19 giugno 2013

E quando l’opera muore? James Turrel dichiara distrutta la sua “Tending(Blue)” al Nasher Center di Dallas. La colpa? Di un grattacielo

 

di

James Turrel, Tending, (Blue), 2003, Nasher Sculpture Center, Dallas

Per una mostra che consacra c’è un lavoro che si spegne. È uno dei migliori aneddoti che la storia dell’arte contemporanea ci regala quello che viene dagli Stati Uniti, dove il grande James Turrel -classe 1943- ha inaugurato la sua retrospettiva al LACMA di Los Angeles, portando al museo circa una cinquantina di opere che spaziano nella sua ricerca della luce e della percezione, che va avanti dagli anni ’60 e ’70. Proiezioni geometriche luminose, stampe e disegni, installazioni che esplorano l’ambito della deprivazione sensoriale e campi apparentemente non modulati di luce colorata e il recente lavoro bidimensionale con ologrammi e una sezione tutta dedicata all’intervento Roden Crater, site-specific nel paesaggio appena fuori Flagstaff, in Arizona, che tra le pareti del museo viene presentato attraverso i modelli, fotografie e video documentari. Insomma, la consacrazione in patria. Peccato che in un altro stato, il Texas, Turrel abbia dovuto dichiarare distrutto uno dei suo ambienti più belli: Tending (Blue) realizzato nel 2003 e nella collezione permanente del Nasher Sculpture Center di Dallas, progettato da Renzo Piano. Che cosa è successo? Un restyling poco azzeccato, è proprio il caso di dirlo, in quello che è il grattacielo di lusso adiacente al centro, chiamato proprio Museum Tower.
Se Nasher, magnate e finanziatore del museo, aveva stilato accordi che prevedevano un tetto massimo di 20 piani per la costruzione residenziale, dopo la sua morte -avvenuta nel 2007- i piani sono saltati e nell’attuale “rivisitazione” dell’edificio, la struttura si è alzata di quasi il doppio, mangiandosi metaforicamente non solo l’esterno dello Sculpture Center, ma anche il suo interno. Compreso, e soprattutto, il Tender di Turrell. Che ha deciso di chiudere l’installazione, private del suo cielo, dichiarandola distrutta. Forse si correrà ai ripari, tentando di ricollocare la stanza, ma le idee di intervento ancora sono incerte. E una nuova pagina di mancanza di “condivisione” e di prevaricazione delle holding immobiliari sui “Beni Culturali” si è scritta. A discapito del grande cielo blu, altissimo e siderale – come ricordava Baudrillard – del Texas, racchiuso “dal vivo” in un’opera d’arte.

1 commento

  1. Il problema dello spostamento mi pare la soluzione più naturale, non ne farei comunque un grave problema, via si può porre rimedio,

    Ogni giorno muoiono 5000 bambini di fame …. questo si è un problema

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