15 aprile 2013

Prove generali di Biennale. Con “Una porta verso l’infinito” la Chiesa si confronta con l’arte contemporanea. Accade a Roma, in Piazza del Popolo

 

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Mentre il Padiglione Vaticano prepara la sua discesa in campo, alla Biennale di Massimiliano Gioni, a Roma si riprogetta site specific dentro una Basilica molto particolare: la chiesa di Santa Maria in Montesanto, meglio nota come la Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, da oggi avrà una nuova doppia installazione di Emanuela Fiorelli e Paolo Radi.
La coppia di artisti hanno lavorato in stretto contatto con l’architettura del luogo, nel secondo appuntamento del progetto Una porta verso l’Infinito, con una serie di pezzi che ritagliano all’interno della Basilica nuovi spazi interiori, atemporali e sospesi, rimarcando la sacralità e la spiritualità attraverso il linguaggio del contemporaneo. E se Fiorelli, classe 1970, crea una nuova serie di percorsi percettivi attraverso una serie di elementi che disposti nelle sei cappelle laterali, in grado di astrarre lo spazio, inserendo le immagini delle cappelle in altrettante teche retro-illuminate, ad amplificare l’idea già grandiosa e abbondante del barocco, Paolo Radi, romano classe 1966, ha scelto invece di lavorare sul pavimento, da dove ha fatto affiorare un mausoleo del silenzio, attraverso un progetto in grado di andare “oltre” la materia, all’interno di se stessi o verso una dimensione soprasensibile. Tensione verso l’Assoluto in entrambi i casi, che per Emanuela Fiorelli si scopre attraverso una traccia, mentre per Paolo Radi si percepisce soltanto. Un progetto espositivo promosso dal Vicariato di Roma, a cura di Silvia Marsano, che riporta l’arte laddove ha avuto massimo sviluppo, e dalle cui porte spesso sembra essere irrimediabilmente uscita. 

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