23 gennaio 2012

David Elliott International: dopo Stoccolma, Istanbul, Tokyo e Sidney è ora di tentare di sollevare le sorti dell’Ucraina. Con la prima Biennale di Kiev.

 

di

Mystetskyi Museum, Kiev
David Elliott, curatore inglese classe 1949, dopo la direzione del Moderna Museet di Stoccolma (1996-2001), del Mori Museum di Tokyo (2001-2006), di Istanbul Modern nel 2008 e, dopo l’incarico di direttore artistico della Biennale di Sidney dal 2008 al 2010, sarà alla guida della prima Biennale di Kiev che si apre nella capitale ucraina il prossimo 17 Maggio. E che si intitolerà “Arsenale” (per caso c’entra Venezia?). Secondo le parole del ministro della cultura Mykhailo Kulyniak «sarà il biglietto da visita del 21° secolo del Paese», esattamente come voleva Viktor Pinchuk, il collezionista magnate amico di Berlusconi, di Bush, di Clinton e di Obama, che ha dato il suo nome al primo centro d’arte contemporanea ucraino. Quattro sezioni, dallo “Spirito dell’inquietudine” a “Carne”, da ” Il sogno agitato” a “Nel nome dell’ordine” per rilanciare, secondo le parole di Elliott ,un Paese che non è più la periferia dell’ex Unione Sovietica, ma che  si offre come piattaforma culturale d’avanguardia nel mondo. Pinchuk, insomma, ha lavorato sodo e la scelta del curatore globetrotter Elliott pare ben oculata. Direttore per vent’anni (1976-1996) del Museo di arte moderna di Oxford, alla diciassettesima biennale della città australiana aveva fatto il pieno di pubblico e consensi, smentendo le dicerie sulla sfiga che porterebbe il numero 17, che curiosamente ricorre anche a Kiev. Anche perché in Ucraina guai a fallire un piano di rilancio nazionale!  (m. b.

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