Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Non sarà certo comodissimo da raggiungere dall’Italia, visto che stiamo parlando di Los Angeles, ma ci sembra doveroso segnalare l’iniziativa. Al Farley Building di Colorado Boulevard, organizzato e sostenuto dall’Associazione West of Rome per la Public Art di Pasadena, da Gagosian, dal Los Angeles Country Museum of Art, MoCA, Hammer Museum e dalla Mike Kelley Foundation, va in scena “For the Love of Mike”, una giornata intera di video dell’artista, dalle 21.00 di sabato alle 21.00 di domenica.
Un modo per ripercorrere la straordinaria vita di Kelley alla quale i famigliari e gli amici dell’artista invitano tutti. Per vedere qualche video o per vederli tutti, per scoprire da vicino una figura chiave dell’arte contemporanea. Chissà cosa riserva il cartellone? Probabile che vi siano anche alcune parti di Extracurricular Activity Projective Reconstruction, l’installazione video che Kelley mise in mostra da Gagosian a New York nel 2005, dove l’artista aveva tolto tutti i muri creando un salone unico, sintonizzando circa 20 “stazioni” che contenevano, a volte, più di un video l’una. Ma Kelley era un’artista complesso e dai film riusciva a ricavare oggetti, a ricostruire ambienti. In una conversazione con il regista Jhon Waters Kelley affermava: «Per me i set sono delle sculture. Ho realizzato diverse sculture partendo dagli oggetti di scena proprio in relazione ai singoli episodi di Extracurricular Activity Projective Reconstruction». Ed era Los Angeles, la più grande scenografia d’America, a fare da sfondo permanente alla vita e alle opere di Mike Kelley. Chi c’è, chi può, chi è là, vada!














