pubblicato lunedì 2 febbraio 2004Dopo essersi addentrato nell’esplorazione delle potenzialità del
live media e del
vjing come sinergia tra suono e immagine, quest’anno
Netmage ha proposto anche artisti la cui ricerca propendesse verso il sonoro (
Richard Chartier,
Saule,
Mou, lips!...), senza necessariamente minare i presupposti di un’esperienza estetica totalizzante ed immersiva. In questo senso, lo spazio della Sala Borsa a Bologna e l’allestimento strutturale - un quadrilatero al centro sormontato da uno schermo per ogni lato e al cui interno hanno agito gli artisti - hanno decisamente favorito duttili modalità di fruizione (non sempre possibili invece al Cassero, date anche le code chilometriche...), che andavano dall’immobilità frontale alla mobilità del punto di vista (o di ascolto).
Risvolti interessanti per due
performance “orientate” su una prospettiva angolare, in

cui l’immagine, nella sua bidimensionalità, ha interagito con la struttura sviluppando un proprio “corpo”: il duo canadese
Skoltz_Kolgen ha presentato una misurata ed elegante alternanza di riprese, animazioni e superfici vettoriali in unanime fluire con la musica; gli
Otolab hanno generato un’immaginario geometrizzante dove suoni e linee erano tutt’uno, in un crescendo acustico e strutturale. Il collettivo milanese si è mosso anch’esso su una doppia tendenza: da una parte l’estetica del digitale, dall’altra la perlustrazione dell’analogico, con un
workshop sul
videomoog, sintetizzatore audiovideo
custom made da Peppo Lasagna (aka Giovanni XXIII), utilizzato in sincrono su 3 consolle da altrettanti performer. Suoni non convenzionali per
BiP_Hop, piccola e coraggiosa label di
Philippe Petit (che ha anche “performato” al Cassero), mix umano ed elettronico (vocalizzi, suoni sintetici e visual) per
Strohmann/Bruckmayr/Jade, mentre la
pièce scenica di
Fanny & Alexander/A. Zapruder (al Raum) si è dispiegata nelle immagini di un limbo “sado-memoriale”.
Duplice e a tratti ossimorico anche il rapporto con la “tradizione”: se da una parte c’è stata una tendenza a citare i grandi (sperimentatori) del cinema, dall’altra il risultato ne annullava addirittura la riconoscibilità o ne trasfigurava l’essenza narrativa. I
Rechenzentrum hanno presentato il dvd
Director’s cut, un personalissimo tributo alla storia del cinema realizzato recuperando, con gusto filologico,
excerpta da film più o meno noti. Estratti dal loro contesto e rielaborati fino a nasconderne i “tratti

caratterizzanti”, gli spezzoni sono stati processati in un amalgama in cui non è più importate la matrice, il carico culturale e storico di ciascuno, ma il nuovo sistema non-referenziale, che viaggia di pari passo con il
cut ‘n’ mix sonoro.
Di orientamento diverso
52 Spaces,
hommage di
Scanner a
L’eclisse di
Michelangelo Antonioni: la dilatazione temporale dell’inquadratura, tipica del piano sequenza, diventava nei singoli frame quasi parossistica, creando assieme alla base sonora (dialoghi, rumori di sottofondo e musica) un singolare invito alla meditazione. Scanner sembra avere spogliato di qualsiasi pretesa narrativa il materiale di partenza, in un gioco di contemplazione e di interpretazione soggettiva, trasferendo il peso della rappresentazione sull’aspetto sonoro-musicale.
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Netmage 04
21-24 gennaio 2004
Bologna, Luoghi vari:
Sala Borsa, Piazza Nettuno 3 - programmazione di live media e workshop
Cassero, Via Don Minzoni 18 - performance
Raum, Via Ca' Selvatica 4/d - eventi speciali
Ingressi:
-Biglietto giornaliero: 15 euro
(Sala Borsa/Live Media Floor + Sala Borsa/Meridiana + Cassero/Night program + Raum)
-Cassero/Night program : 7 euro (+ tessera Arci)
-Abbonamento 4 giorni: 35 euro
-Sala Borsa/Workshop: entrata libera
www.netmage.it
info@netmage.it
Programma
ideato e realizzato da XING
sede organizzativa:
c/o Raum Via Ca' Selvatica 4/d Bologna
tel:051.331099
info@xing.it
www.xing.it[exibart]