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«È sfaccettato l’immaginario visivo di Mat Collishaw: il suo sguardo indaga la storia dell’arte e scruta la realtà mettendola in scena con un’enfasi che spesso ha temperature drammatiche e allegoriche. Il fulcro attorno a cui ruota la sua ricerca è sostanzialmente l’interesse per la citazione, che si risolve in un viaggio nei territori della cultura visiva del nostro tempo, rivelando temi universali e imperituri, come la bellezza, la violenza e la morte». Con queste motivazioni, date dalla commissione del Premio Pino Pascali, composta da Rosalba Branà, direttrice della Fondazione, e dai critici Lorenzo Madaro e Antonello Tolve, l’artista inglese -vincitore della XVI edizione dell’onorificenza-, arriverà a Polignano il prossimo 5 luglio, con circa venti opere che ripercorrono la sua produzione più significativa.
Realizzata in collaborazione con la Galleria Raucci / Santamaria di Napoli, la mostra comprenderà un arco temporale di circa 15 anni, dal 1998 al 2012, dove in scena troveranno spazio fotografie, video, opere in 3D e una grande installazione ambientale appositamente realizzata per l’occasione, disposta nel salone centrale.
Fino al 15 settembre, il Museo Pascali ospiterà anche la grande proiezione dell’opera l’Isola dei Morti di Böcklin in relazione con l’Isola dell’Eremita, a riflettere nella loro doppiezza e nell’essere una reale e una virtuale, un simbolo di un approdo senza tempo e senza confini, dove natura e artificio si confrontano. Portando in scena una retrospettiva di meta-rappresentazioni, senza tradire il percorso dell’ex young british artist in scena, tra le altre, anche alla Biennale di Venezia del ’93 e al Victoria & Albert Museum, che nel 2010 gli ha commissionato Magic Lantern, un monumentale lavoro 3D dal diametro di dieci metri che raffigurava delle falene danzanti attorno ad una fiamma.














