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L’evento epocale è, soprattutto, per i brasiliani. Che vedranno arrivare prima a San Paolo, dal 13 luglio, e poi a Brasilia, dal 12 ottobre, un’invasione di cinquantasette delle opere più emblematiche del Rinascimento. “I maestri del Rinascimento. Capolavori italiani”, questo il titolo di una mostra creata anche per rafforzare i rapporti internazionali tra Italia e Brasile, prenderà il via al Centro Cultural Banco do Brasil, curata da Cristina Acidini, con l’organizzazione di Civita e StArt, e prenderà in esame sei sezioni a partire dalle sei città più emblematiche dello sviluppo della “corrente” tra ‘500 e ‘600. Milano, Venezia, Firenze e Roma, ma anche Ferrara e Urbino, anche se grande spazio sarà dato a Firenze, senza dubbio la vera e unica città del Rinascimento, dove erano concentrati i grandi maestri che le corti si contendevano, come le star del contemporaneo di oggi. Un viaggio nel tempo italiano dell’epoca, fatto di stati e ducati frammentati, in compagnia di Raffaello, Leonardo da Vinci, Michelangelo e Tiziano, Veronese e Perugino, Lorenzo Lotto, Bellini e Botticelli, per una campionatura che non potrà certo eguagliare l’immensità delle opere conservate agli Uffizi, solo per dire uno dei musei “cardine”, ma che sarà in qualche modo la traccia per scoprire un vero e proprio momento storico di rottura e di intensa prolificazione dell’arte. In un tempo di conflitti, di profondi turbamenti e di nuovi slanci, nel quale anche gli artisti cercano nuovi confini. Forse una mostra davvero più che contemporanea!














