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fino al 31.V.2013
Giorgio Guidi, GRIT
Verona, FaMa Gallery

   
 Una mostra sulla forza spirituale di un’immagine, sul suo valore concettuale ed evocativo. Capace di capovolgere i criteri formali di una perfetta sintassi di lettura  erika prandi 
 
pubblicato
Una lettura del particolare, del simbolo e del suo significato per capire il terreno sul quale ci stiamo avventurando. La personale di Giorgio Guidi (Brescia, 1982), in parte realizzata su misura per lo spazio espositivo, riflette la volontà di indagare il substrato visivo della realtà fenomenologica. E lo fa sia ricreando in un guazzabuglio decorativo ciò che la memoria e l’esperienza gli suggeriscono, sia attraverso la chiara denuncia di ogni forma di idolatria fine a se stessa. Entrando nella galleria ciò che subito colpisce è rappresentato da un puzzle di pannelli (alti più di un metro e larghi uguali) che scorre lungo tutta la parete creando una fascia decorativa. Proprio l’estremo decorativismo è ciò che li caratterizza grazie ad una profusione di elementi vegetali che ricoprono l’intera superficie. La texture così ottenuta sembrerebbe eseguita mediante punzonatura, come nell’arte sacra del Trecento. E non è un caso visto che tutte le opere di Guidi hanno a che fare con la sacralità. Sui pannelli di legno e gesso l’artista ha voluto inserire anche qualche immagine che rimanda alla sfera religiosa del Medio Oriente come la fenice. Ma anche colonne scanalate e sormontate da teste leonine stilizzate, una fila di madonnine e decine di teschi ammassati, chiaro rimando agli ossari. 

Giorgio Guidi - Memories of a cut-off hand, 2013 125x125cm, plaster and wood / gesso e legno

Ogni pannello identifica un viaggio spirituale e culturale condotto dall’artista, raccontato con semplicità e chiarezza espressiva. Lo stesso elemento decorativo è riproposto nelle pagine di carta riempite con fiori in vernice scura come fossero fogli antichi. Su di essi solo schizzi in matita di particolari anatomici di animali immaginari. Qui il rimando è all’opera illustrata del celebre naturalista Ulisse Aldrovandi, come punto di partenza per un’indagine sul concetto di figura, che in questo caso viene decontestualizzata. Oggetto simbolo di devozione, idolatrato e innalzato ad artefice delle sciagure e dei benefici umani: il gruppo di Madonne nere ricoperte di rosari ne sono un chiaro esempio. Portatrici di messaggi sull’esistenza umana, sono come feticci impregnati di sacralità ma meri oggetti. Ed è proprio questa la denuncia dell’artista che non si sofferma all’apparenza, ma indaga nel profondo il significato delle immagini, delle figure dell’arte sacra per mostrarle come sono veramente e come vengono viste agli occhi dei fedeli. 
È una riflessione sul potere del visivo nell’arte sacra: osservata, selezionata e messa a nudo. Non ci sono costruzioni, allegorie o metafore. Ogni messaggio è chiaro, semplice, alleggerito da ogni caricatura. Guidi non cerca di impressionare lo spettatore ma, piuttosto, di condurlo per mano verso un viaggio spirituale alla ricerca di se stessi e del proprio rapporto con il divino.

Erika Prandi
mostra visitata il 23 marzo

dal 23 marzo al 31 maggio
Giorgio Guidi - GRIT
a cura di Matteo Pollini
FaMa Gallery
Corso Cavour 25/27, Verona
Orari: 10 – 13, 14.30 – 19.30; chiuso il lunedì e festivi
Ingresso: libero

 


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