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Dalla Biennale di Istanbul al MAXXI. L'opera di Margherita Moscardini entra nella collezione permanente del Museo delle Arti del XXI Secolo

   
   
 
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Margherita Moscardini, On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation, ad hoc intervention, ambient dimension, 2013, 2,500 kg waste glass fragments coming from Istanbul and fragmented by Ozen Cam plant, Kayasehir, İstanbul. Natural light.

Una nuova opera nella collezione permanente del MAXXI, di cui vi abbiamo approfonditamente parlato durante i giorni di inaugurazione della Biennale di Istanbul: Margherita Moscardini entra al museo proprio con Istanbul City Hills-On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation, l’opera-istallazione site specific realizzata in occasione della residenza dell'artista nella città turca, nell'ambito del progetto "Anteprima #2/ The Spirit of the context”, ideato da Cristina Cobianchi dell'Associazione culturale AlbumArte.  A cura di Maria Rosa Sossai, Istanbul City Hills si presenta come una sala ricoperta completamente di frammenti di vetro, sublime e tragica visione del mutamento della città del Bosforo, in preda ad uno sviluppo senza precedenti, dove il vetro è elemento estremamente presente, frantumato, accatastato, spaccato, a fare da vecchio contrappunto ad una città "che sale” a ritmi vertiginosi.  Anteprima#2, che comprende la residenza, la mostra e l’opera di Moscardini, è stata prodotta dall’Ambasciata d’Italia in Turchia, dall’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul e da AlbumArte, con il supporto del collezionista Giorgio Fasol, con AGI Verona Collection, e da Aldo Colella, con Visioni Future.
 


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