Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Fedele alla sua attenzione alla fotografia vintage, oltre che al meglio della produzione contemporanea, The Margulies Collection, una delle più prestigiose fondazioni americane con sede in un ex magazzino di downtown a Miami, presenta una selezione di 18 fotografie di Mary Ellen Mark Un’odissea americana 1963-1999. Perché ne parliamo? Perché ci sembra che l’iniziativa s’iscriva nell’attenzione che nell’America di Obama si cerca di dare alle realtà marginali. Oltre alle grandi icone degli Stati Uniti, le spiagge della Florida, i ritratti, i paesaggi urbani, l’obiettivo della celebre fotografa ha messo a fuoco anche gli scenari dei quartieri popolari. Un lavoro che ha affrontato negli anni tematiche sociali come quelle dei senzatetto, della solitudine e della prostituzione. Alla fine degli anni Sessanta, trasferitasi a New York, Mary Ellen Mark aveva documentato le manifestazioni sul Vietnam, la liberazione femminile e omosessuale, utilizzando spesso come scenario Times Square, all’epoca luogo borderline della metropoli. Ma la Mark, che lavora principalmente in bianco e nero, è stata anche fotografa di scena per una cospicua serie di lungometraggi americani tra cui “Alice’s Restaurant” e “Apocalypse now”. Inoltre ha lavorato con Federico Fellini sul set di “Satiricon” per la rivista Look. Una fotografa che in qualche modo si potrebbe considerare l’antesignana di Nan Goldin, pubblicata anche da “Life”, “Rolling Stone”, il “New Yorker” e “Vanity Fair”. Un’occasione anche per vedere le installazioni permanenti presenti alla Margulies che vanta pezzi, tra gli altri, di Ernesto Neto, Jhon Chamberlain, Pistoletto, George Segal e Richard Serra. (m.b.)














