pubblicato venerdì 23 aprile 2004La
Pop Art è la corrente artistica di più forte impatto della seconda metà del '900, e forse anche quella che più ha influito sui costumi e le pratiche sociali in virtù del suo avvicinarsi al “mondo esterno” tramite l’introduzione nelle opere d’arte di
item tratti dalla quotidianità, una quotidianità che nel secondo dopoguerra ha coinciso sempre di più con gli stimoli della comunicazione di massa.
In un periodo in cui è difficile individuare i pochi artisti non etichettabili come “post-Pop” la Galleria Civica di Modena propone la meritoria iniziativa di una trilogia di mostre sulla Pop Art inglese, americana ed italiana.
Primo capitolo è quello sulla
British Pop Art : un gruppo di artisti che, seppur tenuti molto meno in conto dei loro colleghi d’oltreoceano, sono i veri pionieri del genere, i fondatori di un gusto di cui oggi siamo pervasi, coloro che hanno permesso “
una liberazione all’interno dell’arte, che hanno dato dignità artistica al divertimento” secondo le parole pronunciate a Modena da
Peter Phillips (il quale peraltro si dichiara incerto sull’effettiva influenza della Pop a livello sociale).
A Modena sfilano tutti i protagonisti della stagione della Pop inglese (l’unica Pop esistente all’epoca -anche se ancora non si chiamava così- a parte il proto-pop di
Johns e
Rauschenberg).
Ecco dunque i collage di
Eduardo Paolozzi risalenti addirittura al 1947 (!) , ma qui presentati in una riproduzione grafica successiva, così come avviene per il mitico, fondante collage
Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing? di
Richard Hamilton.
Paolozzi e Hamilton fecero parte dell’
Indipendent group, gruppo di ricerca artistica e di riflessione culturale; fece poi irruzione sulla scena
Peter Blake, molto rappresentato in mostra, con i suoi capolavori contenenti cartoline delle dive del cinema di quegli anni o altre immagini popolari. Blake trasponeva nella propria arte l’entusiasmo per la movimentata situazione culturale degli anni sessanta e per il divertimento e fermento che poteva esperire a Londra.
La prima sezione della mostra –divisa su due sedi espositive- presenta opere fra gli altri di
Derek Boshier,
Peter Phillips e del primo
David Hockney che riassumono le caratteristiche della Pop inglese: una spiccata eleganza compositiva nonostante l’inserimento degli elementi dell’
imagerie popolare, una studiata “artigianalità” tecnica (molto affascinante a livello visivo) e uno scarso uso delle tecniche di riproduzione seriale. Nelle sale della Palazzina dei Giardini, che ospita opere solo leggermente posteriori, si può intravvedere un
trait d’union con la Pop americana: maggior levigatezza, materiali e tecniche meno pittorici, serigrafia e litografia. Una delle famose sculture in fibra di vetro di donne che svolgono funzione di arredo di
Allen Jones apre le braccia al visitatore che entra nella palazzina, David Hockney è passato ai bordi delle piscine californiane, Richard Hamilton ritrae
Marilyn Monroe e
Mick Jagger, mentre
Colin Self riproduce le hall dei cinema.

Una mostra con 18 artisti starordinari e fondamentali, che presenta però solo poche opere di ciascuno e non sempre le migliori (di alcuni importanti lavori sono presenti versioni grafiche successive); una mostra da vedere quindi per chi non conoscesse la Pop inglese, spesso offuscata dalla fama di quella statunitense, e per chi non avesse mai visto dal vivo le opere di tali influenti maestri. Un’opera per tutte che vale il prezzo del biglietto: il piccolo, ironico, capolavoro di Peter Blake:
Tarzan box.
link correlatiUn manuale di Marco Livingstone sulla Pop Art: “Pop Art-A continuing history”-1990L’ultimo libro su David Hockney di marco Livingstonestefano castelli
Pop Art Uk – British Pop Art 1956-1972
A cura di Marco Livingstone e Walter Guadagnini
Artisti in mostra: Clive Barker, Peter Blake, Derek Boshier, Pauline Boty, Patrick Caulfield, Antony Donaldson, Richard Hamilton, Jann Haworth, David Hockney, Allen Jones, R.B.Kitaj, Gerald laing, Nicholas Monro, Eduardo Paolozzi, Peter Phillips, Colin Self, Richard Smith, Joe Tilson.
Modena, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini
Corso Canalgrande
Dal martedì al venerdì 11-13 e 16-19; sabato, domenica e festivi 10,30-19; lunedì chiuso.
Ingresso: intero euro 5; ridotto euro 2,50; gratuito per minori di 18 anni e maggiori di 60.
Gratuito il giovedì e dal 24 al 30 maggio.
Info: 059-206911 / 059-206940
www.comune.modena.it/galleria/popart
E-mail: galcivmo@comune.modena.it
Visite guidate: su prenotazione 059-206919
Laboratori didattici: sabato 15-18, domenica 10,30-12,30 e 15-18, Palazzo Santa Margherita
Catalogo Silvana Editoriale con testi dei curatori e di Luca Massimo Barbero, euro 25 in mostra, 27,50 prezzo di copertina.
Fino al 4 luglio 2004.[exibart]