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Giocare di contropiede: è all’insegna della strategia calcistica il nuovo programma di azioni per la cultura messo a punto dall’Associazione Bancaria Italiana nei prossimi due anni. Dieci iniziative, tra eventi e progetti più strutturati, che il presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha associato alla necessità di «non fermarsi di fronte ad un momento di crisi come quello che stiamo vivendo». E in aiuto, come spesso accade, viene la tecnologia. Si parte con MuVir, il museo virtuale nel quale confluirà il grande patrimonio di opere d’arte custodite dalle banche sul tutto il territorio nazionale: oltre 300mila immagini eccezionali e spesso poco conosciute a disposizione di tutti gli appassionati, gli studiosi e i turisti. Porte virtuali aperte tutto l’anno, mentre per ammirare questi capolavori dal vero resta l’appuntamento di “Invito a Palazzo” (prossima edizione Sabato 5 ottobre). Da Sondrio a Palermo, da Bari a Venezia, le sedi storiche delle banche aprono al pubblico i loro battenti e per una intera giornata si trasformano in spazi culturali. In fondo, il connubio tra le banche e l’arte ha radici antichissime: le celebri committenze dei Medici, i capolavori realizzati per Agostino Chigi, la galleria di Vincenzo Giustiniani, le illustri acquisizioni e le mostre che i moderni istituti hanno promosso nel corso del Novecento, sono solo alcuni tra gli esempi più noti. A testimonianza di questa complessa relazione restano migliaia di volumi e cataloghi, alcuni dei quali oggi introvabili, che daranno vita alla nuova “Biblioteca dell’arte” allestita dall’ABI presso Palazzo Altieri a Roma. «Si potranno consultare alcuni tra i più bei libri d’arte mai realizzati nel secolo scorso – ha annunciato Flavio Caroli, testimonial dell’iniziativa – come quelli della COMIT all’epoca del banchiere Raffaele Mattioli». Spazio anche ai restauri, come quello che ha interessato il Gonfalone de L’Aquila (sarà restituito alla città l’anno prossimo) e quelli in programma sul territorio emiliano colpito dal recente terremoto. Cuore del nuovo programma per la cultura sarà il sito dell’ABI che accoglierà una sorta di vetrina online delle manifestazioni culturali promosse, organizzate o sponsorizzate dalle banche. Mostre, concerti, convegni, partnership con teatri, musei e festival con cui gli istituti collaborano a livello locale e che non sempre ottengono una visibilità a livello nazionale. Insomma, la parola d’ordine è “valorizzare l’esistente”, ottenere il massimo risultato da iniziative già presenti sul territorio e individuare nuovi modi per migliorare e far crescere l’impegno del sistema bancario nella cultura. Va in questa direzione una delle novità più curiose, il “Festival internazionale della cultura per l’infanzia”, che vedrà l’organizzazione di laboratori ispirati al Metodo Munari nelle sedi e nelle filiali delle banche di tutta Italia: spettacoli, letture, laboratori e seminari per avvicinare i più piccoli all’arte. Un modo efficace per contribuire al rilancio della cultura nel BelPaese, dove si avverte sempre più la necessità degli investimenti privati. Le banche non restano a guardare, ma vogliono fare la loro parte. Per maggiori informazioni www.abi.it (Costantino D’Orazio)














