fino al 9.V.2010 Bill Viola Firenze, Galleria dell'Accademia
La restaurata Pietà da Palestrina attribuita a Michelangelo. Il corridoio che porta alla Tribuna del David. Un video di Bill Viola. È il cocktail servito nel capoluogo toscano...
pubblicato giovedì 29 aprile 2010
La suggestione del silenzio e
della lentezza esalta il dolore persistente e profondo delle immagini che
scandiscono i secondi. Non un respiro, lo sguardo teso all’evento. Sensi e
spiritualità all’unisono aspettano. Un tempo sospeso, che raggiunge il culmine
nel momento in cui la salma bianca fuoriesce dalla cisterna/sepolcro. Il video Emergence di Bill Viola (New York, 1951) propone attimi di
stupefacente emozione. Proiettato su un grande schermo che per la prima volta
pone fuori dalla vista la statua del David, è mostrato - nei giorni seguenti l’evento
inaugurale -in una stanza a lato del grandesalone dei Prigioni nella Galleria
dell’Accademia. Il gruppo marmoreo della Pietà restaurata adesso è dialogante e
perfettamente consono agli altri marmi che idealmente accompagnano il
visitatore al David. E dialoga anche con il video dell’artista contemporaneo, esaltando
un percorso e una meta di bellezza. Bill Violaparafrasa la deposizione e filtra
le immagini attraverso la sua pratica contemplativa di vita e di arte. La
visione si apre su due donne prostrate ai lati di un bianco sepolcro. Cielo di
sfondo blu cobalto. La giovane muove lentamente la mano sul volto fino ad
accompagnare il velo che le copre il capo, sulle spalle. La figura anziana
volge lo sguardo verso l’altra, poi china di nuovo il capo, assorta nel dolore.
I loro sguardi non s’incontrano mai, c’è sempre un impercettibile scarto
temporale. Il valore emotivo del silenzio e
della lentezza sono determinanti. Una meditazione dolorosa che rallenta ogni
atto, anche respiratorio. Il tempo e l’assenza di suoni rappresentano la chiave
di lettura del video. Ma il silenzio non è assenza, è pienezza di vuoto. Vuoto
come infinito, unica possibilità di percezione di nuove possibilità espressive
e sensoriali. La visione delle immagini allerta
i sensi. L’aspettativa dell’evento è grande. Solo un voltarsi più rapido del
volto della giovane lo preannuncia. Dal sepolcro esce acqua limpida e
rarefatta, e lentamente affiora e s’innalza un corpo privo di vitalità,
bianchissimo, quasi marmoreo. Ottimo l’effetto fra questo
biancore e il cielo scuro. Il giovane esangue viene prima accolto e poi
adagiato sul terreno, le figure femminili lo carezzano con dolcezza e amore.
L’ultimo atto d’amore, splendida pennellataartistica, sta nel velo di seta
che ondeggia sul corpo per poi coprirlo, quasi a proteggerlo. Alcuni attimi
salienti: il momento in cui lamadre accoglie il capo del figlio morto in grembo e lo
riceve ancora a inutile protezione; struggente anche lo scivolare del braccio e
della mano esangue del Cristo dal corpo al pavimento. Nel museo l’arte contemporanea
sembra planare e parlare alle statue che la circondano, perché la cultura si
parla e ci parla in un dialogo privo di discontinuità e denso di ispirazione.
Un evento assolutamente da non perdere.
Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
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