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Massimiliano Gioni lo dice a chiare lettere nella lunga intervista che “La Lettura” del Corriere della Sera gli dedica stamane: «Lo sguardo del visitatore dovrà essere sopraffatto dalle sollecitazioni, dalle suggestioni che lo accompagneranno» spiega il curatore a Stefano Bucci. Dimenticatevi dunque di poter “riposare”, di lasciare che lo sguardo possa respirare, perché tra opere piccolissime e nuovi giganti, tra tre giorni in Biennale vedrete qualcosa come 4mila e 500 opere, raccolte dai 158 artisti annunciati tempo fa, provenienti da 38 nazioni. Un abisso in più rispetto ai mille, milleduecento pezzi raccolti di media nelle Biennali precedenti, come spiega il Presidente Baratta a Paolo Conti, dalle stesse pagine. «La storia dell’arte sembra essere inversamente proporzionale all’affollamento dei musei: penso agli Uffizi, alla incredibile quantità di capolavori che si trovano fianco a fianco. E, all’opposto, agli spazi rarefatti dei musei votati al contemporaneo. Vorrei che questa Biennale assomigliasse agli Uffizi». Vedremo se Gioni sarà il nostro Francesco I De’ Medici, data astrale 2013. Appuntamento a mercoledì.




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