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Fino al 6.IV.2019
Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale
Aurora Paolillo, Veronica Bisesti, g. olmo stuppia, Lorenzo Galuppo, Gianni D’Urso
LO.FT Lecce

   
  Marinilde Giannandrea 
 
Fino al 6.IV.2019 - Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale - Aurora Paolillo, Veronica Bisesti, g. olmo stuppia, Lorenzo Galuppo, Gianni D’Urso - LO.FT Lecce
pubblicato

Una riflessione sull’arte pubblica e sulle sue possibili declinazioni nei progetti di Aurora Paolillo, Veronica Bisesti, g. olmo stuppia e Lorenzo Galuppo, gli artisti che sono selezionati per le residenze di Industrial Therapy e che hanno lavorato nella zona industriale di Lecce. Oltre il centro turistico, ma anche oltre le periferie abitate, in un’area ai margini, in parte abbandonata a causa della crisi economica. Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale, la mostra a cura di FAC, il collettivo formato da Giuseppe Amedeo Arnesano, Alice Caracciolo e Caterina Quarta, si concentra sulla metodologia progettuale e sulla possibilità di innestare in divenire un nuovo immaginario della zona industriale. Si percepisce anche nell’allestimento perché si attraversano i teli di plastica di un cantiere e si entra in una area processuale e incompiuta. 
Aurora Paolillo (Torino, 1990) con Polarità si concentra soprattutto su elementi naturali, la terra rossa, la pietra leccese, e li fa diventare elementi di archeologia industriale che appartengono a un possibile futuro. Un piccolo cumulo di macerie e di segni tangibili in un’installazione accantonata in un angolo della galleria. 
«Humming è un’esercitazione che consente di riscaldare la voce senza l’utilizzo della parola», scrive Veronica Bisesti (Napoli, 1991) in un piccolo blocco di appunti ai margini del suo tavolo da lavoro e immagina lo spazio che scorre sotto un ponte come una cassa di risonanza dove il suono della propria voce registrata si riverbera in una diversa topografia uditiva. Una questione privata che invade lo spazio pubblico, come quella che g.olmo stuppia (Milano, 1991) concentra in una stanza chiusa. Ha utilizzato alcuni must salentini, come la musica popolare e una nota marca di caffè, per creare un momento che esorcizza la fatica del lavoro industriale e genera melodia. Una performance e un’installazione temporanea che sospendono il tempo con la voce di Dionisia Cassiano, i sacchetti e le impronte di caffè. 

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Da cosa nasce cosa, Vista della mostra, LO.FT Lecce 2019

La malinconia di Lorenzo Galuppo (Genova, 1995) si riflette in Tutto è vanità, il progetto di un semicerchio di totem su cui sono collocate le fotografie dell’area industriale che scolorano e diventano ombre di un paesaggio dissonante e paradossale. Un villaggio fantasma con le vite che scorrono ma che non si percepiscono. A concludere la mostra, che cita Bruno Munari e la sua pratica di progetto, la documentazione del lavoro di Gianni d’Urso, vincitore dell’edizione 2018, che ha "invaso” una rotonda con una stella a cinque punte.
In altre latitudini i progetti di arte pubblica sono promossi e finanziati dalle istituzioni, a Lecce è un collettivo coraggioso sostenuto da un gruppo di aziende private ad aprire la prospettiva di Industrial Therapy, quest’anno alla sua terza edizione. Ma si sa, la Città preferisce ricordare un "glorioso passato” piuttosto che innestare una riflessione sulla complessità degli scenari presenti e futuri. 

Marinilde Giannandrea
Mostra visitata il 9 marzo

Dal 9 marzo al 6 aprile 2019
Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale 
Aurora Paolillo, Veronica Bisesti, g. olmo stuppia, Lorenzo Galuppo, Gianni D’Urso
LO.FT - via Simini 4/6/8, Lecce 

 


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