lowbrow da anni....è tutto molto divertente.
buon lavoro a tutti


29/04/2010
Dany, milano
Con la scusa di queste "nuove" correnti (qui da noi sono nuove ma esistono ormai da anni negli usa) in Italia stanno spuntano come funghi artistoni che non sono ne carne ne pesce.
Ben altri artisti italiani potevano essere menzionare nel pezzo...sono perplesso.


29/04/2010
dorothy, roma
ma è possibile che dopo un saggio così ben scritto, che finalmente illumina una realtà artistica forte e vivace da troppo tempo e da troppi critici nascosta, la maggior parte di voi non è capace di far altro che becero pettegolezzo da bar? ma conoscete questo mondo? conoscente questi artisti? ma avete letto bene questo scritto? allora, a ben riflettere, o siete dei caproni ignoranti oppure - come diciamo a Roma - state a rosicà!!! a 'nvidiosiiiiiiii

28/04/2010
David, Roma
forse sono addirittura sposati... incredibile!!!

28/04/2010
pina
e certo, ormai se non sei fico, miliardario e frequenti i giri giusti sei tagliato fuori

28/04/2010
Marco De Bellis, Roma
non solo sono fidanzati, ma a quanto pare addirittura convivono ...altro che scandalo!

28/04/2010
angelo
salve a tutti,
sono d'accordo che le correnti come la low brow e company sono ormai storia dell'arte, ma anche io penso che ci siano artisti migliori di questo varuma.
aggiungo inoltre che se i due sono fidanzati è uno scandalo!


27/04/2010
il Papa, bologna
...tutte le fortune a lui!

26/04/2010
Domitilla, Roma
e ti pare che l'invidioso non compariva puntuale!
queste cose "modaiole", come le chiami tu, ormai sono Storia dell'Arte...
fattene una ragione e vivi tranquillo.


26/04/2010
pina
certo che l'ha citato è il suo fidanzato!

26/04/2010
Rufus
elio varunaaaaaaaaaaaa???
ma per piacere, si vede che sono tutte cose modaiole, già viste e anche copiate un pò maluccio.
e comunque ben altri artisti poteva citare chi ha scritto il pezzo, almeno per gli italiani intendo...ma chi vivrà vedrà!


25/04/2010
il Papa, Bologna
...ho spesso sentito parlare di lui alla Neo Pop Factory, prova a chiedere a loro, ciao!

24/04/2010
giulio sermonti, New York
Seguo Franco Losvizzero da anni ed ora sta preparando un mostra a New York, se ne può sapere di più?
Sta avendo un ascesa niente male ma chi è che lo rappresenta in Italia? E soprattutto chi lo rappresenta a NY?
Cmq bravo....Mi piace!


22/04/2010
Michael Rotondi
Buongiorno Fine Arts!
Che felicità , finalmente!


trovamostre