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Sgarbi? Non è un pedofilo. Polemiche e qui pro quo per una mostra a Cento... |
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pubblicato mercoledì 7 luglio 2010
 " Non tutti nella Capitale, sbocciano i fiori del male”, cantava anni addietro il grande e mai troppo rimpianto Fabrizio de Andrè. " Qualche assassinio senza pretese, abbiamo anche noi in paese...”, proseguiva la bellissima Delitto di paese.
Ora, non siamo certo di fronte a un assassinio, ma da un "paese” - Cento, nel ferrarese - arriva una vicenda intricata e per certi versi buffa, perfetta per una lettura estiva, da ombrellone. Oggetto: due mostre, Guercino Bacon. I disegni e Ritratti italiani, programmate per l'estate 2010 presso la Pinacoteca Civica, e subito finite al centro di una polemica critico/politica. Molti degli sviluppi si perdono fra trafiletti in cronaca locale ed interrogazioni consiliari, ma all'origine pare di capire ci sia il coinvolgimento nella prima mostra di un noto critico condannato per una questione di pedofilia.
Immediate le proteste, e qui le cose si fanno più intricate: perché portavoci del malcontento si fanno i consiglieri di Rinascita Centese, lista civica che appoggia il Sindaco di Cento Flavio Tuzet (ex AN); una sorta di lotta fratricida, alimentata anche dalla Lega Nord, anch'essa in maggioranza ma irremovibile sulla questione "morale”.
Le cose fanno il loro corso, l'amministrazione - informa un quotidiano - provvede " ad eliminare dalle brochure e dai manifesti della mostra” il nome del critico, aggiungendo " che è da escludersi un qualsiasi tipo di collaborazione futura con il critico d'arte”. Tutto risolto? Nemmeno per idea, perché arriva - anche ad Exibart - una battagliera lettera firmata dall'Assessore alla Cultura del Comune di Cento, Daniele Biancardi. Che precisa fra l'altro che " le mostre sono a cura di Vittorio Sgarbi e Duccio Trombadori”, e che " per questa collaborazione il Comune di Cento non spende nemmeno un euro”. Che fine ha fatto il nome del critico "incriminato”? Non si sa, ma ad una veloce ricerca ancora rimane legato alla mostra, almeno come autore di un contributo in catalogo...
Ma poi Biancardi apre un altro fronte, e qui il mistero si fa fitto: " Nell'ambito della realizzazione della mostra si è inserito un personaggio che chiamerò per comodità ‘critico invidioso' che ha cominciato a bombardare di email tutti i consiglieri comunali, e soprattutto il sottoscritto, dicendo che il curatore della mostra è un pedofilo (chi Sgarbi?) e che moralmente la cosa è inaccettabile. [...] Peccato che il ‘critico invidioso' si firmi con nomi falsi (a cui i nostri cari consiglieri di Rinascita danno credito), e peccato che anche lui sia stato condannato a otto mesi per lesioni ad un vicino di casa...”. Ora, se il nome del critico condannato per questioni di pedofilia è noto ed è quello di Alessandro Riva, chi mai sarà il critico invidioso? La caccia al "delitto di paese” è aperta...
[exibart]
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