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assolo show
Sara Masüger / Cecilia Stenbom

   
 Da Bologna a Gateshead, spunti invernali per scoprire due giovani artiste. Nell'ormai consueta accoppiata di personali. Descritte dai protagonisti... marianna agliottone 
 
pubblicato
SARA MASÜGER
The foundation of my work is the haptic perception of space and memory . I'm searching for a interaction between my sculptures and the exhibition space. The exhibition room is for me a mental space in which I try to create new dynamics.
One of the central pieces of my show in Car projects is a sculpture of a chain. It starts very small and delicate, and grows bigger piece by piece until it is grotesque. Scale changes meaning. In fact, this work is a sort of reflection on "scale" of an object and how the "scale" can change the meaning.
In another piece: a huge, round wall going around the gallery. It is ambiguous, imposing by its scale but fragile. We have the feeling it could collapse at any time, protecting but also threatening. We are never so sure of the being of things. I'm focused on the moment when things collapse, when they break. Those accidents are a condensed point in my practice which allow me to emphasize the vulnerability of the sculpture and it is an attempt to communicate a logical meaning.

Alla base del mio lavoro c'è la percezione aptica di spazio e memoria. La mia è una ricerca di interazione fra le mie sculture e lo spazio espositivo. Per me la sala espositiva è uno spazio mentale in cui cerco di creare nuove dinamiche.
Uno dei pezzi centrali della mostra alla Car Projects è una scultura di una catena. All'inizio è molto piccola e delicata, poi cresce pezzo per pezzo sino a diventare grottesca. La scala cambia il significato. Infatti, questo lavoro è una sorta di riflessione sulla "scala" di un oggetto e su come la "scala" può cambiare il significato.
In un'altra opera: un muro enorme e tondo circonda la galleria. È ambiguo, imponente per la sua scala ma fragile. Si ha la sensazione che potrebbe crollare da un momento all'altro, protettivo ma anche minaccioso. Non siamo mai certi dell'essere delle cose. Sono focalizzata sul momento in cui le cose collassano, crollano. Questi accidenti sono un punto di condensazione nella mia pratica e mi permettono di enfatizzare la vulnerabilità della scultura. È un tentativo di comunicare un significato logico.

Cecilia Stenbom - The Inspector - 2007 - fotogramma da video - 4'16
CECILIA STENBOM

The key concerns in my works are the mediation of reality, notions of identity versus pop culture; and the influence of mass consumerism on everyday life. Appropriation and re-staging are key methods, taking source material from television, movies, advertising, official government informational, 24-hour news, and the internet. I frequently use myself as a template to create a deliberately amateurish pastiche that attempts to examine our desires through reinterpreting scenarios within mass media and domestic life, and it turn fulfilling the very personal aspirations that those situations set up.
My solo exhibition at Workplace Gallery is titled "Homeland Security" and is the result of a year of intense research and production. The works explore my interest in a wide range of media including video installation, painting, sculpture, and drawing. The work is influenced by public health campaigns, fear appeals, and real experiences of danger within fiction, entertainment and advertising. I have become specifically interested in what triggers fear in contemporary life and how that fear is used to capture our attention and imagination, and ultimately controlling us.

Sara Masüger - Textdrawing - 2010 - pastello grasso su carta - dimensioni variabili
Gli interessi principali nei miei lavori sono la mediazione di realtà, le nozioni di identità versus la cultura pop; e l'influenza del consumismo di massa sulla vita quotidiana. I metodi-chiave sono l'appropriazione e la ricontestualizzazione, mentre i materiali provengono da televisione, film, pubblicità, informative ufficiali del governo, news non stop e internet. Spesso utilizzo me stessa come modello per creare un pastiche deliberatamente amatoriale, che tenti di esaminare i nostri desideri attraverso la reinterpretazione di scenari del mondo dei mass media e della vita domestica, in modo che appaghino le aspirazioni molto personali rappresentate da quelle situazioni.
La personale alla Workplace Gallery è intitolata Homeland Security ed è il risultato di un anno d'intensa ricerca e produzione. Le opere esplorano il mio interesse verso un ampio ventaglio di media che include videoinstallazione, pittura, scultura e disegno. Il lavoro è influenzato dalle campagne pubblicitarie sulla salute pubblica, dalle grida d'allarme delle pubblicità e da esperienze di reale pericolo nel mondo delle fiction, dell'intrattenimento e della pubblicità. Ho cominciato a interessarmi specificamente alle cause che scatenano la paura nella vita contemporanea e a come questa paura viene utilizzata per catturare la nostra attenzione e immaginazione, e infine per controllarci.

di marianna agliottone




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