04 marzo 2013

Fino al 6.IV.2013 Andrea Kvas, Campo Firenze, Museo Marino Marini

 
Nella prima personale italiana dell'artista triestino in un museo italiano emerge un'idea dell'arte come fluire e trasformare. Fatta di opere al di là della pittura e della scultura -

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Idee, collaborazioni e buona volontà sembrano proteggere dai rigori dell’austerity il Museo Marino Marini di Firenze, dove non solo è protagonista la contemporaneità, ma anche la storia. 
Per l’arte contemporanea sono in atto nella cripta due progetti espositivi annuali: “The Player”, già seguita da Exibart, che indaga sul collezionismo privato italiano e “Early One Morning” che dedica il proprio tema guida alla scultura e all’interpretazione della medesima dagli anni Sessanta ad oggi, entrambi ideati dal direttore Alberto Salvadori. La storia, già testimoniata dal contenitore che accoglie il museo, la Chiesa di San Pancrazio, dal 16 febbraio si è arricchita di una new entry: dopo accurato restauro è stata annessa al museo la Cappella Rucellai con il suo Tempietto del Santo Sepolcro, realizzata da Leon Battista Alberti nel 1467.

“Campo” intitola l’intervento di Andrea Kvas (Trieste, 1986) nella cornice di “Early One Morning”. È la prima personale dell’artista in ambito museale italiano, curata da Barbara Casavecchia e ideata per il Sacello della cripta del Museo. 
Kvas non lega il proprio lavoro a tensioni che riguardano l’attualità, che affliggono l’individuo e il mondo, la sua è un’arte connessa al fluire del ‘fare’, del trasformare, dell’aver cura come esperienza culturale, diretta, di ‘sua’ mano: proprio come colui che quotidianamente cura il proprio ‘campo’ o il proprio giardino. 
Sono quattro le situazioni installative (tutte Senza titolo, 2012/2013) inserite in un luogo tanto connotato come può esserlo un sacello e gli spazi che in questa circostanza lo precedono, coinvolti in egual misura. 
Tre le strutture formali costituite da aste di legno disposte simmetricamente sia alle pareti sia direttamente sul pavimento, dipinte con pennellate e cromie casuali che conferiscono il senso mutato all’oggetto; e un’accumulazione di forme che con le medesime caratteristiche cromatiche degli interventi precedenti, evoca dei rami spezzati, collocati al centro della seconda stanza come indice del lavoro umano, di una fatica del corpo prima che della mente, realizzati con un mix di materiali dal sintetico all’organico. Nel complesso, nel divenire del lavoro, è evidente l’adozione di un linguaggio che sconfina e reinterpreta le tradizionali categorie di pittura e scultura.
L’artista considera i propri interventi ‘in progress’, adatti a subire modificazioni strutturali in relazione al luogo che li accoglie, accadimento possibile anche durante il periodo espositivo.
Cifra non secondaria all’estetica del lavoro di Kvas è il singolare processo di confronto, di relazione che egli mette in atto con lo spazio nel quale è chiamato a mostrare il proprio lavoro, luogo o non luogo che sia. Racconta l’artista: «Sto in uno spazio per il tempo necessario a dimenticarmi che ha qualcosa che potrebbe bloccarmi, come un paio di scarpe nuove che ricordi di avere ai piedi solo i primi giorni, per poi ignorarle». 
Fiammetta Strigoli
dall’8 Febbraio al 6 Aprile 2013 
Andrea Kvas
Museo Marino Marini
Piazza San Pancrazio – Firenze
Orario: 10-17, chiuso il martedì, la domenica e i giorni festivi
Biglietti: intero: € 4, ridotto € 2

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