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fino al 6.VI.2010
Alex Pinna
Torino, Ermanno Tedeschi

   
 Felix perde la sua atavica allegria e trema dalla paura di dissolversi in una macchia di colore. Solitari trapezisti giocano con equilibri gravitazionali ed esistenziali. Benvenuti nell’universo di Alex Pinna, dove tutto è in bilico... stefano riba 
 
pubblicato
Dal 1928, anno in cui nacque dalla mano del disegnatore Otto Mesmer, il gatto Felix è allegro e sorridente. Si direbbe che sia un ottimista nato, oppure che sia perennemente sotto prozac, ma non per Alex Pinna (Imperia, 1967; vive a Milano). Lui, nei disegni in mostra in Compilation, la sua terza personale presso la sede torinese della Galleria Ermanno Tedeschi, lo tratteggia spaventato, arrabbiato, pensieroso.
I lavori dell’artista ligure hanno sempre qualcosa di perturbante, che contagia non solo l’allegria quasi secolare del celebre felino, ma anche quella dei personaggi, lunghi e affusolati, che popolano le sue opere.
Quello di Pinna è un universo in equilibrio precario, in cui gli esseri che ci vivono sono in costante ricerca di stabilità e di un bilanciamento che è soprattutto esistenziale. Alex Pinna - 10s2 alias 2010 - 2010 - corda annodata e acciaio - cm 120x120x70Sono mondi circoscritti in cui viene messa in discussione l’identità degli abitanti, spesso inquilini solitari, che li popolano. Così Felix si spaventa di fronte a una macchia di acquerello disegnata sulla stessa carta in cui “vive”. Un horror vacui, quello tratteggiato sul suo muso, che sembra volerci dire che il gatto potrebbe aver preso coscienza di essere lui stesso una macchia di colore, e potrebbe aver paura di perdere i contorni per dissolversi in una chiazza informe.
Allo stesso modo, anche le esili figure delle sculture di Pinna rappresentano questa inquietudine. In 10s2 alias 2010 una figura alta e dinoccolata si poggia sul bordo esterno di una gabbia appesa al muro. In un’altra opera simile, la figura è seduta sul bordo superiore con le gambe a penzoloni nel vuoto. Sono personaggi intrappolati in uno spazio circoscritto, talmente angusto da costringerli a equilibrismi da trapezista. Anche il materiale in cui sono realizzati ha risvolti metaforici. L’anima in acciaio di questa installazioni è avvolta in corda di canapa, che svolge così sia la sua funzione materiale di tenere assieme gli elementi della scultura, sia quella simbolica di creare una ulteriore gabbia, quella del corpo.
Le opere in bronzo sono, invece, Alex Pinna - Due - 2009 - bronzo patinato - cm 67x20x16libere nello spazio, ma anche qui l’universo su cui poggiano è ristretto, limitato a un piedistallo o a una base, e il tema dell’equilibrio è sempre presente. È una ricerca, quella della stabilità, che non cessa nemmeno quando le smilze figure sono in compagnia, come in Due. Allora il gioco sembra quello di sorreggersi o, al contrario, di tentare di farsi cadere a vicenda.
Ora sarebbe troppo semplice chiudere paragonando le opere di Alex Pinna a quelle di Alberto Giacometti. Talmente facile e abusato è il paragone, che persino dalla galleria hanno chiesto di non tirare in ballo questa analogia. Anche perché, dicono loro, “le sculture di Pinna sono più allegre [di quelle di Giacometti, N.d.R.]”. Purtroppo dobbiamo infrangere la promessa (fatta comunque con le dita incrociate dietro la schiena), perché più che allegri i lavori dell’artista paiono ironici, dell’ironia sofferente alla David Foster Wallace. Ecco la bellezza dell’arte: ciascuno ci vede cosa vuole. Allegria, ironia o tragicità.

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stefano riba

mostra visitata il 24 marzo 2010


dal 17 marzo al 6 giugno 2010
Alex Pinna - Compilation

Ermanno Tedeschi Gallery
Via Ignazio Giulio, 6 (Quadrilatero Romano) - 10122 Torino
Orario: da martedì a venerdì ore 11-13 e 15-19; sabato e domenica su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0114369917; fax +39 0114357632; info.to@etgallery.it; www.etgallery.it


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1 commento trovato 

23/04/2010
noi, spazio
è semplicemente ridicolo

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