design_talenti - Atsushi Oya – Luce tangibile 3286 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
CINEMA
Reading Room
Allons Enfant/5
Lettera Aperta
PREVIEW
Senti chi Parla
Exibart.segnala
sondaggio
La nomina a curatore del padiglione Italia di Vincenzo Trione ha suscitato diverse perplessità. Che ne pensate voi?
• C'erano sicuramente addetti ai lavori più qualificati e non è possibile che in Italia tutto passi all'infuori del merito!
• Potrebbe essere una sorpresa, anche se non è "ufficialmente" un curatore
• Farà un bel Padiglione, d'altronde è una voce fuori dal coro del solito di giro di musei, direttori, curatori etc
• Sarà un'altra Biennale in cui l'Italia farà una figuraccia
• Metterà in mostra qualche amico più o meno conosciuto
recensioni
rubriche
         
 

design_talenti
Atsushi Oya – Luce tangibile

   
 Un materiale ineffabile. Come è la luce. Per un gioco leggero, dal sapore orientale. Nascono così le lampade di Atsushi Oya, giovanissimo designer giapponese trapiantato a Milano. Che ci racconta come la sua idea di luce. Da toccare… anna russo 
 
pubblicato mercoledì 22 giugno 2005
Luce da toccare” dice lui “da portare con sé e con la quale si può giocare. Luce che si abbraccia, e con la quale si può dormire. Luce Tangibile... che apre un nuovo capitolo nell’interminabile flusso della comunicazione fra l’uomo e la luminosità...
Proprio queste le parole di Atsushi Oya per introdurre Bomboli, Soshi, Origami II, le sue innovative sperimentazioni nell’universo della luce, pronte a sconvolgere e rivoluzionare ogni ben radicata sensibilità percettiva nei confronti della tradizionalissima lampada da camera, da studio, da salotto. Lampade pensate e create non più come semplice complemento d’arredo, ma come vere protagoniste di uno scambio interattivo. Tra sorgente luminosa ed ambiente illuminato, ma anche e soprattutto tra uomo e luce.
Dopo una Laurea in Industrial Design alla Chiba University in Giappone, un Master of Arts alla Wales University in Gran Bretagna, e l’esperienza presso Domus Academy a Milano, nel settembre 2004 Oya apre il suo studio a pochi passi dal cuore della pulsante “city” milanese, deciso a misurarsi con gli stimoli e le regole del made in Italy.

Alle spalle circa dodici anni di esperienza, maturata a cavallo tra Giappone ed Europa, in numerosi allestimenti per mostre, show rooms, musei, locali, eventi, sempre guidati da un unico filo conduttore: le nuove potenzialità espressive della luce.
Nel novembre 2004 nascono così Bomboli e Soshi, due vere e proprie sfide lanciate al mondo dell’illuminotecnica.
Bomboli in giapponese significa sognante, impalpabile...” spiega il designer “La luce riesce ad espandersi attraverso la struttura a rete polimera di nuova tecnologia; struttura spugnosa, molle, con un’alta permeabilità all’aria. Una possibile alternativa alla Washi, la tradizionalissima carta giapponese, che si contraddistingue proprio per delicatezza ed impalpabilità. La sorgente luminosa è una semplice lampadina rotonda fluorescente, avvitata ad un sostegno in acciaio verniciato. Bomboli è quasi un cuscino luminoso – diametro 360mmx180mm- da abbracciare, da vivere. Soshi invece ” continua “vuol dire Libro di fiabe. Ed è proprio una lampada a forma di libro da disporre sui vari scaffali di una libreria, su una mensola. Un libro di luce, pensato per illuminare e rischiarare i libri di carta. Il materiale è lo stesso usato per Bomboli, ma cambia la sorgente luminosa: non più luce fluorescente, ma LED, e le dimensioni sono quelle piuttosto realistiche di un volume: 182mmx257x75mm.
Ultimo nato della serie è invece Origami II, già concepito mesi fa, ma realizzato con gli attuali materiali solo nel marzo 2005.

Origami II è semplicemente un quadrato di tessuto, luminoso, capace di cambiare la sua forma in un gioco di infinite metamorfosi di angoli e pieghe.” dice Oya “ Una interazione continua di manualità e fantasia, proprio come in un origami di carta, dove però è il tessuto ad intrecciarsi ed a diventare tutt’uno con la luce emessa. La sottile struttura è tenuta insieme da un gel soffice - NewSoftGel SPPLAST – che ha sostituito il silicone della prima versione- ed offre così un’esperienza tattile tutta nuova. Anche in questo caso la sorgente luminosa è un LED e le dimensioni non si discostano tanto dagli altri due prodotti: 280mmx280mmx5mm
Una storia di creatività, di sperimentazioni, di ricerca, ma soprattutto una storia interamente fatta di luce. Un delicato sentire tutto orientale, che sfida ogni tradizione con il fascino, la funzionalità e l’utilizzo di materiali innovati. In attesa della prova del nove: l’impatto col grande pubblico ed i vasti canali della produzione industriale.

link correlati
www.tk3.speed.co.jp/atsushi_oya 
www.spplast.com
www.cosmit.it

anna russo

[exibart]






strumenti
invia la notizia ad un amico
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di anna russo
registrati ad Exibart per continuare a consultarlo gratuitamente
inserisci un commento alla notizia
indice dei nomi: Dem

trovamostre