Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
«Servizi sociali per fronteggiare la crisi, scuola e cultura, saranno in prima fila». Lo dice il sindaco di Cagliari, al quotidiano locale “L’Unione Sarda”, Massimo Zedda. Perché la città, ora come non mai, pare destinata ad avviarsi ad un rinverdimento culturale senza precedenti, che passerà -sia pure tra mille difficoltà della decimazione dei tagli di questo periodo- ad un vero e proprio attacco di un “fare di più con meno”, e dove la Giunta ieri, presieduta dal primo cittadino, stamattina ha presentato alla presenza dall’assessore alla Cultura Enrica Puggioni, intervistata anche da Exibart qualche tempo fa, proprio in occasione della rinascita dei Civici e del nuovo progetto di Marinella Senatore per il Quartiere Sant’Elia, ha approvato un piano che vedrà per la città mezzo milione di euro per la cultura “preventivi”, ovvero senza aspettare i tempi del bilancio: «Perché la cultura ha una ricaduta sul territorio, anche occupazionale, cinque volte superiore agli altri settori -nota il sindaco- nel 2008, in generale, arrivavano al Comune dallo Stato 46 milioni. Ora i trasferimenti sono passati a poco più di un milione, praticamente scomparsi». Poco insomma, pochissimo. Ma delle briciole Cagliari vuole fare tesoro, per costruire una sorta di ecosistema che possa fare della cultura lo “status” cittadino. Anche attraverso la condivisione di spazio, delle associazioni culturali per esempio, e un assegnazione di fondi che, precisa la Puggioni al quotidiano, insieme al presidente della commissione Francesca Ghirra «sarà stabilito secondo una griglia molto precisa, realizzata anche attraverso formule algebriche, per assicurare la massima chiarezza e oggettività ed eliminare la discrezionalità nell’assegnazione dei fondi, tenendo anche presente delle peculiarità di chi opera sul territorio da molto tempo o rispetto ai più giovani». Per musica, teatro e danza quasi 300mila euro, mentre per le arti visive (che volete o no, resta la “Cenerentola” del settore, anche secondo i dati delle sponsorizzazioni 2013, e si veda a proposito la nostra intervista a Catterina Seia e Chiara Tinonin) a Cagliari arriveranno quasi 70mila euro, quasi il 15 per cento del budget. E di questi tempi pare tutto oro! Soprattutto se Cagliari li trasformerà, come ha fatto negli ultimi tempi, in fondi per la “trasformazione” civile della città.














