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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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Con questa intervista stiamo per chiudere il cerchio. Piero Golia è l'undicesimo artista che racconta ad Exibart idee e emozioni suscitate dall'invito di Bartolomeo Pietromarchi. La sua testimonianza è raccolta da Silvia Simoncelli ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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La Lavagna |
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Autocommiserazione, cultura ed economia in Italia di Raffaele Gavarro Ma davvero il nostro è un problema di autocommiserazione? ... segue
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Mentre la primavera si attarda, l’evento più atteso di maggio arriva puntuale e pare condividere con la stagione la volontà di rinnovarsi ancora e confermare il suo format vincente, con qualcosa in più. Stiamo parlando di MIA di Luca Piatto ... segue
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architettura_dibattiti Perché Niemeyer sarà l'architetto dell'auditorium a Ravello Un'architettura che s'inserisce perfettamente nel clima mediterraneo. Un'opera che si espande plasticamente nella natura. Il grande architetto Oscar Niemeyer e la querelle architettonica di queste ultime settimane. Si farà il nuovo auditorium di Ravello? |
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pubblicato lunedì 26 gennaio 2004La natura a Ravello ha preparato uno scenario che l'uomo può e deve comprendere e rispettare. A maggior ragione se da questo è possibile far nascere altre forme di attenzione per elementi che con la natura si compenetrano o ne sono la diretta continuazione, come la musica, l'arte, la ricerca di nuove forme d'espressione artistica, e non ultima, l'architettura. Quando parliamo di un grande architetto come Oscar Niemeyer, dobbiamo fare riferimento alla nostra onestà intellettuale e stabilire cosa intendiamo quando usiamo il  temine opera d'arte. Una volta stabilita una definizione, la useremo per capire la vita intensa e sempre d'alto livello del maestro. Una delle caratteristiche essenziali della sua vita, ci accorgeremo, riguarda proprio la ricerca dell'opera d'arte (mai architetto fu più indicato, quindi, per Ravello). Certo, quando si tratta di progetti di opere pubbliche è molto difficile creare un'opera d'arte, ma l’architetto ha guardato soprattutto alle nuove esigenze che il corpo costruito genera nella confluenza delle funzioni, delle forme e della materia del suo stesso ambito (il luogo), rispettando così la continuazione dello spazio creato con l'ambiente. L'architettura infatti deve sempre azzardare creando eventi spaziali nuovi rispetto ad una trama 'funzionale' data, deve cercare secondo Niemeyer: "[…] la bellezza, che è la preoccupazione di un artista e lo scopo di qualsiasi opera d'arte. […] Una volta Le Corbusier mi disse che io avevo negli occhi le montagne di Rio. E' vero. Ma non solamente le montagne di Rio". La sua architettura plasticamente si evolve in forme antigravitazionali moltiplicando sbalzi e sperimentando nuove gestualità materiche che, definire moderne, determinerebbe una regressione al senso qualitativo dell'opera di un'intera vita. Il suo approccio progettuale è di fronte al foglio. Testimonia il lavoro dell'architetto, fatto di ricerca estenuante e continua capace di assorbire, maturare e mettere in pratica quei segni che derivano da una colta gestione emozionale delle forme e dello spazio 'attivo' che possono generare. Ecco perché il maestro 'evoca' più che schizzi (numerosi), dei 'grafici' d'architettura, nei quali le linee denotano poetiche assimilate, testimoniano la serietà della pratica costruttrice conseguente e la responsabilità di 'corpi architettonici' che occuperanno un spazio 'ritrovato' per la vita dell'uomo.  Non è un'architettura simbolica, ma è una pratica che affranca lo spirito, sollecita la percezione stimola la mente che si lascia andare, seguendo profili alla scoperta di linee sinuose organico-materiche. Il passo seguente è già spazio. Dalle interviste a Niemeyer è chiara la sua dinamica d'intervento che lo vede ritornare più volte agli schizzi soprattutto quando la descrizione del progetto non lo convince. Un ritorno per 'equilibrare', rimuovendo o aggiungendo 'materia' al geniale esercizio scultoreo. Il maestro fonde un'ineguagliabile poetica spaziale i cui termini procedono comunque ad esaltare lo spazio di un ambito architettonico realizzato e convincente. link correlati Fundação Oscar NiemeyerOscar Niemeyer, architetto impegnato del XX secoloOscar Niemeyer per RavelloA Ravello auditorium da difendereProgetto per un Auditorium a Ravello di Oscar Niemeyerpaolo marzano[exibart]
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